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F1 | Caso Mercedes: si cerca un compromesso prima del debutto in Australia

La dilatazione dei materiali non c'entrerebbe niente, perché il discussione c'è una soluzione geometrica che risponde alle verifiche FIA a freddo, ma non rispetterebbe l’articolo 1.5 del Regolamento Tecnico che impone vetture a norma durante tutto l'evento. A Brixworth rifaranno il cielo del pistone o sfideranno la Federazione Internazionale?

Logo Mercedes sulla F1 W14

Logo Mercedes sulla F1 W14

Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images

La richiesta di chiarimento regolamentare sarebbe partita da tre Costruttori (Honda, Ferrari, Audi): avrebbero scritto alla FIA per sapere se il disegno della camera di combustione del motore 2026 di Mercedes è legale oppure no, visto che a caldo sarebbe stato in grado di riproporre il rapporto di compressione di 18:1 che, invece, con le nuove norme a freddo è stato ridotto a 16:1.  

La Stella per il momento tace, nella convinzione di aver ideato una soluzione che rispetta le verifiche stabilite dalla FIA a temperatura ambiente, ma gli avversari contestano la violazione dell’articolo 1.5 del Regolamento Tecnico, in cui si specifica che le monoposto debbano essere conformi in ogni momento del weekend di gara. La trovata, quindi, non sarebbe in linea con lo spirito delle norme volute dal legislatore. 

La power unit Mercedes sulla McLaren MCL39

La power unit Mercedes sulla McLaren MCL39

La protesta avrebbe potuto esplodere in Australia al primo GP della nuova era delle monoposto agili, ma ben quattro squadre avrebbero rischiato di non correre se fosse stata riscontrata un’anomalia: Mercedes, McLaren, Williams e Alpine. 

E far partire un rinnovamento della massima serie dell’automobilismo con una polemica tuonante non sarebbe stato il modo migliore di iniziare un nuovo ciclo regolamentare, dal momento che ci sono già difficoltà oggettive per spiegare agli appassionati la portata dei cambiamenti e, almeno all’inizio, potrebbe esserci un po’ di disorientamento nei fan. 

Il bubbone è esploso prima delle Feste di Natale per cui dovrebbe esserci il tempo per Mercedes di risolvere il problema: ci chi sostiene che potrebbe essere ridisegnato il cielo del pistone di uno o due decimi per tornare a caldo al volume della camera di combustione previsto dal regolamento. L’effetto è che ci sarebbe una perdita di potenza, anche se non sarà dei 15 cavalli indicati dal tedesco Motorsport Magazine, il sito tedesco che ha portato alla luce il caso. 

La soluzione contestata pare sia nota da qualche mese perché tutti i Costruttori hanno avuto “movimenti” di ingegneri e, in particolare, c’è stata una fuori uscita di tecnici da Brixworth, tempio dei motori della Stella. Una sessantina sono andati a Milton Keynes per dare corpo a Red Bull Powertrains, mentre altri si sono ramificati altrove (Honda, Audi, Ferrari). In RBP hanno beneficiato delle informazioni giunte da Brackley e avevano impostato il loro sei cilindri con il concetto Mercedes. 

Non c’è stata, quindi, alcuna spy story (c’è chi si è inventato che l’effrazione avvenuta a Viry Chatillon, sede di Renault Sport, sarebbe servita a trafugare i dati di motore che Mercedes avrebbe consegnato ad Alpine in vista della fornitura dell’intero retrotreno (power unit, cambio e sospensione posteriore)). Tutte balle spaziali, perché, pur nel rispetto degli inutili periodi di gardening, c’è da sempre una... libera circolazione delle idee in F1. Conoscere cosa fanno gli avversari, però, non significa saper replicare le soluzioni negli stessi tempi di chi le ha pensate. 

Jo Bauer, commissario tecnico FIA per la F1

Jo Bauer, commissario tecnico FIA per la F1

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

In questi giorni si è parlato molto di dilatazione dei metalli e utilizzo di nuovi materiali, tali da consentire l’incremento del rapporto di compressione, dimenticando che tutti i Costruttori di F1 queste “alchimie” le conoscono e le applicano. Evidentemente il punto di discussione non starebbe lì.  
Il pallino ora passa a Jo Bauer, commissario tecnico FIA, e al suo staff. Si ventila l’ipotesi di cercare un compromesso per salvare capra e cavoli come ha scritto il Corriere dello Sport nell’edizione odierna:

Mercedes (e Red Bull Powertrains) potrebbero ridurre leggermente il rapporto di compressione a freddo, in modo da rientrare nei limiti a caldo, a meno che non voglia tenere la sua posizione iniziando una battaglia durissima. Ma questa opzione aprirebbe un contenzioso che porterebbe altri motoristi a sfoderare soluzioni oltre il limite perché si sarebbe creato un pericolosissimo precedente. 

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