F1 | Ceccarelli: "Il vincente Russell, su Antonelli passa dalla rabbia alla rassegnazione"
George in Austria ha colto la seconda vittoria stagionale, ma l'inglese ha capito che il giovane italiano, seppur sconfitto, ancora una volta si è rivelato più veloce in termini assoluti. Russell comincia a farsi una ragione della superiorità del bolognese nell'anno in cui era dato per favorito al titolo.
George Russell, Mercedes
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
La F1 punta a Silverstone e deve archiviare il Red Bull Ring. Chiediamo a Riccardo Ceccarelli, mental coach di Formula Medicine, di analizzare quali sono le considerazioni dell'Austria che vanno messe in rilievo. E l'analisi del dottor versiliese ci mette in luce un dettaglio che va molto oltre il ritorno alla vittoria di George Russell...
“Dal Red Bull Ring emergono tre aspetti. Il primo è che dopo l'acuto di Barcellona speravamo che la Ferrari avesse trovato la strada per cominciare una rincorsa verso il vertice della classifica e, invece, la Catalunya è sembrata più un episodio a vedere com'è andata la gara in Stiria. Abbiamo assistito al risveglio della Red Bull nell’appuntamento di casa e, quindi, la Ferrari si è trovata a essere la terza forza a lottarsela con la McLaren”.
Non ti aspettavi la delusione Ferrari?
“Il passo indietro della Ferrari è stato una delusione, perché ci aspettiamo sempre che la Ferrari torni a stare stabilmente in alto. Ogni tanto rialza la testa, ma poi inevitabilmente scivola indietro, spegnendo tutti gli entusiasmi che aveva scatenato”.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
Quali sono gli altri due aspetti da evidenziare dopo l’Austria?
“Abbiamo avuto delle importanti conferme: Lewis Hamilton sembra più in palla rispetto a Charles Leclerc. Al di là del giro secco, sappiamo che il monegasco in qualifica è un osso duro per tutti, Lewis si è confermato in gran forma specie in gara”.
“Il sette volte campione del mondo è partito in modo determinato e ancora una volta ha dato la sensazione di saper gestire la SF-26 meglio di Charles. Il ritmo fra i due compagni di squadra era molto diverso, e anche l’Austria ha dimostrato che Lewis al momento riesce a dare qualcosa di più, mentre sembrava che il tracciato si adattasse di più alle caratteristiche di Leclerc”.
E qual è il terzo elemento della tua analisi?
"Al di là del risultato anche Kimi Antonelli è sembrato superiore a George Russell. L’inglese è stato bravissimo nel sapere costruire la pole position con la sua freddezza e il bagaglio di esperienza, ma al di là di questo, un Kimi più indietro in griglia è sembrato di nuovo con un passo superiore. Dopo un avvio sopra le righe il bolognese ha disputato un GP con bei sorpassi”.
Era lecito pensare che il successo al Red Bull Ring abbia rilanciato Russell, nonostante i 40 punti di distacco da Antonelli...
“Ho una visione diversa della situazione: secondo me, in questo momento, Russell sta cominciando a passare dalla rabbia nel constatare il passo di Kimi all'accettazione. Quello che doveva essere il giovane delfino, nell’anno in cui finalmente George ha la macchina giusta, si sta rivelando un avversario cristallino in grado di insidiarti sempre. Annusare l'odore di un mondiale e vederti passare da un ragazzino così giovane all'inizio ti scatena rabbia e frustrazione”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
E poi cosa succede nella mente di un pilota?
“Chi punta a un titolo deve credere di essere il migliore della griglia. E questa è una considerazione che George si è portato dentro fino a oggi: ora credo che arrivi l’accettazione che Kimi sia un avversario difficile da battere e forse anche superiore a lui”.
Hai avuto la sensazione che a livello strategico la Mercedes abbia voluto aiutare Russell, proteggendo la sua vittoria in Siria con scelte di muretto “sbagliate” per Antonelli?
"No, io questa sensazione onestamente non l'ho avuta e penso che in Mercedes non ne abbiano bisogno, anche se Toto, cerca psicologicamente di aiutare i suoi piloti che sono in crisi. Ma un conto è aiutarli con le parole e un altro con le strategie. I fatti dell’Austria si possono leggere in due modi diversi: proteggere Russell tenendo Kimi più a lungo in pista, oppure puntare sul minore degrado delle gomme dimostrato dall’italiano, magari provando a fare un pit in meno. L’obiettivo, comunque, era vincere la gara visto che fra le due W17 c’era un Max Verstappen scatenato. Non ho visto malizia, la mia interpretazione resta positiva”.
“Mercedes punta su chi va più veloce: i dati dicono che è Antonelli e secondo me sarà il pilota su cui la Stella punterà al mondiale. A Barcellona era sembrato che la Ferrari potesse diventare una minaccia per il titolo e in Stiria il dubbio si è chiarito. George e Kimi, quindi, saranno liberi di fare le loro gare e magari il cercherà di evitare degli scontri diretti. Insomma, conoscendo Toto Wolf e la Mercedes non vedo giochi occulti”.
Silverstone chiama in questo weekend: Hamilton e Russell giocano in casa, chi dei due avrà un vantaggio?
“Generalmente Hamilton a Silverstone si trasforma. A Lewis vengono fuori le zanne e diventa molto più determinato di quanto già non sia. Mi ricordo l'incidente con Vestappen a Copse: non voleva subire l’olandese e lo mise a muro, festeggiando poi la vittoria come se fosse un mondiale. Lewis sente molto il pubblico e gioca con i suoi tifosi: se avrà una macchina decente sarà un sicuro protagonista. Russell è meno emotivo e meno legato al pubblico. Hamilton darà il 10% in più davanti ai suoi fan...”.
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