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F1 | Caso motori, Tombazis smorza i toni: "L'approccio della FIA sarà imparziale"

Il responsabile della divisione monoposto della FIA ha voluto ridimensionare la vicenda legata al rapporto di compressione del motore Mercedes che è al centro delle polemiche ormai da diverse settimane.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: AG Photo

Nicholas Tombazis ha fatto chiarezza sui uno dei temi più discussi di questa vigilia di stagione: la disputa con la Mercedes sul rapporto di compressione del motore endotermico parte della power unit 2026. Il responsabile della divisione monoposto della FIA ha ridimensionato la vicenda, sottolineando come la portata del caso sia risultata sproporzionata rispetto al suo reale peso.

“Se qualcuno non rispetta le regole non ci sono discussioni – ha esordito Tombazis – si è parlato molto di questo argomento, ma la FIA non ha mai preso posizione sostenendo che qualcuno sta facendo qualcosa di illegale. C’è poi un secondo aspetto: verificare se le regole, così come sono scritte, raggiungono pienamente l'obiettivo. Se emerge qualche criticità cerchiamo di apportare modifiche, perché vogliamo che il regolamento sia focalizzato sul suo scopo”.

Tombazis ha quindi voluto contestualizzare il lavoro della Federazione rispetto alle risorse in campo: “In FIA ci sono circa 15-20 persone che si occupano di regolamenti. Abbiamo riunioni costanti con team, costruttori di power unit, direttori tecnici e così via. Ma, come sapete, ogni squadra dispone di reparti tecnici composti da 200 o 300 persone. È inevitabile che, con nuove normative, emergano aree in cui si trovino soluzioni che vanno oltre quanto inizialmente previsto”.

Il direttore della divisione monoposto della FIA si è soffermato su un punto cruciale: negli ultimi anni, ogni tentativo di introdurre soluzioni tecniche fuori dagli schemi è stato accompagnato da polemiche. “Dobbiamo essere imparziali e non vogliamo soffocare l’innovazione. In questo caso non stiamo parlando di un nuovo sistema di combustione, ma di qualcosa che potrebbe essere ottimizzato in modo molto specifico. Non credo che siamo minimamente vicini ai livelli di prestazione che sono stati dichiarati. E certamente non c’è stato alcun imbroglio, né accuse di irregolarità”.

Troppo clamore per un caso meno rilevante di quanto sembri

“Si tratta solo di capire se siamo di fronte a un’interpretazione intenzionale del regolamento – ha proseguito Tombazis - con nuove normative, è normale che emergano piccoli problemi da risolvere nel tempo. Il nostro approccio sarà imparziale. Qualunque decisione prenderemo, qualcuno sarà insoddisfatto: c’è chi dirà che non interveniamo abbastanza in fretta e chi, al contrario, che interveniamo troppo. Il nostro compito è mantenere l’equilibrio”. Secondo Tombazis, la forte competitività dell’ambiente contribuisce ad amplificare ogni discussione: “Le persone tendono a ricordare quando qualcosa non va esattamente come vorrebbero e a dimenticare il resto, e questo crea un certo grado di emotività. Non sto dicendo che la questione non sia importante, ma merita davvero tutto questo clamore per così tanto tempo? Francamente, no”.

Nikolas Tombazis, FIA

Nikolas Tombazis, FIA

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Tombazis ha ribadito che la FIA intende chiudere la questione con il voto che esprimeranno nei prossimi giorni i produttori di power unit. “Vedremo quale sarà l’esito. Se positivo, la questione passerà al Consiglio Mondiale. Sono stato dall’altra parte della barricata, so quanto il contesto sia estremamente competitivo, e a volte le persone tendono a perdere un po' la prospettiva della discussione finendo col vedere le cose in un modo unilaterale. La Formula 1 è questo…moltiplicato per mille”.

Cosa accadrà nei prossimi mesi

Uno degli aspetti che ha sorpreso è la tempistica scelta per l’introduzione del nuovo controllo “a caldo” del rapporto di compressione, prevista per agosto. “Abbiamo ritenuto che non ci sia alcuna discussione su qualcosa di illegale. Non ci sembrava corretto intervenire prima dell'inizio della stagione. Il voto determinerà i prossimi passi: “Se approvato dai costruttori di PU e dal Consiglio Mondiale, da agosto i motori dovranno essere conformi alle nuove verifiche. Se qualcuno a Melbourne supererà i limiti nelle verifiche a freddo, dovrà apportare modifiche. Ma, ripeto, non è una questione così determinante come si pensa”.

E nel caso in cui un costruttore non superasse le verifiche? “Dovrà presentare modifiche che dovranno essere approvate. Esiste una procedura specifica nell’appendice sull’omologazione delle power unit, così come una procedura per l’adattamento alle modifiche regolamentari. Non si può impedire a un concorrente di intervenire e poi squalificarlo: lo si mette nelle condizioni di adeguarsi e tutto ciò che farà rientrerà nel limite di budget previsto per i motori”.

Infine, Tombazis ha ridimensionato anche l’impatto tecnico della questione: “Se si calcolano i numeri, diametro del cilindro, corsa e differenze in millimetri, parliamo di variazioni estremamente piccole. È relativamente semplice passare da una taratura a un’altra leggermente diversa”.

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