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F1 | Com'è andata la prima gara dei campioni del mondo passati in Ferrari?

In Ferrari sono passati tanti campioni del mondo, ma il loro debutto in Rosso è stato un segnale dei futuri successi? Ecco come è andata la prima gara dei campioni del mondo che sono passati per Maranello.

Campioni del mondo alla Ferrari: come è andata la prima gara

Ogni pilota sogna di diventare un giorno campione del mondo di Formula 1 con la Ferrari. Ma pochi riescono a trasformare il sogno in realtà. Quest'anno Lewis Hamilton vuole dimostrare il contrario.

Il suo passaggio dalla Mercedes alla Ferrari si colloca tra i trasferimenti più significativi della storia della F1, perché unisce il pilota di maggior successo (sette titoli mondiali e oltre 100 vittorie) con la squadra di maggior successo (15 campionati piloti e 16 campionati costruttori).

Ma Hamilton non è certo il primo campione del mondo a passare a Maranello. Anche campioni hanno tentato la fortuna in Rosso, con diversi gradi di successo. Diamo un'occhiata al primo GP di ciascuno di questi campioni, per capire se hanno preannunciato una stagione in cui si sono giocati il titolo...

1956: Fangio conquista una vittoria condivisa

 Juan Manuel Fangio era già il pilota di maggior successo del primo decennio di Formula 1 quando passò alla Ferrari nel 1956. Aveva già vinto titoli nel 1951 con l'Alfa Romeo, nel 1954 con Maserati e Mercedes e nel 1955 con Mercedes.

Un tratto distintivo della carriera di Fangio era la ricerca dei sedili più competitivi. Ma questo matrimonio con la Ferrari nacque più per convenienza che per amore, poiché il ritiro della Mercedes dalle corse e le finanze traballanti della Maserati rendevano Maranello la sua migliore opzione.

Juan Manuel Fangio 1956 im Lancia-Ferrari

Juan Manuel Fangio 1956 im Lancia-Ferrari

Foto: Motorsport Images

La gara di casa di Fangio in Argentina fu il suo primo Gran Premio per la Ferrari. Ma non andò secondo i piani: una pompa del carburante difettosa lo rallentò, spingendolo a rilevare la vettura del compagno di squadra Luigi Musso al 30° giro.

Fangio partì all'inseguimento dei leader, ma dopo aver superato la Maserati di Jean Behra perse tempo a causa di un testacoda. Poi, nel corso di tre giri, all'approssimarsi della metà della gara, i primi iniziarono ad avere problemi. L'altro compagno di squadra di Fangio, Eugenio Castellotti, ebbe un guasto al cambio, la Maserati di Carlos Menditeguy ruppe un semiasse.

Fangio superò di nuovo Behra e si portò a ridosso di Moss, il cui motore continuava a dare segni di cedimento. Poiché Fangio condivideva la vettura con Musso, i due si divisero i punti per la vittoria. Tuttavia, Fangio lascia l'Argentina come leader del campionato, grazie a un punto extra per il giro più veloce.

I problemi meccanici perseguitarono Fangio per tutta la stagione, oltre al fatto che non andava d’accordo con il team manager Eraldo Sculati; si convince a rimanere alla Ferrari solo quando gli viene affidato un meccanico che si occupava esclusivamente della sua vettura. Quando nell'ultima gara di Monza si ruppe un braccio dello sterzo e Musso si rifiutò di consegnargli la macchina, le speranze di Fangio di vincere il titolo sembrarono precarie, fino a quando non intervenne Peter Collins: tre punti per il secondo posto nella vettura condivisa furono sufficienti per rimanere davanti a Moss. 

1990: l'addio dà il tono al periodo di Prost alla Ferrari

L'aspra rivalità di Alain Prost con Ayrton Senna alla McLaren significava che qualcosa dovesse cambiare. Prima ancora di vincere il campionato del mondo 1989, Prost si era accordato per passare alla Ferrari facendo infuriare il capo della McLaren Ron Dennis.

Prost portò quindi il numero uno sulla sua Ferrari 641 per l'apertura della stagione 1990 sul poco amato circuito cittadino di Phoenix, dove l'inattesa pioggia del sabato fece sì che la griglia di partenza venisse stabilita in base ai tempi del venerdì. Ciò significò che Prost partì settimo e il compagno di squadra Nigel Mansell 17°.

Alain Prost im Ferrari 641 beim Formel-1-Auftakt 1990 in Phoenix

Alain Prost im Ferrari 641 beim Formel-1-Auftakt 1990 in Phoenix

Foto: Motorsport Images

Tuttavia, dei problemi al cambio fecero precipitare subito Prost al nono posto. Al diciassettesimo giro, Prost riuscì a risalire fino alla quarta posizione, ma solo quattro giri dopo il suo cambio cedette completamente: un ritiro meno spettacolare di quello di Mansell, che finì in testacoda con il motore in fiamme.

Prost si riprese subito, vincendo la gara successiva in Brasile, terra natale di Senna, e altre quattro vittorie lo mantennero in lizza. Le sue speranze di titolo, tuttavia, finirono alla penultima gara in Giappone, dove Senna ebbe il suo famigerato "momento di follia" alla curva 1, facendo ritirare entrambe le vetture.

La Ferrari del 1991 non era sufficientemente competitiva da poter disputare una sfida per il titolo, nonostante l'arrivo di una nuova vettura a metà stagione. A causa di alcuni litigi interni, dopo aver paragonato la maneggevolezza della sua auto a quella di un camion, Prost venne poi licenziato.

1996: Schumacher perde contro Irvine

Schumacher passò alla Ferrari nel 1996, dopo aver vinto due titoli in Benetton. All'esordio stagionale a Melbourne, Irvine superò inaspettatamente Schumacher in qualifica, battendolo di due decimi e mezzo e conquistando il terzo posto in griglia, un punto davanti a Michael. Ma il fatto che fossero a mezzo secondo dalle Williams in prima fila illustrava ampiamente la sfida che la Ferrari doveva affrontare nel 1996.

Michael Schumacher im Ferrari F310 beim Formel-1-Auftakt 1996 in Melbourne

Michael Schumacher im Ferrari F310 beim Formel-1-Auftakt 1996 in Melbourne

Foto: Motorsport Images

Quando la gara riprese dopo un incidente nel primo giro, Schumacher inizialmente ribaltò la situazione sul suo compagno di squadra e si piazzò terzo. Dei problemi ai freni lo costringendolo però al ritiro facendo salire Irvine al terzo posto, ma sarebbe stato l'unico podio di Eddie in quell'anno.

Mentre Irvine ottenne solo altri tre piazzamenti a punti e concluse la stagione al decimo posto in classifica, Schumacher ottenne tre vittorie con la F310 dall'aspetto sgraziato a Barcellona, Spa e Monza. Si classificò terzo in campionato alle Williams di Damon Hill e Jacques Villeneuve.

Le stagioni successive, però, raccontarono una storia differente: dal 2000 al 2004, Michael ha conquistato cinque campionati del mondo consecutivi in rosso.

 2007: Il debutto vincente di Kimi

 Nel 2006 i vertici della Ferrari decisero che Michael Schumacher aveva superato il suo apice, per cui decisero di puntare su Kimi Raikkonen dalla McLaren come nuovo pilota di punta della Scuderia, spingendo così il tedesco al ritiro anticipato. Il debutto di Kimi in Ferrari fu però spettacolare.

Kimi Räikkönen bejubelt seinen Sieg beim Formel-1-Auftakt 2007 in Melbourne

Kimi Räikkönen bejubelt seinen Sieg beim Formel-1-Auftakt 2007 in Melbourne

Foto: Motorsport Images

Raikkonen conquistò la pole position con la sua F2007, venendo affiancato dalla McLaren di Fernando Alonso in prima fila. Entrambe le McLaren, tra cui quella di un certo Lewis Hamilton al debutto, vennero ostacolate dalla BMW-Sauber di Nick Heidfeld, consentendo a Raikkonen di prendere un vantaggio.

Kimi vinse con 7 secondi di vantaggio su Fernando Alonso e altri 11 secondi su Lewis Hamilton, di fatto l’ordine che rispecchia anche la classifica finale del campionato 2007. Raikkonen non solo ha vinto la sua prima gara con la Ferrari, ma anche il titolo mondiale, battendo Hamilton e Alonso per un solo punto.

2010: Alonso vince subito, ma non arriva il mondiale

Dopo un deludente ritorno in Renault, Fernando Alonso passò alla Ferrari nel 2010 nella speranza di vincere un terzo campionato del mondo. Ma il suo weekend di apertura in Bahrain iniziò con una delusione, qualificandosi a oltre 3 decimi di ritardo rispetto al compagno di squadra Felipe Massa.

In gara, Alonso ebbe la meglio su Massa salendo al secondo posto fino a quando un problema sulla vettura di Sebastian Vettel, fino a quel momento in testa alla corsa, non rallentò il tedesco. Ad approfittarne fu proprio Alonso, che poi vinse la gara.  

Fernando Alonso nach seinem Sieg beim Formel-1-Auftakt 2010 in Bahrain

Fernando Alonso nach seinem Sieg beim Formel-1-Auftakt 2010 in Bahrain

Foto: Motorsport Images

Dopo questo successo iniziale, Alonso non vinse un'altra gara fino all'undicesimo round, in Germania (seppur in modo controverso, con degli ordini di scuderia mascherati). Una serie di altre tre vittorie a fine stagione gli permisero di arrivare al finale di Abu Dhabi con un piccolo vantaggio sul compagno di squadra di Vettel, Mark Webber, e sul tedesco stesso.

Ma nonostante la presenza di Vettel in pole position, il muretto dei box Ferrari scelse di seguire la Red Bull sbagliata. Il pit stop anticipato per coprire la sosta di Webber lasciò Alonso bloccato dietro la Renault di Vitaly Petrov, consegnando a Vettel la vittoria del titolo.

2015: Un podio per Vettel

Dopo una stagione 2014 frustrante e senza vittorie, Sebastian Vettel decise di abbandonare la Red Bull cercando un nuovo inizio alla Ferrari. La vettura della Scuderia per il 2015 si rivelò più competitiva, con Vettel che riuscì a centrare il quarto posto in griglia.

Sebastian Vettel in seinem ersten Ferrari-Rennen 2015 in Melbourne

Sebastian Vettel in seinem ersten Ferrari-Rennen 2015 in Melbourne

Foto: Motorsport Images

Vettel però aveva poche possibilità contro il duo dominante della Mercedes in quella gara, composto da Lewis Hamilton e Nico Rosberg, ma riuscì comunque a passare la Williams di Felipe Massa nella fase di pitstop, conquistando il terzo posto: un buon inizio di carriera per la Ferrari, visto il vantaggio della Mercedes.

Vettel però si rifece subito nella gara successiva, qualificandosi secondo sotto la pioggia in Malesia, per poi battere entrambe le Mercedes in gara sull’asciutto. Nel corso dell’anno, arrivarono altre due vittorie, in Ungheria e a Singapore, dominando nello stato asiatico. Tuttavia, Vettel non è riuscito a realizzare il suo sogno di vincere con la Ferrari il mondiale.

C'è qualcosa che si avvicina a uno schema in questa storia di campioni precedenti che puntano a un'ulteriore gloria in rosso? Alcuni piloti, come Raikkonen e Alonso, hanno iniziato la loro avventura vincendo. Altri, come Schumacher e Vettel, hanno avuto bisogno di più tempo per trovare una vettura all’altezza. Altri ancora, come Prost, hanno dovuto affrontare battute d'arresto immediate che lasciavano presagire delusioni maggiori.

Ora, mentre Lewis Hamilton inizia il suo viaggio in Ferrari nel 2025, rimane una grande domanda: il suo debutto sarà un segno di ciò che avverrà?

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