F1 | Ceccarelli: "Se Max si avvicinerà, la McLaren dovrà scegliere un pilota"
Riccardo Ceccarelli, mental coach di Formula Medicine, analizza gli effetti del GP degli Stati Uniti: il medico sportivo di Viareggio, però, non dà per scontata la rimonta di Verstappen, nella consapevolezza che la McLaren dovrà puntare solo su un pilota se le MCL39 non torneranno a firmare una doppietta in Messico.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Tre piloti in lizza per il mondiale piloti: Max Verstappen con la Red Bull si sta rivelando una minaccia molto seria per le due McLaren che sembravano in grado di disporre liberamente dell’iride riservata ai conduttori, dopo aver chiuso con grande anticipo il campionato Costruttori.
Con Riccardo Ceccarelli, mental coach di Sinner ed esperto da decenni di F1, cerchiamo di analizzare come si deve leggere il risultato di Austin che consolida un trend a favore dell’olandese campione del mondo...
“Intanto quello di F1 sembra un campionato che sta assumendo i toni di un film di Hitchcock. Chi l'avrebbe detto che ci saremmo trovati con un Max Verstappen capace di recuperare più di 60 punti dal GP d’Olanda e che, quindi, almeno sulla carta, può tornare a essere un pretendente per il mondiale?”.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Il rientro in gioco di Max fa crescere l’attesa per questo titolo...
“La F1 si sta confermando un grande spettacolo, e gli ultimi avvenimenti un po’ smentiscono quello che dicevo quando parlavo di trend lunghi e quindi di linee che ci mettono tanto tempo a invertirsi: la Red Bull, che sembrava in una crisi profonda, mi ha un po' smentito con questo recupero così veloce”.
E cosa dobbiamo attenderci?
“Quello che voglio dire è che 40 punti di vantaggio sono ancora tanti, e se andiamo ad analizzare le ultime gare, si nota come la McLaren abbia avuto un pochino di sfortuna: a Singapore le due MCL39 si sono toccate dopo il via e ad Austin si sono eliminate nella gara Sprint. Si tratta di circostanze difficili da ripetersi per un'altra gara in modo da permettere a Max di rientrare. Quindi non decantiamo il fatto che Verstappen diventi il favorito per il mondiale perché il distacco da Piastri è ancora importante, pertanto vedo sempre una lotta fra le McLaren”.
Il casco di Lando Norris, McLaren
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
“È anche vero che avevamo già dato per morto Norris dopo il ritiro in Olanda, perché i punti di distacco da Oscar erano più di 30, mentre ora Lando è risalito a –14: dobbiamo dare merito all’inglese di non aver mollato e di non aver più fatto errori, a parte la gara un po' anonima di Baku. In questa fase è il pilota ha ripreso un po' il dominio in casa McLaren, come era accaduto due anni fa. E non so quanto sia suo merito e quanto sia demerito di Piastri. Oscar sembra un giocatore di tennis che si avvicina al successo e viene preso dalla paura di vincere. Gli è venuto il braccino con qualche gara un po' abbottonata, anche se nell'automobilismo non sappiamo mai quali sono gli aspetti tecnici che possono influire sulla prestazione. Oscar è parso sottotono e non vorrei che cominciasse a sentire la pressione perché è la prima volta che si trova in una situazione del genere”.
Ma non aveva il carattere d'acciaio?
"Quando le cose vanno bene è facile mostrare il carattere d'acciaio, ma poi vediamo che tutti gli atleti, anche quelli di più alto livello, in certi momenti mostrano delle defaillance. Ultimamente mi sono trovato a confronto con tanti numeri uno e sono assolutamente umani: quando mi siedo di fronte a uno di loro e cominciamo a parlare, la prima cosa che gli dico: ‘Siamo tutti d'accordo che la perfezione non esiste e, quindi, anche tu non sei perfetto? E di fronte a queste considerazioni tutti rispondono sì”.
Lo sguardo perplesso di Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Kym Illman / Getty Images
Assodato che la perfezione non esiste...
“Ci sono momenti di debolezza che emergono quando si esce dalla propria zona comfort, scoprendo situazioni mai sperimentate. Essere in lotta per il mondiale a cinque gare dalla fine, quando tutti di danno quasi per vittorioso, è una nuova responsabilità che Piastri non aveva ancora vissuta nella sua esperienza”.
“Magari ci smentirà nelle prossime gare, ma deve superare la sindrome del rigorista. Chi tira il rigore ha molta pressione, mentre il portiere ne ha molta di meno perché non è obbligato a parare. Sappiamo che l’errore dal dischetto non viene perdonato”.
Oscar sente il peso dell’essere leader del mondiale?
“Piastri in questo momento sente una pressione maggiore rispetto a chi non ha più nulla da perdere e deve inseguire. Oscar ha sommato un po’ di sfortuna e certe situazioni tecniche che non hanno reso la McLaren la monoposto più veloce. L’avversario temibile esterno è Max Verstappen, ma quello interno è Lando: dopo il ritiro olandese è sempre andato più forte di Piastri”.
Andrea Stella, team principal McLaren: dopo il Messico dovrà fare delle scelte?
Foto di: Bryn Lennon / Formula 1 / Getty Images
Il GP del Messico sarà molto importante per l’andamento del mondiale: la McLaren dovrà provare a rompere l’egemonia Red Bull con una doppietta, riallungando su Max, ma diversamente Andrea Stella sarà costretto a ripudiare le papaya rules per battezzare un pilota ed evitare di correre il rischio di perdere il mondiale...
"Sono perfettamente d'accordo. È facile parlare di papaya rules quando le cose vanno bene e non rischi niente. Il problema nasce quando entri in una zona critica e rischi di perdere un mondiale già vinto. Se dopo il Messico Piastri dovesse difendere un vantaggio di soli 30 punti da Max, in McLaren sarebbero costretti a puntare su un pilota, anziché lasciare lottare i due galletti che potrebbero farsi degli screzi e portarsi via dei punti mentre sta arrivando una figura ingombrante come quella di Max”.
“Non sarà facile, ma mi metto nei panni di Andrea Stella: fermi Norris che è lanciato in piena rimonta e vai a dare degli ordini di squadra per il mantenimento delle posizioni per evitare che Max possa rosicchiare dei punti?”.
Andrea dovrà far valere tutta la sua esperienza per evitare che la squadra McLaren possa esplodere proprio nel momento topico della stagione...
“L’errore che si tende a fare in questa fase è dare la squadra di Woking per morta. Norris ha chiuso secondo ad Austin staccato di soli otto secondi da Verstappen, dopo che l’ottimo Leclerc se lo era tenuto dietro per un bel po’. La MCL39, quindi, è ancora lì e non possiamo parlare di una netta superiorità Red Bull. Ma avere due piloti in lotta può anche diventare un handicap. Sono curioso anch’io di scoprire quale sarà l’atteggiamento di Stella, se metterà le papaya rules nel congelatore per riproporle solo l’anno prossimo. Le prossime due gare saranno determinanti per definire una strategia e fare delle scelte...”.
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