F1 | Copricerchi 2026, da vincolo a opportunità: i team avranno più libertà progettuale
Anche nel prossimo ciclo tecnico, resteranno i copricerchi che hanno tanto diviso fino allo scorso anno. Tuttavia, da elemento standardizzato diventeranno un aspetto su cui le squadre, entro certi limiti fissati dal regolamento, avranno maggiore libertà progettuale.
Nel grande racconto della rivoluzione tecnica della F1 per il 2026, ci sono dettagli che apparentemente possono sembrare minori, ma ciò non vuol dire che non vi siano aspetti interessanti da approfondire e analizzare.
È il caso dei copricerchi, elemento che continua a dividere gli appassionati: c’è chi ne apprezza l’impatto visivo e chi, al contrario, vorrebbe eliminarli per tornare a vedere i cerchi. Cerchi che, tra l’altro, da quest’anno non saranno più standard ma diventeranno un componente open source, con alcuni team che hanno già iniziato a sperimentare soluzioni alternative nei test post‑stagionali di Abu Dhabi a fine 2025.
I copricerchi vennero reintrodotti nel 2022 come elemento standardizzato, identico per tutti i team, con l’obiettivo di “pulire” la scia generata dalle ruote e ridurre le turbolenze, uno dei principali ostacoli quando si tenta di seguire da vicino una monoposto rivale.
I copricerchi usati dal 2022 al 2025, che sono diventati anche un'opportuinità per gli sponsor
Foto di: Steven Tee / Motorsport Images
Una scelta che si inseriva anche nel quadro regolamentare introdotto dalla FIA, che aveva vietato gli espedienti aerodinamici volti a generare un flusso d’aria dall’interno della ruota verso l’esterno, in particolare attraverso i componenti dell’impianto frenante.
Un componente nato come una sorta di "tappo" aerodinamico, identico per tutti, che nel 2026 assumerà invece una connotazione diversa, trasformandosi in uno strumento progettuale. I copricerchi, infatti, resteranno anche nel nuovo ciclo tecnico, ma la FIA ha rivisto più volte gli articoli regolamentari a riguardo, introducendo modifiche significative nelle ultime bozze pubblicate a fine 2025.
Per comprenderne davvero l’impatto, occorre partire da ciò che era previsto fino alla bozza regolamentare precedente a quella di ottobre 2025. In quel momento la FIA descriveva i copricerchi in modo molto più rigido e prescrittivo: il regolamento stabiliva che su ogni ruota dovesse essere montato un disco con un diametro interno definito con precisione, pari a 310 millimetri. Doveva esserci, quindi, una sorta di corona.
I cerchi "aperti" inizialmente proposti per il 2026 prima che venissero aggiornati i regolamenti a fine 2025
Foto di: FIA
Questa indicazione, di fatto, fissava in modo molto chiaro la forma del componente: un disco pieno con un foro centrale di dimensioni obbligatorie, che lasciava pochissimo spazio all’interpretazione dei progettisti. Non a caso, è proprio questa la configurazione che si intravedeva nei render diffusi nel tempo sia dalla FIA sia dalla F1. In sostanza, la Federazione non si limitava a imporre l’esistenza del copricerchio, ma ne definiva anche le caratteristiche fondamentali, rendendolo un elemento più prescrittivo che progettuale.
Nelle bozze successive, discusse e aggiornate a fine 2025, la FIA ha modificato proprio quella frase chiave. Non si parla più di un disco con un diametro interno definito, ma semplicemente di un disco anulare. Una differenza che può sembrare minima, ma che in realtà cambia tutto: l’apertura interna non ha più una dimensione imposta dalla Federazione, lasciando ai team un margine progettuale prima inesistente.
Questa scelta apre un margine di libertà che prima non esisteva. I team, chiaramente sempre entro dei limiti regolamentari perché l’unità deve chiudere completamente una zona specifica attorno al cerchio senza invadere determinati volumi di sicurezza, ora avranno maggior libertà nel disegno.
Una prima interpretazione, seppur preliminare, si è già intravista a Barcellona durante il filming day svolto da Audi la scorsa settimana. Il copricerchio (in copertina) mantiene la configurazione anulare, ma la parte interna risulta chiusa, e non completamente aperta come nelle precedenti versioni dei render diffusi dalla FIA. Anche su questo fronte sarà interessante osservare fino a che punto gli ingegneri sapranno spingersi con la loro creatività.
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