Vai al contenuto principale

Consigliato per te

F1 | Ferrari: il deficit di potenza si fa sentire e limita le opzioni, ma sul gap pesa anche altro

Formula 1
Belgio
F1 | Ferrari: il deficit di potenza si fa sentire e limita le opzioni, ma sul gap pesa anche altro

WRC | Rally d'Estonia, PS4-7: Pajari fa settebello e controlla, Katsuta nei guai

WRC
Rally di Estonia
WRC | Rally d'Estonia, PS4-7: Pajari fa settebello e controlla, Katsuta nei guai

F1 | Red Bull ha capito il problema all'ala ribaltabile. Tornerà in macchina in Ungheria

Formula 1
Belgio
F1 | Red Bull ha capito il problema all'ala ribaltabile. Tornerà in macchina in Ungheria

F1 | Mercedes: l'errore al simulatore ha condizionato il venerdì di Spa, ma Antonelli è primo

Formula 1
Belgio
F1 | Mercedes: l'errore al simulatore ha condizionato il venerdì di Spa, ma Antonelli è primo

F1 | Antonelli sorride: "Per la FP2 abbiamo stravolto la vettura ed è andata bene. Sul passo mi sento molto forte"

Formula 1
Belgio
F1 | Antonelli sorride: "Per la FP2 abbiamo stravolto la vettura ed è andata bene. Sul passo mi sento molto forte"

F1 | Spa, Libere 2: Mercedes si carica e Antonelli chiude al top. Lontane le Ferrari

Formula 1
Belgio
F1 | Spa, Libere 2: Mercedes si carica e Antonelli chiude al top. Lontane le Ferrari

Tecnica F1 | Red Bull toglie la Macarena, non la prestazione

Formula 1
Belgio
Tecnica F1 | Red Bull toglie la Macarena, non la prestazione

LIVE Formula 1 | Gran Premio del Belgio, Libere 2

Formula 1
Belgio
LIVE Formula 1 | Gran Premio del Belgio, Libere 2
Ultime notizie
Formula 1 GP del Brasile

F1 | "Come possiamo correre così?": perché la bandiera rossa era inevitabile

Troppa pioggia e scarsa visibilità. Questi sono due degli elementi che hanno spinto la FIA a interrompere la gara a San Paolo nel momento in cui Colapinto è andato a sbattere contro il muretto. Tuttavia, anche senza l'incidente, la bandiera rossa era inevitabile, come chiedeva a gran voce la maggior parte dei piloti già nei giri precedenti.

Lando Norris, McLaren MCL38, Charles Leclerc, Ferrari SF-24, Oscar Piastri, McLaren MCL38

La forte pioggia ha condizionato gran parte del weekend del GP di San Paolo, costringendo la direzione gara anche a posticipare le qualifiche dal sabato pomeriggio alla domenica mattina. Pioggia che si è poi ripresentata in gara con un’intensità che ha spinto molti piloti a chiedere l’interruzione della corsa data la scarsa visibilità e le difficoltà nel rimanere in pista.

A livello strategico, la bandiera rossa ha chiaramente giocato un ruolo chiave, permettendo a chi non si era fermato di sostituire gli pneumatici senza perdere posizioni. Per quanto sia vero che nella scelta di rimanere fuori anche con la pista allagata vi sia sempre un pizzico d’azzardo, dietro le quinte in realtà le squadre hanno preso in considerazione vari elementi.

“In quella fase del GP, ogni squadra aveva le sue ragioni per agire in un certo modo. Per noi, la posizione in pista era fondamentale" - ha spiegato il Team Principal di Alpine Oliver Oakes -. "Si vedeva che era difficile sorpassare. Credo che anche dopo il pit stop, tutti siano rimasti un po’ spiazzati da quanto bagnata fosse la pista, per cui chiaramente un po’ di fortuna fa sempre la sua parte. Ma credo che la strategia sia stata giusta, ascoltando anche i piloti in pista”.

Esteban Ocon, Alpine A524

Esteban Ocon, Alpine A524

Foto di: Andrew Ferraro / Motorsport Images

Molti piloti volevano le full wet, i team no

C’è un secondo elemento di fondo, ovvero quanto fosse probabile l’uscita della bandiera rossa a causa della troppa acqua in pista. Andando a riascoltare i team radio, molti piloti avevano sottolineato quanto fosse difficile rimanere in pista con le gomme intermedie ancor prima che uscisse la Virtual Safety Car per l’uscita di pista di Nico Hulkenberg.

Ad esempio, lo stesso George Russell, che in quella fase si trovava in testa al Gran Premio, aveva detto ai propri ingegneri delle difficoltà nel mantenere la vettura in pista con le intermedie, sottolineando due elementi fondamentali: da una parte la propria intenzione di non volersi fermare, perché era certo che la corsa sarebbe stata interrotta da lì a poco per la troppa acqua in pista, mentre dall’altra la necessità di dover montare la full wet in caso di pit stop. In nessuno dei due casi, però, Russell è stato ascoltato, ed è stato richiamato ai box montando un’intermedia nuova perché, dopo uno scroscio di pioggia molto intensa, adatto effettivamente alle full wet, la pista sarebbe tornata in condizioni migliori.

Diverse squadre hanno ragionato in quest’ottica, ovvero sopravvivere con le intermedie nuove alla fase più intensa della pioggia, sperando di mantenere l’auto in pista ed evitare una doppia sosta per passare prima alle full wet e poi nuovamente alle gomme con banda verde. Altre squadre, come la Racing Bulls, data l’intensità della pioggia hanno scelto di passare direttamente alla copertura da bagnato pesante che, in quella fase, avrebbe effettivamente garantito un vantaggio.

George Russell, Mercedes F1 W15, Lando Norris, McLaren MCL38

George Russell, Mercedes F1 W15, Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Andrew Ferraro / Motorsport Images

Questo è uno dei temi che ha portato a rendere di fatto inevitabile l’esposizione della bandiera rossa. Infatti, Russell non era il solo pilota che si stava lamentando delle condizioni della pista: anche lo stesso Lando Norris nel momento in cui era stata chiamata in causa la Virtual Safety Car aveva detto via radio che stava iniziando a faticare a vedere nella nuvola d’acqua alzata dal connazionale della Mercedes e che le condizioni erano da full wet. Come nel caso della Stella, però, anche McLaren ha seguito lo stesso ragionamento montando un nuovo set di intermedie, per quanto Norris abbia subito menzionato il serio rischio di aquaplaning.

Alle loro spalle, anche Esteban Ocon, uno dei piloti a rimanere in pista, aveva spiegato via radio durante la VSC che la pioggia fosse fin troppo intensa non solo per la gomma intermedia, ma per qualsiasi tipo di pneumatico, full wet incluso, lasciando intendere che la gara potesse essere interrotta da lì a breve. Infatti, la scelta di non rientrare è arrivata proprio su suo input, anche quando il team gli aveva suggerito di rientrare per montare un treno di coperture da bagnato pesante. Tuttavia, anche Charles Leclerc, Fernando Alonso e Oscar Piastri hanno subito menzionato quanto fossi difficile guidare in quelle condizioni, chiedono l’intervento della Safety Car o della bandiera rossa.

Ci sono altri due esempi che spiegano perché la neutralizzazione fosse di fatto inevitabile e uno di questi è ciò che ha poi spinto la direzione gara a esporre la bandiera rossa, ovvero l’incidente di Colapinto. Lo stesso pilota argentino, che è poi andato a sbattere in condizioni di Safety Car, aveva chiesto più volte di poter rientrare e montare le gomme wet date le difficoltà nel mantenere la vettura in pista. Tuttavia, come nel caso di altre scuderie, il box si è opposto indicando di “fidarsi di loro”, rimanere sul tracciato con le intermedie e cercare di sopravvivere alla fase più intensa della pioggia.

Valtteri Bottas, Stake F1 Team KICK Sauber C44, Oliver Bearman, Haas VF-24

Valtteri Bottas, Stake F1 Team KICK Sauber C44, Oliver Bearman, Haas VF-24

Foto di: Lubomir Asenov / Motorsport Images

Il problema delle intermedie e della visibilità

Questo fa emergere un secondo problema, che la FIA chiaramente non ha potuto trascurare quando ha preso la decisione di neutralizzare la corsa. Mentre alcune vetture erano passate alla full wet, la maggior parte delle monoposto era ancora sulle intermedie per evitare di dover effettuare un altro pit stop, ma con il serio rischio di finire in aquaplaning. Qualcosa di simile era già accaduto lo scorso anno in Olanda, quando pochissime vetture scelsero di montare le full wet in condizioni di bagnato pesante, spingendo la FIA a interrompere la gara.

Sulla scelta del direttore di gara ha pesato anche un altro tema, quello della visibilità. Molti piloti hanno subito menzionato il problema della scarsa visibilità nel momento in cui è aumentata la pioggia, tra cui Oliver Bearman. Il pilota della Haas è stato tra quelli che ha usato toni più forti per dare la sua opinione sulla situazione, chiedono via radio dopo la Virtual Safety Car “Come è possibile che ci permettano di correre in queste condizioni? Qualcuno farà un incidente. Non vedo nemmeno il mio volante!”.

Nonostante le rassicurazioni del suo ingegnere di pista, Bearman ha aperto nuovamente il canale radio per sottolineare quanto fosse pericolosa la situazione in pista con tutta quell’acqua: “Parlate con la FIA, questa situazione è davvero pericolosa, sto cercando di non morire!”. Per dare un’idea di quanto fosse difficile guidare in quelle condizioni, specie per chi aveva le intermedie, il britannico trovava difficoltoso anche restare vicino al tempo delta fissato dalla FIA in caso di Safety Car. Di fatto, molti piloti avevano visto lungo su quale sarebbe stato l'esito di quella situazione, ancor prima dell'intervento della direzione gara.

Leggi anche:
Articolo precedente F1 | Alonso dolorante per il bouncing... causato dal cambio di fondo?
Prossimo Articolo F1 | Herbert punge Jos Verstappen: "Nessun pregiudizio su Max. Anche lui critica Red Bull"

Top Comments

Ultime notizie