F1 | Caso Horner, FIA: "Sosteniamo alti standard di integrità"
Dopo la Formula 1, anche la FIA ha deciso di intervenire sulle accuse rivolte al Team Principal della Red Bull Christian Horner, sottolineando sia che attenderà la fine dell'indagine prima di rilasciare ulteriori commenti sul caso, ma anche che continuerà a sostenere i più alti standard di integrità nello sport.
Dopo la Formula 1, anche la Federazione è intervenuta sul caso Horner, diventato oggetto di un'indagine avviata dalla società madre Red Bull GMbH in seguito a delle accuse mosse nei suoi confronti da una dipendente.
Nel corso di una prima udienza avvenuta il 9 febbraio, il Team Principal della squadra di Milton Keynes ha negato ogni addebito nei suoi confronti. Inoltre, Horner ha poi presenziato all'evento di lancio della RB20 della scorsa settimana, dove è intervenuto sulla vicenda spiegando come l'indagine abbia rappresentato una distrazione per il team.
Tuttavia, il giorno successivo alla presentazioni, ulteriori speculazioni sulla natura delle accuse hanno aumentato i riflettori attorno alla questione, tanto da spingere anche la Formula 1 e la FIA a intervenire con un comunicato ufficiale.
"In relazione all'indagine indipendente attualmente in corso da parte della Red Bull GMbH, la FIA ribadisce che fino a quando l'indagine non sarà conclusa e non se ne conoscerà l'esito, non rilasceremo ulteriori commenti", si legge nel comunicato dell'organo di governo rilasciato lunedì, con cui sottolinea l'importanza e la centralità del mantenere i più alti standard di integrità.
Max Verstappen, Red Bull Racing, Sergio Perez, Red Bull Racing, Christian Horner, Red Bull Racing Team Principal
Photo by: Red Bull Content Pool
"La FIA rimane impegnata a sostenere i più alti standard di integrità, equità e inclusione all'interno dello sport".
Sebbene la Formula 1 non abbia l'autorità formale per intervenire sulla vicenda, ciò rientra proprio nelle competenze della FIA, che potrebbe decidere di agire in caso di prove di illeciti che vadano contro gli standard sostenuti dall'organo di governo.
La posizione della Federazione è infatti sancita anche dall'articolo 12.2.1f del Codice Sportivo Internazionale, che cita come potenziale infrazione "qualsiasi parola, atto o scritto che abbia causato un danno morale o una perdita alla FIA, ai suoi organi, ai suoi membri o ai suoi dirigenti, e più in generale all'interesse dello sport automobilistico e ai valori difesi dalla FIA". Un articolo contestato in diverse occasioni lo scorso anno contro Gunther Steiner, Frederic Vasseur e Toto Wolff dopo Monaco e a Las Vegas, tanto che all'ex Team Principal della Haas fu assegnata anche una reprimenda per aver accusato gli steward su una penalità inflitta a Kevin Magnussen.
Il commento della FIA arriva dopo quello rilasciato dalla Formula 1 domenica sera, in cui aveva sottolineato la speranza di veder risolto il caso il più rapidamente possibile a seguito di un processo equo e approfondito, nella speranza che non si trascinasse a lungo nel corso della stagione.
Christian Horner, Team Principal, Red Bull Racing
Photo by: Erik Junius
La dichiarazione della F1 ha a sua volta fatto seguito ai commenti della Ford, l'azienda che sta lavorando con Red Bull Powertrains alla realizzazione della nuova Power Unit per i team Red Bull e RB per il prossimo ciclo regolamentare, ovvero a partire dal 2026.
In quello che è stato il primo commento di un partner della Red Bull sulla questione, il responsabile globale di Ford Performance Motorsport Mark Rushbrook ha dichiarato che il costruttore continua a monitorare con attenzione la situazione in attesa di sviluppi.
"Come azienda familiare e come azienda che si attiene a standard molto elevati di comportamento e integrità, ci aspettiamo lo stesso dai nostri partner", ha dichiarato Rushbrook all'AP.
"A noi sembra, e ci è stato detto, che Red Bull stia prendendo la situazione molto seriamente. E naturalmente sono preoccupati anche per il loro marchio. Per questo hanno avviato un'indagine indipendente e fino a quando non vedremo la verità, per noi è troppo presto per commentare".
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