F1 | Carburanti 2026: nei test si corre con soluzioni provvisorie
Problemi di costi e produzione rallentano l’introduzione delle nuove benzine sostenibili. A Barcellona molte squadre stanno utilizzando carburanti transitori, in attesa dei test in Bahrain.
Fusti di carburante fuori dal garage Ferrari
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
La reticenza davanti a qualsiasi richiesta di informazioni è sintomatica di quanto il tema “carburanti” sia estremamente sensibile. Le benzine sostenibili rappresentano una delle principali novità introdotte dal regolamento 2026, una sfida assoluta per i produttori iniziata tre anni fa e ormai giunta al momento della verità. Lo scorso anno si è parlato molto di questi carburanti soprattutto in relazione ai costi, stimati da qualche squadra in oltre dieci milioni di euro a stagione.
Nei test di Barcellona erano attesi al primo vero banco prova anche i nuovi carburanti, ma secondo informazioni emerse negli ultimi giorni sembra che nei serbatoi delle squadre ci sia qualcosa di diverso rispetto a ciò che verrà utilizzato nel debutto di Melbourne. Non è chiaro se tutti i team abbiano fatto le stesse scelte, ma è certo che in diverse squadre delle power unit siano alimentate da un carburante che rappresenta una sorta di via di mezzo tra le benzine utilizzate fino alla scorsa stagione, e quelle attese al via nel 2026.
Audi R26
Foto di: Audi
Si tratta di carburanti di origine fossile prodotti secondo il processo ISO 2025, pensati per riprodurre il più possibile le caratteristiche di quelli che saranno imposti a partire dal Gran Premio d’Australia. Le ragioni di questa scelta sono molteplici. In primo luogo, i costi, decisamente inferiori: si parla di circa dell’85% in meno rispetto al prezzo delle benzine sostenibili, un fattore che ha spinto diversi team a risparmiare dove possibile.
C’è poi una problematica legata alla produzione stessa dei nuovi carburanti, con cui si stanno confrontando i vari produttori (Petronas, Shell, BP e ExxonMobil). Non tutti sono alle prese con le stesse difficoltà, ma secondo quanto riferito da diversi addetti ai lavori, garantire l’approvvigionamento ai rispettivi team è tutt’altro che una formalità, sia per il processo di lavorazione che per le difficoltà nel reperire sul mercato alcune molecole.
Tutte le squadre testeranno il carburante 2026 nelle prove programmate in Bahrain, anche se nella maggior parte dei casi solo nella seconda sessione. Prima delle prove di Sakhir dovrebbe inoltre essere completata la procedura di omologazione dei carburanti. I tempi si sono allungati più del previsto per aspetti burocratici nonché per il completamento dell’iter di omologazione e certificazione.
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