F1 | Caso Albon: fa la SQ2 per un errore, poi la FIA lo retrocede per un track limit che non era stato visto
Un track limiti che inizialmente non era stato rilevato ha permesso ad Albon di accedere alla SQ2, nonostante quel tempo dovesse essere cancellato. Tuttavia, la conferma dell'infrazione è arrivata solo a sessione in corso, con i commissari che hanno così deciso dopo le qualifiche di cancellargli i tempi, retrocedendolo in 19a posizione.
Alexander Albon, Williams
Foto di: James Sutton / Formula 1 / Formula Motorsport Ltd via Getty Images
C’è un caso piuttosto curioso che fa da sfondo alle qualifiche sprint di Miami. Alex Albon scatterà dalla penultima fila nella gara di sabato, nonostante il pilota della Williams fosse effettivamente riuscito ad accedere alla SQ2, conquistando la quattordicesima posizione davanti al compagno di squadra.
Fin qui non sembrerebbe esserci nulla di anomalo: si potrebbe pensare a una penalità da scontare, ma la motivazione è un’altra. Durante la SQ1, infatti, i sistemi automatici della FIA non hanno rilevato un track limit commesso da Albon nel suo miglior giro in percorrenza di curva 6 e, di conseguenza, non hanno cancellato automaticamente il tempo, permettendogli di accedere alla manche successiva senza averne diritto.
Il sistema dedicato a questo tipo di infrazioni è quasi completamente automatizzato e si basa sulla computer vision. In pratica, analizzando in tempo reale le riprese video, il software è in grado di tracciare delle aree di riferimento costruite sulle linee presenti sull’asfalto. Oltre la linea bianca, la linea blu presente in alcuni punti è pensata proprio per facilitare il lavoro della computer vision, rendendo più immediata la distinzione tra chi è dentro e chi è fuori i limiti della pista.
Alexander Albon, Williams
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Tuttavia, i segni lasciati in pista dalle vetture, comprese quelle di F2 e F3, hanno reso più difficile il lavoro del sistema di sorveglianza, al punto che quel track limit era inizialmente sfuggito al rilevamento automatico. Alcune squadre, però, nutrivano dei dubbi: tra queste la Racing Bulls, che aveva lasciato Liam Lawson in standby in macchina nonostante l’eliminazione, proprio in attesa di capire se eventuali infrazioni ai limiti della pista potessero rimettere in gioco il pilota neozelandese.
Per casi come questo, tuttavia, è previsto che un addetto possa rivedere manualmente l’episodio per verificare se ci sia stata o meno un’infrazione. Il punto è che, in questa circostanza, la segnalazione relativa al miglior giro di Albon in SQ1 è arrivata solo quando la SQ2 era già iniziata e i piloti erano in pista, rendendo impossibile intervenire in tempo reale per correggere la situazione.
L’episodio è comunque finito, giustamente, sotto la lente dei commissari, che al termine delle qualifiche hanno deciso di cancellare d’ufficio non solo il miglior tempo registrato da Albon in SQ1, quello in cui aveva superato i limiti della pista, ma anche tutti quelli ottenuti in SQ2, dato che non avrebbe dovuto prendere parte a quella manche. Una decisione che comporta la sua retrocessione quasi in fondo alla griglia.
Il pilota anglo‑thailandese prenderà quindi il via della sprint race dalla diciannovesima posizione, determinata sulla base dell’altro tempo valido registrato in SQ1, che però è sufficiente solo per metterlo davanti alle due Aston Martin e alla Cadillac di Valtteri Bottas.
Alexander Albon, Williams
Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images
"I commissari hanno ascoltato il rappresentante del team e analizzato i dati del sistema di posizionamento/marshalling, oltre alle prove video. Durante la SQ1, la vettura 23 ha chiaramente superato i limiti della pista in curva 6. Tuttavia, questo non è stato segnalato ai commissari fino all’inizio della SQ2”, si legge nel comunicato con cui i commissari hanno ufficializzato la decisione.
"Il tempo ottenuto dalla vettura 23 [Albon] nel giro in cui sono stati superati i limiti della pista era sufficiente per accedere alla SQ2. Di conseguenza, nel momento in cui i commissari sono stati informati che la vettura 23 aveva lasciato la pista e che il suo giro avrebbe potuto essere cancellato, era già in pista nella SQ2”.
"Poiché si è trattato di una situazione insolita, i commissari hanno deciso di risolvere la questione esercitando la loro autorità ai sensi dell’Articolo 11.7.1.a del Codice Sportivo Internazionale, cancellando il tempo del giro in questione in SQ1. Dal momento che la vettura 23 non avrebbe dovuto accedere alla SQ2, tutti i tempi ottenuti in SQ2 vengono di conseguenza cancellati."
Certo, non è questo episodio a cambiare le sorti della corsa di Albon, ma si tratta di un caso curioso che, in realtà, ha già dei precedenti. Il primo risale all’Austria 2022, quando Sergio Perez passò alla SQ3 con un giro che avrebbe dovuto essere annullato e che, infatti, portò poi alla cancellazione dei suoi tempi. Il secondo è più recente: lo scorso anno in Bahrain, Nico Hulkenberg eliminò proprio Albon in SQ1 passando i limiti della pista in una zona dove non era presente alcuna telecamera fissa, salvo poi vedersi cancellati i tempi registrati in SQ2.
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