F1 | Da inseguitore a leader: oggi Piastri comanda dove un anno fa regnava Norris
La vittoria di Piastri a Zandvoort ha un significato che va oltre i 34 punti di vantaggio su Norris in classifica: conferma i progressi compiuti dall'australiano che, fino a questo punto del mondiale, è stato competitivo ed è arrivato davanti al compagno di box in quei GP dove nel 2024 aveva sofferto, chiudendo anche a 30 secondi dall'inglese.
Mancano ancora nove appuntamenti alla conclusione della stagione, ma il Gran Premio d’Olanda potrebbe già aver segnato una svolta decisiva nella corsa al titolo tra Oscar Piastri e Lando Norris. Il ritiro del pilota britannico, causato da un guasto tecnico alla sua monoposto, ha spalancato un solco importante tra i due in classifica: ora sono ben 34 i punti che separano i compagni di squadra.
Un bottino prezioso, che consente all’australiano di affrontare con maggiore serenità le prossime tappe del campionato. Ma il vero segnale emerso a Zandvoort non è il distacco in classifica, bensì la velocità e i progressi mostrati da Piastri, l’aspetto che più, oggi, rappresenta un campanello d’allarme per Norris. Perché la pista olandese, almeno sulla carta, era il terreno su cui il britannico avrebbe dovuto brillare.
Già prima del ritiro di Norris, l’inglese si trovava alle spalle del compagno di squadra e, pur disponendo di un passo gara comunque competitivo, la differenza di ritmo tra i due è rimasta talmente contenuta da non generare mai vere occasioni per metterlo sotto pressione.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Mark Sutton / Formula 1 via Getty Images
Un dato che, preso singolarmente, potrebbe apparire marginale. Ma se si allarga il contesto all’intera stagione, allora assume un peso ben più rilevante. Ciò che rende il successo di Zandvoort emblematico è che si tratta di uno di quei circuiti dove, appena un anno fa, l’australiano aveva sofferto, uscendo sconfitto in modo schiacciante dal confronto con Norris a cinque decimi in qualifica e quasi mezzo minuto in gara.
Certo, è vero che in gara rimase a lungo bloccato dietro a Charles Leclerc, ma il confronto sul giro secco e del passo gara in sé fu nettamente a favore del britannico che, in quel momento, si trovava totalmente a suo agio con la vettura. Un anno dopo, però, la situazione si è ribaltata ed è stato Piastri a sorprendere il compagno di squadra nel momento decisivo, concretizzando il giro in Q3 e garantendosi la partenza dalla pole dopo essere rimasto sempre alle spalle di Norris nelle libere.
Questo dettaglio, osservato in una prospettiva più ampia, racconta una storia di crescita. Nel corso di questa stagione, Piastri non solo si è confermato veloce e competitivo su ogni tracciato che nel 2024 gli aveva creato difficoltà, ma è riuscito addirittura a vincere su quasi tutti quei circuiti. L’unica eccezione è stata Suzuka, dove comunque ha centrato il podio, restando incollato al suo compagno di squadra.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images via Getty Images
In Cina, infatti, ha ottenuto la pole position e ha vinto comodamente la gara, così come in Spagna, dove lo scorso anno era finito anche a oltre trenta secondi da Norris. L’ultima prova, in tal senso, sarà quella di Singapore, dove nel 2024 il britannico impose un dominio senza appelli, mentre Piastri chiuse terzo anche alle spalle di Max Verstappen.
Una trasformazione che non nasce dal caso, ma dal frutto di un lavoro mirato, paziente e consapevole. In inverno, Piastri aveva indicato con chiarezza le aree su cui sapeva di dover crescere: la qualifica e la gestione delle gomme. Due aspetti che, nella passata stagione, avevano spesso rappresentato il suo tallone d’Achille. Ed è da lì, affrontando le proprie fragilità, che ha costruito il salto di qualità che oggi lo sta proiettando in testa al mondiale.
"Per me, la più grande indicazione dei suoi progressi risale a 12 mesi fa, qui in Cina" - aveva spiegato Andrea Stella dopo la vittoria di Piastri in Cina evidenziando il salto fatto in un anno -. "Ricordo ancora, dopo la gara, una chiacchierata a tu per tu con Oscar fuori da una di queste hospitality, chiuse a qualcosa come 30 secondi da Lando. Ci siamo grattati un po' la testa e ci siamo detti: "C'è molto da imparare da questa gara". E guardando indietro di 12 mesi, penso che abbiamo preso tutto questo insegnamento e lo abbiamo capitalizzato".
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Mark Thompson - Getty Images
Già dopo poche gare, come evidenziato a maggio, Piastri aveva compiuto un salto netto, soprattutto in qualifica. A Zandvoort, pista tortuosa e tecnica dove Norris ha sempre avuto un ottimo feeling, Piastri ha strappato la pole all’ultimo tentativo, con un giro perfetto per tempismo e precisione. In un contesto dove la priorità strategica è spesso legata alla posizione in griglia, partire davanti significa avere il controllo del ritmo, delle scelte e, in certi casi, anche del destino del compagno.
Lo stesso discorso vale per la gestione delle gomme. Se nel 2024 tendeva a perdere ritmo, oggi Piastri riesce a mantenere costanza e lucidità, se non per qualche errore di percorso, come si è visto ad esempio in Gran Bretagna. Non è raro vederlo costruire la sua gara con intelligenza e questo, in un campionato lungo e serrato, può fare la differenza.
Con nove gare ancora da disputare, il vantaggio di 34 punti su Norris è significativo, ma non ancora decisivo. Ciò che conta davvero, però, è la traiettoria: un netto salto in avanti rispetto a quando, solo un anno fa, Piastri si confrontava con le aree in cui sapeva di dover crescere. Certo, disporre della monoposto più veloce del lotto aiuta, perché può mascherare o attenuare alcune lacune, ma la crescita rispetto al 2024 è lampante ed è la chiave per sognare il titolo.
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