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F1 | Costruttori divisi sul ritorno anticipato ai V10, ma saranno ibridi

Nell'incontro in Bahrain, i costruttori hanno parlato del futuro della F1. I regolamenti dei motori 2026 sono stati confermati e ci potrebbero essere delle misure per far convergere le prestazioni: la pista V10 per il futuro rimane aperta, ma ci sono divergenze su quando potrebbero debuttare: ciò che è certo è che saranno unità ibride.

Il motore V10 della Ferrari

Il motore V10 della Ferrari

Foto di: Franco Nugnes

Il meeting che si è tenuto oggi in Bahrain ha inziato a delineare quello che sarà il futuro della Formula 1 nei prossimi anni. Nella mattinata di venerdì, infatti, i produttori delle Power Unit di Formula 1, inclusa Audi che entrerà solo a partire dalla prossima stagione, si sono riuniti per discutere dei futuri regolamenti sui motori e per evitare che si ripeta il dominio della Mercedes nel 2014.

L'incontro, a cui ha preso parte anche il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem che per primo ha messo sul tavolo l'idea di tornare ai motori V10, è stato concepito come una tavola rotonda esplorativa per capire la posizione di ciascun costruttore del prossimo ciclo regolamentare. Per questo, oltre ai costruttori già coinvolti, si sono aggiunte sia Audi che Cadillac, la quale dovrebbe entrare con una propria PU nel 2028.

All'incontro hanno infatti partecipato anche il capo di Audi Gernot Dollner e il presidente di Honda HRC, Koji Watanabe, giunto direttamente dal Giappone per prendere parte a questo meeting con cui la Formula 1 vuole iniziare a delineare il futuro della serie. L'amministratore delegato di Mercedes, Ola Kallenius, si è collegato a distanza dalla sede della Stella a Stoccarda.

Il motore V10 della Ferrari

Il motore V10 della Ferrari

Foto di: Franco Nugnes

Come previsto, sia Audi che Honda hanno espresso la loro opposizione in merito a una riduzione del ciclo vitale delle Power Unit ibride che debutteranno nel 2026, anche perché è stata proprio questa formula a spingere ad aderire al nuovo regolamento. La probabilità di un addio anticipato ai regolameti che debutteranno il prossimo anno sembra quindi remota, motivo per il quale i colloqui su un possibile ritorono ai V10 si sono raffreddati.

"È stato un incontro molto cordiale e produttivo con il presidente della FIA, che ha chiesto un feedback su come dovrebbe essere la prossima generazione di motori", ha dichiarato a Sky Sports F1 il Team Principal della Red Bull Christian Horner, con la scuderia anglo-austriaca che, dal prossimo anno, correrà con una Power Unit sviluppata a Milton Keynes in collaborazione con Ford.

"Ovviamente quanto deciso per il 2026 non verrà cambiato, ma pensando un po' più in là, qual è la giusta traiettoria per la Formula 1? Anche pensare a un cambio per il 2028 è di fatto impossibile. Credo che al momento si tratti di una missione esplorativa. Ora spetta ai costruttori di power unit fornire informazioni alla FIA. Stanno raccogliendo tutte le informazioni e poi si procederà da lì".

Sebbene non sia del tutto impossibile cambiare la formula dei motori prima della fine del ciclo vitale, che dovrebbe scadere nel 2031, sarebbe però necessario il sostegno della maggioranza di quattro degli attuali sei costruttori. Un sostegno che ancora non c'è.

Christian Horner, Red Bull Racing

Christian Horner, Red Bull Racing

Foto di: Clive Mason - Getty Images

Anche nel comunicato diffuso dalla FIA si sttolinea quanto sia importante mantenere i regolamenti 2026 che non solo hanno attratto altri costruttori, ma puntano anche sulla sostenibilità.

Tuttavia, la stessa Federazione ha confermato che sono state prese in considerazioni delle alternative per il futuro per ridurre i costi di sviluppo e ridurre la complessità delle attuali unità. Ciò che è certo è che le discussioni andranno avanti anche in futuro e che anche i futuri motori aspirati rimarranno ibridi, perché sarà sempre compresa una parte elettrica: ciò vuol dire, come anticipato da Motorsport.com qualche giorno fa, che i futuri motori potrebbero vedere il ritorno del KERS.

Nuove misure per far convergere i motori nel 2026?

L'incontro in Bahrain non è però solamente servito per decidere quale sarà il futuro dei motori V10, perché si è parlato anche di come evitare che il prossimo anno si ripeta quanto avvenuto nel 2014 all'alba di una nuova era motoristica. Nel 2014 era talmente superiore a livello di Power Unit da potersi permettere di girare con una mappatura più conservativa, pur mantenendo un ampio vantaggio.

RA621H, unità di potenza Honda F1 2021

RA621H, unità di potenza Honda F1 2021

Foto di: Motorsport.com Japan

Le opzioni per mantenere equilibrata la griglia potrebbero includere la concessione ai costruttori, garantendo un maggiore margine di manovra per migliorare i loro progetti durante la stagione, invece di doverli omologare e congelare, ma queste discussioni non sono ancora state finalizzate.

"Quando si cambia un regolamento così importante, si verifica una divergenza di prestazioni e questo è quasi certo che accadrà l'anno prossimo. Uno dei temi all'ordine del giorno di questa mattina era la rapidità della convergenza. Abbiamo un limite di budget. Forse i motori non hanno bisogno di essere omologati, forse è possibile aggiornare i propri motori nell'ambito di quel limite di budget per incoraggiare la convergenza il più rapidamente possibile".

"Credo che tutti noi vogliamo gareggiare con vetture che hanno gap contenuti l'una dall'altra, senza ripetere quello che è successo nel 2014. Si tratta di avere la possibilità, soprattutto per i nuovi arrivati, di recuperare il ritardo".

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