F1 | Carica Hamilton: "Ferrari sta spingendo molto sugli sviluppi, possiamo recuperare"
Il britannico arriva in Cina con il sorriso. C'è la consapevolezza che Mercedes dispone di un vantaggio rispetto alla concorrenza, in particolare su come utilizzare l'ibrido, ma Hamilton crede che ci sia il margine per recuperare quel gap dalla vetta lavorando sulla PU e sugli aggiornamenti, grazie anche al grande impegno in fabbrica.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Anni Graf - Formula 1 via Getty Images
Il Gran Premio d’Australia ha messo in evidenza due aspetti. Da una parte, la Ferrari si conferma al momento la seconda forza del campionato, con l’intenzione chiara e decisa di sviluppare in modo aggressivo per arrivare a sfidare la Mercedes. Dall’altra, questi regolamenti sembrano aver restituito non solo alla Rossa, ma all’intera Formula 1, un Lewis Hamilton finalmente felice e perfettamente a suo agio con le nuove vetture.
Due notizie positive con cui iniziare il mondiale, soprattutto se si pensa a ciò che era stato il 2025 del sette volte iridato, che non aveva mai nascosto di digerire a fatica le monoposto a effetto suolo. Inoltre, il fatto che si fosse ormai giunti alla fine del ciclo tecnico limitava lo sviluppo delle vetture e intervenire su quegli aspetti che non permettevano a Hamilton di esprimersi al meglio non era più possibile.
Quest’anno, però, si riparte davvero da un foglio bianco. Il DNA di queste monoposto è profondamente diverso rispetto alla generazione precedente, non solo per quanto riguarda la Power Unit, ma anche per l’impostazione stessa del setup. C’è meno carico, gli spazi di frenata si allungano in base alle strategie di gestione dell’ibrido e la vettura non richiede la stessa rigidità sospensiva per far lavorare al meglio l’effetto suolo.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Dom Gibbons / Formula 1 via Getty Images
Elementi che Lewis sembra gradire, ma è altrettanto vero che il britannico ha avuto un ruolo diretto nello sviluppo della SF‑26, cosa che non era stata possibile con la monoposto del 2025. È chiaro che la parte principale del lavoro spetti agli ingegneri, ma avere un input dai piloti sulle regolazioni della PU, sul freno motore e sul bilanciamento permette di costruire una base più ampia e coerente su cui sviluppare la vettura.
“Primo aspetto, credo che sia sempre stato una situazione felice della mia vita. Secondo: penso che queste vetture siano più piacevoli da guidare rispetto a quelle a effetto suolo. Tuttavia, se ci fosse stato un altro anno con l’effetto suolo, sarebbe stata una macchina alla cui sviluppo avrei contribuito e penso che saremmo stati più contenti di quella di quest’anno rispetto a quella dell’anno scorso. Ma non c’è più bouncing è questo è già fantastico”, ha raccontato il Ferrarista alla vigilia del GP di Cina.
Questo entusiasmo di Hamilton non emerge solo in pista, ma anche nelle sue dichiarazioni. Il Team Principal Frederic Vasseur non ha nascosto che la Ferrari debba ancora recuperare un gap dalla Mercedes, stimabile attorno al mezzo secondo medio. Dietro le quinte, però, il Cavallino sta spingendo con decisione sul fronte degli aggiornamenti per provare a ricucire quel distacco nel minor tempo possibile.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Dom Gibbons / Formula 1 via Getty Images
Al momento, buona parte del distacco sembra nascere soprattutto sui rettilinei, dove la Mercedes è più efficiente nelle velocità di punta. In parte ciò è dovuto al fatto che la Stella abbia trovato subito un’ottima comprensione di come sfruttare l’ibrido, anche nella sua interazione con il motore termico.
“Mi sembra che [il gap] sia soprattutto sui rettilinei. Sembra che quando aprono l’ala mobile facciano un passo enorme: è in quella fase che guadagnano davvero tanto, e non è facile da capire. Inoltre, sembrano avere un po’ più di deployment, quindi meno derating alla fine dei rettilinei rispetto ad alcuni di noi. Dobbiamo solo lavorare per capire come possiamo recuperare più energia dal nostro motore”.
Lavorando sui modelli di utilizzo della Power Unit si può intervenire in modo significativo e, come spesso accade all’inizio di un nuovo ciclo tecnico, i margini di miglioramento sono ampi. A Melbourne, la scarsa energia utilizzabile in qualifica, complice anche la natura del tracciato, ha messo ulteriormente in evidenza questo aspetto. Ad esempio, in Cina, al contrario, la FIA ha concesso ben 2 MJ in più rispetto a Melbourne.
Dall’altra parte, è anche vero che le strategie ibride di Ferrari e Mercedes, almeno per ora, sono molto diverse. La Rossa tende a ricorrere più spesso al lift and coast in fondo ai rettilinei per ricaricare la batteria, mentre la W17 preferisce un uso più marcato del super‑clipping. Questa scelta, però, richiede frenate più aggressive e quindi un telaio capace di garantire stabilità e precisione per sfruttare al massimo questa caratteristica.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Alex Bierens de Haan / Getty Images
“Non so se lo trovo strano, è semplicemente diverso. Il lift and coast è qualcosa che abbiamo già fatto in passato, ma la maggior parte delle volte serviva per risparmiare carburante o gomme. Adesso invece serve per ottimizzare l’energia lungo il giro. E da pista a pista cambierà. Quindi non è strano, è solo che in un giro di qualifica vorresti attaccare fino all’ultimo secondo, mentre oggi non è così”.
La Ferrari sta spingendo forte sul fronte degli sviluppi, e l’arrivo dell’ala “macarena”, già intravista nei test, ne è il primo esempio concreto. Si tratta di una versione rinforzata rispetto a quella provata in Bahrain e che, come ha ammesso lo stesso Lewis, in realtà non era prevista per le prime gare. È stato quindi fatto uno sforzo per anticipare i tempi e spedire alcune unità in Cina all’ultimo momento.
“Sono davvero grato al team per il lavoro fatto, perché in realtà l’aggiornamento sarebbe dovuto arrivare più avanti e invece hanno lavorato duramente per svilupparlo e portarlo qui. Per me è fantastico vedere che la squadra sta lottando, sta lavorando oltre il limite in fabbrica per riuscire a portare aggiornamenti”.
“Credo che dipenda davvero dallo sviluppo. Al momento il ritmo di sviluppo è piuttosto intenso per tutti, quindi sarà interessante vedere chi porterà aggiornamenti nelle prossime gare. Loro hanno un grande vantaggio: in qualifica si è visto, erano otto decimi o qualcosa del genere sul giro secco, e in gara penso fossero tra i quattro e i cinque decimi quando erano in aria pulita, un margine enorme. Noi cercheremo di recuperare, credo che possiamo farlo, ma non so se sia una certezza”.
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