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F1 | Caso partenze: Mercedes spinge per cambiare di nuovo le procedure, Ferrari si oppone

Per le nuove F1, la partenza resta un punto critico, ma mentre alcune squadre sono riuscite a trovare più rapidamente la quadra anche con delle scelte tecniche apposite, altre, tra cui Mercedes, fanno più fatica al via e vorrebbero rivedere il regolamento. Per il momento, però, non c'è la super-maggioranza, quindi resterà invariato.

George Russell, Mercedes, Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Melbourne è stato il primo vero banco di prova per questa nuova Formula 1 e, come era inevitabile che fosse, è stato anche terreno di discussioni. Uno dei temi su cui c’è maggiore attenzione è quello legato alle partenze, emerso già in maniera piuttosto chiara durante i test pre-stagionali, ma quanto successo in Australia, con diversi scatti al rilento e incidenti sfiorati, ha riacceso il focus sull’argomento.

Diverse squadre, inclusa la Mercedes, stanno infatti spingendo per modificare ulteriormente la procedura di partenza, trovando però l’opposizione di chi non vuole che vengano introdotti altri interventi oltre a quelli già concessi finora. Il risultato, al momento, è un fronte spaccato in due posizioni opposte.

Non è un mistero che i team dotati di un turbo più grande abbiano bisogno di più tempo per preparare la vettura al via. Con l’abolizione dell’MGU‑H, infatti, è il motore a dover lavorare in modo più intenso e prolungato per portare il gruppo turbocompressore al regime corretto, per cui si è deciso di concendere un preavviso di 5" per una questione di sicurezza.

Griglia di partenza

Griglia di partenza

Foto di: Peter Fox / Getty Images

Tuttavia, questo non è l’unico punto sul tavolo. In Australia molte squadre si sono ritrovate alla partenza con la batteria praticamente scarica, indipendentemente dalla posizione in griglia. Una situazione che ha amplificato le differenze: non solo perché, in quelle condizioni, il motore termico diventa ancora più determinante, ma anche perché sopra i 50 km/h alcuni piloti non hanno potuto contare sul supporto dell’elettrico.

Se a tutto questo si aggiunge il fatto che alcuni piloti sono rimasti fermi in griglia, come Liam Lawson, evitato per un soffio da Franco Colapinto grazie a una reazione fulminea, è comprensibile che ci siano preoccupazioni (e, in parte, anche interessi) nel rivedere la procedura di partenza. Da una parte c’è un fronte che chiede modifiche, dall’altra chi al momento non vuole introdurre ulteriori cambiamenti.

Dopo le polemiche emerse nel pre‑campionato, alimentate anche da alcuni team più in difficoltà, la FIA aveva già concesso maggiore flessibilità introducendo un preavviso di cinque secondi prima della procedura di partenza, così da permettere a tutti di preparare correttamente il turbo. Una modifica accettata anche dalla Ferrari, nonostante a Maranello avessero segnalato il problema già un anno fa, rimanendo però inascoltati.

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Peter Fox / Getty Images

È quindi chiaro che, dopo aver già accettato la concessione dei cinque secondi extra prima dello scatto, ci siano squadre che ora si oppongono a modificare ulteriormente il regolamento, anche perché ciò significherebbe rinunciare a un vantaggio competitivo. Secondo questo fronte, il focus non dovrebbe spostarsi ancora una volta sulle regole, ma sulle procedure interne di ciascun costruttore, dove c'è margine per migliorare.

Uno dei temi emersi a Melbourne è che diversi piloti sono arrivati al via con la batteria quasi scarica, una conseguenza anche dei limiti di recupero imposti dalla FIA per ogni giro. Se a questo si aggiunge che, nel giro di formazione, per scaldare pneumatici e freni i piloti devono guidare in modo più aggressivo, con forti accelerazioni e frenate, il risultato è che molte squadre si sono ritrovate impreparate con la batteria già scarica.

Sul tavolo, come spiegato anche da Max Verstappen, ci sono diverse proposte per semplificare la procedura di partenza e ridurre il rischio di scatti al rallentatore o di incidenti. Tuttavia, al momento la FIA non può intervenire: per modificare il regolamento servirebbe la super‑maggioranza delle squadre, un consenso che oggi non c’è. L’unica alternativa sarebbe far passare la modifica come misura di sicurezza.

“[La FIA] potrebbe farlo, credo che vogliano farlo, ma serve una super‑maggioranza dei team e al momento non ce l’hanno. Quindi potete probabilmente immaginare quale squadra sia contraria”, ha detto George Russell alla vigilia del GP di Cina, lasciando intendere in maniera piuttosto chiara che per ora il team contrario sia la Ferrari.

George Russell, Mercedes

George Russell, Mercedes

Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images

La questione della quantità di energia recuperabile prima del via è uno dei punti già discussi, ma su cui la FIA non è ancora intervenuta. Anche chi partiva dal fondo ha incontrato difficoltà nella gestione della batteria, tra cui Max Verstappen: “Ci sono soluzioni semplici, ma devono essere approvate dall’FIA per tutto ciò che riguarda la batteria perché, sì, partire con la batteria allo 0% non è molto divertente e anche piuttosto pericoloso”.

“Quindi stiamo discutendo con loro per capire cosa si possa fare, perché si è visto… a Melbourne siamo quasi arrivati a un incidente enorme alla partenza. Una parte di questo è legata alle batterie. Una parte, ovviamente, può succedere per via dell’anti‑stall. Ma si vedevano grandi differenze di velocità, perché non ero l’unica macchina con zero energia. È qualcosa che si può risolvere facilmente”, ha detto Max.

Chiaramente, il vantaggio della Ferrari non risiede nell’utilizzo della batteria in sé, ma è evidente che chi ha maggiori difficoltà sul fronte del motore endotermico abbia bisogno del supporto dell’elettrico sopra i 50 km/h per compensare, almeno in parte, e difendersi. Un aspetto di cui anche George Russell è ben consapevole, definendo “egoisti” coloro che si oppongono alle modifiche regolamentari richieste alla FIA.

“Come ho detto, metà schieramento ha sbagliato a Melbourne; ci adatteremo e ora sappiamo a cosa dobbiamo stare attenti. L’FIA voleva facilitarci la vita e rimuovere questo limite di rirarica, ma come spesso accade, alcune persone hanno visioni egoistiche e vogliono fare ciò che è meglio per loro. Fa parte della F1. Ce ne occuperemo e penso che qui le partenze saranno molto migliori".

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