F1 | Ceccarelli: "I team principal di oggi sono meno disposti a fare scommesse"
La F1 riparte dopo la sosta estiva: le dieci gare mancanti propongono un secondo minicampionato con le monoposto con gli sviluppi ormai bloccati. Ma la notizia della settimana è l'ufficialità dei piloti Cadillac: il mental coach di Formula Medicine sostiene che i team principal preferiscono conduttori esperti, perché...
Valtteri Bottas, Sergio Perez, Cadillac
Foto di: Cadillac Communications
La sosta estiva è alle spalle e tornano a riaccendersi i motori: la stagione 2026 riserva ancora dieci Gran Premi e sarà interessante scoprire se ci sarà qualche cambiamento nei valori, tenuto conto che le monoposto bloccheranno gli sviluppi pensando ai regolamenti 2026.
Con il dottor Riccardo Ceccarelli cerchiamo di analizzare cosa ci possiamo aspettare in questa seconda parte di campionato dove l’elemento umano potrebbe prendere una preponderanza su quello puramente tecnico...
“È una ripartenza dopo la pausa estiva: è come se da Zandvoort iniziasse un secondo minicampionato che spezza in due la stagione. In McLaren c'è la sfida mondiale fra i due piloti che ripartono quasi ad armi pari, mentre la squadra di Woking dispone di un vantaggio incolmabile nella classifica Costruttori. Mi sembra che Verstappen sia in una situazione ‘dormiente’: si sente tagliato fuori dalla lotta per il titolo e cercherà di capire quali saranno gli scenari per il futuro, mentre Yuki Tsunoda dovrà dimostrare di meritare il posto in Red Bull dove ha deluso”.
Lando Norris e Oscar Piastri, piloti McLaren, si giocano il mondiale 2025
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
“Sarà interessante la sfida in Mercedes: George Russell dovrà confermare la sua leadership nel team della Stella, ma Kimi Antonelli, dopo una partenza di campionato molto promettente, non ha fatto il salto che tutti noi ci aspettavamo e quindi il bolognese è chiamato a mostrare che non solo merita il posto in F1 ma che può cominciare a insidiare il compagno di squadra”.
E la Ferrari? Cercherà la zampata per battere almeno una volta la McLaren, oppure proverà a difendere il secondo posto del mondiale Costruttori?
“La Scuderia rappresenta sempre un caso a parte, nel bene come nel male. Mentre Vasseur cercherà di consolidare il posto d’onore nella classifica a squadre, perché arrivare dietro alla McLaren è comunque un premio di... consolazione, visto che il team di Andrea Stella è dominante, mentre Mercedes e Red Bull resterebbero dietro, i due piloti del Cavallino avranno meno interesse al posto d’onore nel Costruttori. Sono animali abbastanza egocentrici, piuttosto egoisti. Charles proverà a vincere almeno una gara per creare un po' di aspettative positive per l'anno prossimo, e Lewis vorrà riportare un po' più in alto il suo nome. I due conduttori saranno estremamente focalizzati su loro stessi, mentre Vasseur cercherà il posto d’onore in campionato”.
La notizia della settimana è l’ufficializzazione di Valtteri Bottas e Sergio Perez come piloti Cadillac. Come va letta questa scelta?
“Mi viene da ripensare a quando da medico Minardi, ebbi l'offerta di andare in Toyota, un team nuovo che debuttava in Formula 1. Mi ricordo che i piloti scelti Mika Salo, molto esperto di Formula 1 e già con una certa età, ed Allan McNish, collaudatore che si era fatto una grande esperienza in McLaren”.
“Le squadre che partono da zero, da un foglio bianco, rispetto a quelle che vengono rilevate da un nuovo gruppo, si sentono più tranquille e sicure nel coinvolgere piloti molto esperti all’inizio del progetto, per avere almeno un tassello del quale in teoria non debbano preoccuparsi, potendo contare, invece, sul loro bagaglio di esperienza nella soluzione dei problemi”.
“È evidente che un team come la Cadillac si dà tempi lunghi per puntare al vertice, mentre Perez e Bottas sanno che proprio il tempo non sarà un loro alleato, visto che dovranno fare i conti con la carta d’identità. Un giovane talento, magari americano, avrà la sua occasione in una seconda fase. Il team Usa, come la Toyota, cercherà stabilità nel programma di lancio triennale e, quando sarà il momento di provare a vincere, Sergio e Valtteri non ci saranno più. Ma per loro due è già una grande occasione rientrare nel giro, visto che erano entrambi fuori”.
Con che mentalità tornano nel paddock da piloti titolari?
“Sono due professionisti. Non avranno la fame di un giovane, ma possono dare un contributo importante alla crescita della squadra. E poi guardandosi intorno fra i piloti in attività chi c’era da andare a rubare ad un altro team?”.
“Puntare sul giovane poteva essere rischioso, perché se sbagliavi la mossa ti si ritorceva contro. Gli eventuali incidenti avrebbero avuto un costo non solo economico, ma anche nello sviluppo della struttura. E poi va fatta una considerazione più ampia: ora i team principal non sono più i proprietari delle squadre, ma manager che devono rendere conto più in alto delle loro scelte e sono meno inclini a fare delle scommesse”.
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