F1 | Caso partenze: resta il preavviso di 5" ai piloti in griglia anche a Melbourne
Dopo averlo provato nei test in Bahrain, la FIA ha confermato anche a Melbourne il preavviso di 5" tramite pannelli LED per aiutare i piloti nella preparazione del turbo, resa più lenta dall’assenza dell’MGU‑H.
Starting lights
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
Le polemiche sulla procedura di partenza sono emerse in maniera decisa in Bahrain e, considerando le possibili criticità di sicurezza legate al rischio di vedere le vetture muoversi troppo lentamente nel momento del via, la FIA ha deciso di introdurre un preavviso di 5 secondi per i piloti sulla griglia, attivato tramite l’accensione dei pannelli LED.
Questa nuova procedura era già stata provata nell’ultima settimana di test a Sakhir, ottenendo riscontri positivi da diverse squadre, incluse quelle che solitamente si distinguono per l’efficacia allo scatto, come la Haas. Sulla base di questo feedback, la FIA ha deciso di confermarla anche per il primo GP della stagione qui in Australia.
In sostanza, prima dell’avvio della sequenza di accensione dei cinque semafori sulla griglia, i piloti riceveranno un preavviso tramite l’accensione dei pannelli LED laterali posti lungo lo schieramento, che si illumineranno di blu. Questo segnale indicherà che mancano cinque secondi all’inizio della procedura e consentirà ai piloti di avviare la preparazione del turbo, portandolo al regime ottimale per il via.
Con la rimozione dell’MGU‑H dall’attuale layout della power unit, componente che in passato permetteva di portare il turbo al regime ottimale sfruttando l’energia immagazzinata, i piloti devono ora affidarsi esclusivamente al motore termico per ottenere lo stesso risultato. Questo comporta tempi di preparazione sensibilmente più lunghi per tutti e richiede di portare il motore a un regime di rotazione più elevato rispetto al passato.
La scelta di introdurre i cinque secondi di preavviso risulta particolarmente utile per le squadre che, in genere, si ritrovano a partire nelle ultime file della griglia. Tra il momento in cui l’ultima vettura si arresta sulla propria piazzola e l’avvio effettivo della procedura dei semafori, infatti, non esiste un intervallo prestabilito dal regolamento, con la decisione è lasciata alla discrezione del direttore di gara.
Questo significa che un pilota che si schiera nelle ultime file potrebbe avere maggiori difficoltà nel portare il turbo al corretto regime, senza contare che, ad ogni modo, i piloti hanno comunque bisogno di qualche istante per attivare la modalità dedicata alla partenza sul volante.
Chi parte nelle prime file avrebbe potuto comunque tracciare l’arrivo degli ultimi piloti in griglia, ma l’assenza di un tempo definito tra il posizionamento dell’ultima vettura e l’inizio della procedura del semaforo comportava il rischio di mantenere il motore a un regime troppo elevato per un periodo troppo lungo, incidendo sull'affidabilità.
Test Bahrain Prova di partenza Antonelli
Foto di: Gianluca D'Alessandro
Chiaramente, come accade ogni volta che entra in gioco un potenziale vantaggio competitivo, sono emerse discussioni tra chi dispone di un turbo più piccolo, più rapido da portare al regime corretto e più reattivo una volta scattati dalla griglia, e chi invece utilizza un sistema di dimensioni maggiori. Tra le squadre che si ritiene abbiano il turbo più grande figura l’Audi, che in effetti in Bahrain non ha brillato nelle partenze, incluse quelle dalla pit lane e non solo dalla griglia.
Parlando di questo aspetto, Gabriel Bortoleto ha spiegato che Audi sta lavorando duramente dietro le quinte per cercare di risolvere il problema delle partenze. Al di là del turbo più grande, infatti, ci sono numerosi parametri su cui intervenire per affinare il rilascio della frizione e migliorare l’efficacia della vettura nei primi metri, anche considerando che il regolamento vieta l’utilizzo della parte elettrica fino ai 50 km/h. In quella fase si perdono giri e il rischio è quello di avere uno slancio più lento del previsto.
“Direi che vedremo qui come andrà, non lo so, perché la mia ultima partenza non è stata delle migliori. Stiamo sicuramente lavorando su questo: è qualcosa con cui molti team hanno avuto difficoltà, noi compresi. Ma, ancora una volta, è tutto nuovo: stiamo costruendo una power unit da zero, quindi era già previsto dover passare attraverso queste situazioni. Vedremo qui se abbiamo trovato qualche soluzione”, ha spiegato il brasiliano.
“Il team ha lavorato molto duramente, le persone di Neuburg, in Germania, il reparto power unit, hanno lavorato intensamente per risolvere i problemi che abbiamo avuto in partenza, e speriamo di aver trovato qualche soluzione”.
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