F1 | Ceccarelli: "I piloti questa volta hanno avuto un ruolo attivo nel cambio delle regole"
Il mental coach e titolare di Formula Medicine sottolinea quanto le lamentele dei piloti sul modo di guidare le moderne F1 condizionate dalla gestione dell'energia, abbiano contribuito a modificare il rapporto di forza fra motore endotermico ed elettrico a partire dal 2027.
Piloti della F1 2026 in posa per la foto di gruppo
Foto di: Martin Keep / AFP via Getty Images
La Formula 1 ha deciso un cambiamento regolamentare molto importante: dal 2027 la ripartizione della potenza della power unit sarà cambiata arrivando al 60% del motore endotermico e limitando l’elettrico al 40%. Sembra che siano state accolte le lamentele dei piloti che sono stati coinvolti nel processo decisionale e, una volta tanto, hanno dato un fattivo contributo alla definizione delle nuove regole pur non essendo seduti ufficialmente al tavolo delle trattative.
Niki Lauda era portavoce dei piloti sulla proposta di fare sciopero in Sud Africa
Foto di: Motorsport Images
“Mi viene in mente quando nel 1982 ed ero poco più di un bambino, che i piloti fecero uno sciopero in Sud Africa a Kyalami: si erano asserragliati tutti in un hotel e dormirono tutti insieme. Mi ricordo che ogni tanto i piloti si lanciavano in queste proteste, ma non li ascoltava nessuno”.
“Storicamente il pilota ha sempre inciso poco sulle scelte, anche perché personaggi come Bernie Ecclestone sapevano come trattarli: la filosofia era sempre la stessa invitandoli a stare buoni perché erano ben pagati ma che potevano essere sostituiti in ogni momento, per cui era meglio se stavano zitti”.
Audetto, Rees, Tyrrell, Ecclestone, Warr e Chapman discutono cosa fare contro lo sciopero dei piloti 1982
Foto di: Motorsport Images
La musica sembra cambiata al giorno d’oggi, anche se i protagonisti del Circus non hanno dovuto inscenare delle proteste o degli scioperi...
“Ora, effettivamente anch'io penso che dietro ai cambiamenti regolamentari per il 2027 ci possano essere state le lamentele dei piloti. Oggi la Formula 1 vive molto di impatto mediatico, anzi ha raggiunto un successo clamoroso proprio per l’enorme attenzione che è riuscita a creare. Sui giornali e sul web sono state riportare puntualmente le proteste dei piloti. Non c’erano le lagnanze di uno, ma quelle di molti e questo non giova alla buona comunicazione della Formula 1”.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
“ll secondo aspetto da tenere in considerazione è più sportivo che politico: la Formula 1 deve premiare il miglior pilota, non il miglior gestore di energia. Si sono resi conto che non si devono snaturare le caratteristiche di un campione, per cui è meglio far emergere le capacità di guida, piuttosto che sapere gestire le risorse a disposizione della macchina. C’è stato un importante ravvedimento, perché finché le nuove monoposto non sono scese in pista era difficile valutare quale sarebbe stato il loro comportamento, al netto del lavoro svolto a mille simulatori. La realtà è emersa sono nei primi test e non mi stupisce il fatto che si siano decisi degli accorgimenti”.
La power unit della Red Bull
Foto di: AG Photo
Si è deciso che nel prossimo anno si romperà l’equilibrio dell’ibrido per passare a un 60% di potenza generata dall’endotermico e il resto dall’elettrico...
“Per il grande pubblico la filosofia del regolamento non sarà rivoluzionata, perché resta la forte presenza ibrida, ma mettendo insieme tutti i fattori credo che si vada nella direzione giusta indicata proprio dai piloti che hanno espresso, questa volta, pareri condivisibili. La Formula 1 ha fatto una scelta giusta che non andrà a togliere niente allo spettacolo: i suggerimenti dei piloti sono stati accolti e alla fine credo che abbiano avuto un ruolo importante nella scelta”.
Formula 1 e FIA nel 2030 vorrebbero imporre una nuova regolamentazione con motori V8 aspirati da 2,6 litri ci cilindrata, dotati di un piccolo KERS: l’ambizione sarebbe, con propulsori più semplici, di mettere fuori dalla governance dei GP i grandi Costruttori, proponendo alle squadre un motore clienti. È una strategia che può trovare campo?
“Nel momento in cui le Case sono dentro il tessuto della Formula 1 sarà molto difficile metterle fuori, perché esserci nel Circus è un grande vantaggio: dà un grande potere e una grossa visibilità. I costruttori cercheranno di mantenere il ruolo che hanno acquisito, anche se comprendo quanto sia condizionata la definizione delle regole dalla presenza di marchi molto potenti che proveranno a tirare l’acqua al loro mulino, come è sempre stato nella storia”.
In passato c’era stata una guerra fra le squadre legaliste legate alla Federazione Internazionale e i garagisti inglesi capeggiati da Bernie Ecclestone...
“I costruttori stavano crescendo e volevano fare cartello, per ottenere da Mister E dei vantaggi economici e la possibilità di contare in certe scelte decisionali visto che l’impegno finanziario stava crescendo. Se non sbaglio ottennero più soldi e più voce in capitolo nella definizione delle regole”.
Il motore per i clienti è una minaccia?
“Alla fine, tutto si riduce a una questione di costi. È chiaro che se ci fosse un propulsore a buon prezzo permetterebbe importanti risparmi nella logica del budget cap, consentendo ai team maggiori guadagni e al sistema di avere più stabilità. Ma l’ambizione di FIA e Formula 1 di prendere il controllo dei GP non so se troverà uno sbocco concreto, perché di fronte ci saranno Mercedes, Ferrari, Alpine, Honda, Audi, Ford e Cadillac che non si faranno certo da parte. Un conto è offrire un motore aspirato a basso costo alla Williams e un altro ridurre l’influenza delle Case”.
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