F1 | Ceccarelli: "Ferrari divisa fra pensare al 2026 e alla sua dignità"
Il mental coach di Formula Medicine analizza quali possono essere gli effetti sulla stagione della Scuderia dopo la profonda delusione nel GP d'Ungheria con Leclerc solo quarto quando sembrava lanciato verso la prima vittoria della SF-25. I piloti sono nervosi e polemici dopo aver dato il pieno supporto al rinnovo di Vasseur.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
In Ungheria è apparso John Elkann, presidente Ferrari, per benedire il rinnovo del contratto a Fred Vasseur come team principal. La pole position di Charles Leclerc aveva lasciato intendere che fosse il suggello di una fase di rilancio del Cavallino, mentre il risultato della gara ha fatto sprofondare la squadra di Maranello dall’esaltazione allo scoramento. Come ne esce la Scuderia? Lo chiediamo a Riccardo Ceccarelli, titolare e mentalist di Formula Medicine...
“Purtroppo, ne esce male, perché quando centri una pole position crei delle illusioni, soprattutto se per metà gara questa aspettativa la conservi. È chiaro che la delusione dopo l'illusione è ancora più forte. Sembra lo spaccato di quello che è successo quest'inverno, quando c'erano molte attese per l'arrivo di Hamilton e di una Ferrari che potesse lottare per il mondiale. Poi, scoperto che non era così è subentrata una profonda delusione. Il Gran Premio d'Ungheria riproduce quello che è successo quest'inverno, cioè l'illusione: alla pole bellissima di Charles ha fatto seguito la delusione per una macchina che ad un certo punto è... sparita, tanto da perdere anche il podio. Con una McLaren in questo momento imbattibile, perlomeno essere la seconda forza sarebbe un po' un contentino, ma essere superati anche dalla Mercedes delude la Ferrari e i tifosi".
John Elkann, presidente Ferrari
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
Quali effetti può avere questa delusione alla ripresa della stagione dopo la sosta?
“Se la stagione dovesse continuare con questo clima, l'umore diventa nero: abbiamo sentito Charles polemico via radio, molto deluso nelle interviste e non ha fatto niente per mascherarlo. Hamilton, addirittura, ha detto che forse la Ferrari ha bisogno di un altro pilota, quando Lewis era arrivato a Maranello come il Messia sceso in terra”.
“In tanti fanno ironia sul predestinato, su Leclerc, perché secondo alcuni non ha il valore di Hamilton, però poi, quando anche Lewis naufraga, è evidente che non ci sono più alibi. È normale che cresca il nervosismo, per cui non sarà una bella pausa estiva per la Ferrari. Il vero problema è che se non riescono a invertire la tendenza, vanno incontro a un fine di stagione di sofferenza, che non è l'auspicio migliore per costruire una stagione 2026 da protagonista”.
“La Scuderia deve trovare qualcosa per invertire la tendenza, per fare in modo che i malumori non emergano in maniera così evidente. A Maranello non sono abituati alle dichiarazioni come quelle che fa Hamilton, non sono abituati a piloti che via radio sono estremamente polemici. Devono reagire...”.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Michael Potts / LAT Images via Getty Images
Il fatto che Lewis paghi regolarmente tre decimi in qualifica da Leclerc e, in un momento di delusione, dica che la Ferrari deve pensare a cambiare il pilota, è scoramento o la presa di coscienza di una situazione?
“Ci vedo un po' di scoramento. Premesso che di fronte a un sette volte campione del mondo prima di tutto ci si toglie il cappello e si applaude, si può aggiungere che nessuno pilota è perfetto e neanche Hamilton lo è. Ogni atleta anche di massimo livello ha dei punti deboli. Come sapete è cresciuto il mio coinvolgimento nel tennis: i campioni al più alto livello studiano i punti deboli dell'avversario, anche se è il numero uno o due del mondo”.
“Parlare di punti deboli di Hamilton può sembrare blasfemo, ma nessuno è perfetto. Lewis è un pilota di grandissimo talento, ma può perdere un po' di self confidence quando le cose vanno male. È molto emotivo, umorale, e se mettiamo insieme un po' di dati non ci dobbiamo sorprendere di vedere quello che succede”.
“La carta d'identità ci dice che è un quarantenne che ha vinto sette mondiali, ma se la macchina è un po' difficile e non ti permette di vincere, è difficile trovare le motivazioni per dare il 110%, soprattutto se accanto a lui c'è un Leclerc che è velocissimo, anche se non ha ancora vinto un mondiale. Charles ha più fame di Hamilton, perché ha ancora tanto da dimostrare”.
“Un decimo può essere dovuto all’età, un decimo alla monoposto e il terzo al calo di motivazione. Ho provato a scomporre il distacco da Charles, ma non conosco effettivamente quanto valga ciascuno dei tre aspetti. Sono convinto che se Hamilton e Leclerc guidassero una McLaren sarebbero a battagliare tra di loro come fanno Norris e Piastri”.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Joe Portlock / LAT Images via Getty Images
Quindi non c'è un'idea di ritiro dietro alle parole dell’inglese?
“No, io sono convinto che Hamilton sia consapevole di essere ancora vincente con una monoposto competitiva. Penso che quello di sabato sia stato un momento di scoramento, poi nella vita bisogna reagire, crearsi delle illusioni. E magari già pensare a una macchina 2026 competitiva. I due piloti non hanno alcuna voglia di mollare, ma devono svoltare questo momento”.
Lo sblocco mentale dipende dalla Ferrari?
“Certo. E dovrebbe partire dal management di vertice in giù. Avendo una macchina con problemi non sarà facile e sarà forte la tentazione di pensare solo al 2026...”.
Hanno bloccato lo sviluppo della SF-25, quindi già lo stanno già facendo...
“Non si può abbandonare la nave mentre affonda, non il capitano. I tecnici certo staranno lavorando alla macchina del 2026, ma c’è anche da difendere la dignità del 2025. La Ferrari non può mollare a metà campionato: questo è un obbligo, è un dovere morale nei confronti dei tifosi, per cui qualcosa dovrà essere fatto”.
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