Crisi Stroll: non è solo una questione legata al COVID

Il pilota canadese sta vivendo un momento particolarmente difficile: dopo il podio nel GP d'Italia, Lance non ha più conquistato un punto iridato, passando per un terribile botto al Mugello e la positività al COVID-19 che gli ha lasciato qualche strascico. La Racing Point si aspetta una pronta reazione del suo pilota per puntare al terzo posto nel mondiale Costruttori, ma nelle ultime cinque gare il rendimento non è stato pari a quello precedente Monza.

Crisi Stroll: non è solo una questione legata al COVID

La sera del 6 settembre scorso Lance Stroll ha lasciato l’autodromo di Monza sfoggiando un sorriso di grande soddisfazione. L’essere salito sul podio del Gran Premio d’Italia, anche senza la cornice di pubblico, è pur sempre una bella emozione, e grazie ai 15 punti della terza piazza, Stroll si era portato al quarto posto nella classifica del Mondiale, garantendo alla Racing Point 57 degli 82 punti che la squadra di Silverstone vantava nella graduatoria Costruttori.

La sera del 1 novembre, meno di due mesi dopo, Stroll è uscito da Imola di tutt’altro umore. I punti sono sempre gli stessi 57, nonostante dopo Monza si siano corse altre cinque gare, ma non è solo questione di classifica.

È successo molto dopo il Gran Premio d’Italia, ad iniziare dall’incidente avvenuto al Mugello, un urto terrificante forse archiviato troppo in fretta. La Racing Point è corsa ai ripari costruendo una nuova monoposto, ma nella testa di Lance forse non tutto è stato messo alle spalle.

A Sochi si è confermato mediamente tre decimi al giro più lento del compagno di squadra, Sergio Perez, ed in gara ha percorso meno di un chilometro ritirandosi dopo un contatto con Leclerc che lo ha visto del tutto incolpevole.

Autunno difficile per Lance

È stato un brutto colpo per Stroll, che sperava con una buona gara di archiviare definitivamente il Mugello, ma il peggio doveva ancora arrivare, perché nella successiva tappa del Nurburgring è arrivata la notizia della sua positività al Covid.

Non senza una coda polemica, perché c’è stato chi ha accusato Lance e il padre Lawrence di non aver comunicato tempestivamente la loro positività mettendo a rischio il personale della squadra. Stroll è tornato in pista a Portimao, ma ha confermato di essere in affanno, fisicamente e forse non solo.

Un’incomprensione in prova alla curva ‘1’ nelle prove libere ha provocato un contatto con Max Verstappen, poi è arrivata una qualifica non eccezionale (a mezzo secondo da Perez) e un’altra collisione in gara, nello stesso punto di due giorni prima, questa volta con Norris.

Ad Imola i decimi di ritardo da Perez in qualifica sono stati quattro, ed in gara un contatto al primo giro ha pregiudicato la possibilità di una rimonta che il potenziale tecnico della Racing Point avrebbe permesso, non andando oltre il tredicesimo posto finale.

Oggi Lance occupa l’undicesima posizione della classifica generale, con gli stessi punti (57) che aveva dopo il Gran Premio d’Italia.

Più motivi dietro la crisi

Che succede al canadese? Non c’è un solo motivo che ha innescato l’autunno terribile di Stroll, ma le ragioni sono diverse. Il botto del Mugello ha avuto un suo peso, uscire di pista senza responsabilità a 270 km/h non è sempre una passeggiata, poi è arrivato il Covid, che per Lance non si è probabilmente concluso con la ‘negatività’ confermata prima del Gran Premio del Portogallo.

Dopo il weekend di Imola, Andy Green ha parlato del momento difficile di Stroll, confermando la consapevolezza della squadra in merito al suo difficile momento.
“Chiaramente Lance non è nella posizione dove dovrebbe essere – ha commentato il direttore tecnico della Racing Point – lo è stato fino a Monza, ma ora c’è sicuramente una mancanza di fiducia sulla quale dovremo lavorare in vista della trasferta in Turchia".

"Penso che il Covid lo abbia debilitato, ed è un aspetto che non avevamo previsto. Avevamo sentito parlare di un certo periodo di tempo necessario per riprendersi dalla malattia, e penso che Lance sia ancora in questa fare. Credo che abbia solo bisogno di ritrovare fiducia, di tornare a credere in sé stesso”.

“Oltre al Covid – ha proseguito Green – Lance ha subito un incidente piuttosto grave al Mugello, sono circostanze che possono intaccare la fiducia, perché non dipendono da tuoi errori. Credo che abbia bisogno di un paio di weekend positivi per mettersi tutto alle spalle, a volte è davvero questione di poco, ma quel poco fa la differenza".

"Come team faremo di tutto per riportarlo in carreggiata, abbiamo gli strumenti, abbiamo le persone, ha bisogno di una pacca sulla spalla e di un messaggio chiaro: ‘dai, ripartiamo ed andiamo avanti’. Abbiamo bisogno di Lance per puntare al terzo posto nella classifica di campionato, e credo che sarà in grado di tornare a darci ciò che sappiamo può dare”.

Senza Stroll finale in salita per la Racing Point

C’è anche un ultimo aspetto che ha impattato nella mancanza di fiducia di Stroll. A Sochi la Racing Point ha portato in pista una nuova sospensione, che ha modificato il feeling con la vettura in ingresso di curva, un aspetto lamentato da Lance.

“A Imola abbiamo provato nuovamente con la vecchia sospensione – ha confermato Green – e la prova è servita a Lance per capire che il problema non è tutto li. Non abbiamo però avuto il tempo necessario per un confronto completo (il weekend è stato di soli due giorni e con una sola sessione di prove libere) ma siamo disposti a valutare ogni soluzione se si confermerà utile”.

A quattro gare dal termine del Mondiale la Racing Point è ancora la favorita nella volata per la terza posizione, con una classifica che oggi vede Renault a quota 135 punti, davanti (di una lunghezza) a McLaren e Racing Point.

Per la squadra di Silverstone diventa però difficile puntare ad un traguardo prestigioso come la terza piazza con una sola monoposto e il team lo sa molto bene. Per quanto Perez sia in un ottimo periodo di forma, senza Stroll la strada diventerebbe decisamente più in salita.

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