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F1 | Caos Qatar: la FIA spiega le decisioni tardive e la penalità di Norris

La FIA ha spiegato perché non ha fatto uscire inizialmente la Safety Car per la rottura dello specchietto in pista al Gran Premio del Qatar, sottolineando che, generalmente, non si applica per pochi detriti fuori traiettoria. Inoltre, la Federazione ha riaffermato che la sanzione inflitta a Norris rientra nelle linee guida distribuite ai team.

Mercedes AMG Safety Car Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15, Lando Norris, McLaren MCL38

Il giorno dopo il Gran Premio del Qatar si è aperto con tanti dubbi in merito ad alcune scelte effettuate dalla direzione gara in momenti critici della gara, come ad esempio nella scelta di non rimuovere subito lo specchietto della vettura di Alex Albon rimasto fermo fuori dalla traiettoria ideale.

Infatti, è stato proprio quello specchietto, poi colpito da Valtteri Bottas nel tentativo di lasciarsi doppiare da Charles Leclerc, ad aver scatenato una serie di eventi che hanno cambiato il volto della gara in pochi giri. Sebbene Pirelli debba ancora svolgere tutte le sua analisi, è realistico che le due forature accusate da Carlos Sainz e Lewis Hamilton sia proprio dovute ai detriti sparsi sul rettilineo, che hanno poi spinto la Federazione a far entrare la vettura di sicurezza, quando ormai la situazione era già precipitata.

Inoltre, proprio quello specchietto è stata anche la causa che ha portato all’uscita delle doppie bandiere gialle con cui Lando Norris ha rimediato la penalità di uno stop&go di 10 secondi per non aver rallentato a sufficienza. Di per sé, anche McLaren ha confermato che la sanzione è corretta, dato che il britannico effettivamente non ha alzato il piede, ma ha anche sottolineato come sia inusuale che sia stata esposta e poi rimossa pochi secondi dopo nonostante lo specchietto fosse ancora in pista.

Episodi su cui la Federazione ha voluto date qualche dettaglio in più, spiegando il perché, ad esempio, non ha scelto di intervenire immediatamente con una Virtual Safety Car o una Safety Car per rimuovere in tempi brevi lo specchietto, ancor prima che poi Bottas lo colpisse mandandolo in frantumi.

Safety car Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Safety car Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Perché non è entrata prima la Safety Car

In un comunicato diffuso dall’organo di governo, infatti, la FIA ha sottolineato che, a loro avviso, non vi fosse un reale motivo per far entrare la vettura di sicurezza nel momento in cui lo specchietto era ancora integro: "La prassi normale prevede che la Safety Car non venga utilizzata in presenza di una piccola quantità di detriti e al di fuori della traiettoria ideale”, ha spiegato la Federazione.

In effetti, lo specchietto era fuori dalla traiettoria ideale, tanto che è stato colpito solo in occasione di un doppiaggio, anche se è importante sottolineare come ciò, in realtà, sarebbe potuto accadere anche durante un duello per conquistare o difendere una posizione. Quindi, il pericolo di una collisione con i detriti si sarebbe potuto protrarre per tutta la gara.

La Federazione ha spiegato che la Safety Car si è rivelata a loro avviso necessaria solo nel momento in cui Bottas ha colpito lo specchietto mandandolo in frantumi e spargendo i detriti anche sulla traiettoria ideale di gara. "L'ampia presenza di detriti dopo che una vettura ha colpito lo specchietto e le forature che si sono verificate poco dopo hanno costretto a prendere la decisione di chiamare in causa la Safety Car”.

"Una VSC non sarebbe stata una soluzione, in quanto le vetture rimangono sparpagliate e non c'è tempo sufficiente per un commissario per rimuovere i detriti", aggiunge poi la Federazione. In effetti, una volta che lo specchietto è andato in frantumi sparpagliando pezzi su una zona più ampia del rettilineo, si sono create due esigenze: da una parte dover ripulire, per l’appunto, un’area più estesa e, dall’altra, garantire la sicurezza dei commissari.

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Per la FIA è prassi mandare i commissari a ripulire la pista o rimuovere una vettura nel momento in cui il gruppo è compatto, in modo che vi sia il tempo per i marshall per agire senza incorrere in grandi rischi. In questo caso, inoltre, dato che i detriti erano anche sulla traiettoria ideale, è stato necessario chiudere l’allungo e far passare le vetture dai box alle spalle della Safety Car. Per questo, in questo caso specifico, la decisione di far intervenire la vettura di sicurezza e non la Virtual Safety Car è di fatto corretta.

Tuttavia, la FIA non ha spiegato il perché non sia stata chiamata in causa la Virtual Safety Car quando lo specchietto era ancora integro, date che vi sarebbero comunque stati dei lassi di tempo in cui far entrare i marshall e recuperare.

La Federazione ha però ammesso che gli eventi del Gran Premio del Qatar saranno esaminati in modo più approfondito e che si discuterà con i team per vedere se e come questi scenari possono essere migliorate in futuro. "La FIA rivede costantemente i suoi metodi e processi e analizzerà ulteriormente lo scenario specifico, discutendone con i team, per capire se in futuro sarà necessario adottare una linea d'azione diversa”, si legge nel comunicato.

C’è stato un guasto con le luci della Safety Car

Quello dello specchietto non è stato l’unico episodio per la FIA, perché altra confusione si è generata a causa di un guasto alle luci poste sulla Safety Car in vista della ripartenza. Infatti, sebbene la direzione gara comunichi con i team dando informazioni che poi vengono girate ai piloti, quest’ultimi in realtà si basano anche sulle luci poste proprio sulla vettura di sicurezza.

Mercedes AMG Safety Car Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Mercedes AMG Safety Car Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

A seconda del comportamento delle luci, un pilota può sapere se la Safety Car rientrerà alla fine del giro e quando può iniziare a prendere spazio. Nella gara di ieri, però, vi è stato un problema proprio con le luci della vettura di sicurezza, che ha mandato in confusione Max Verstappen: se da una parte via radio gli era stato detto che la Safety Car sarebbe rientrata ai box alla fine del giro, dall’altra parte il fatto che la vettura di sicurezza indicasse altro ha generato dei dubbio, lasciandolo così esposto a un attacco da parte di Lando Norris.

In riferimento al malfunzionamento delle luci, la FIA ha sottolineato che, ad ogni modo, tutti i team erano comunque stati avvisati con una comunicazione: “Tutte le squadre sono state avvertite che la Safety Car sarebbe rientrata, quindi la ripartenza si è svolta in modo normale. Mentre la ragione del malfunzionamento è stata identificata e riparata e, per prudenza, la Safety car è stata sostituita in tempo per il suo terzo intervento."

La penalità a Norris rientra nelle linee guida

Un altro punto di discussione dopo la gara è stata l'entità della penalità inflitta a Norris per aver ignorato le bandiere gialle esposte per lo specchietto rimasto fuori dalla linea ideale. Come ha anche suggerito la stessa McLaren, il motivo della sanzione è corretta, dato che il britannico non ha rallentato in quel tratto di pista, ma l’entità della penalità, uno stop&go di dieci secondi, è stata ritenuta sproporzionata rispetto all’infrazione commessa.

Lando Norris, McLaren MCL38

Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Tuttavia, in realtà non si tratta di una novità. La FIA è sempre stata molto attenta sulle questioni relative alla sicurezza, tanto che, ad esempio, in qualifica un giro con doppie bandiere gialle viene direttamente cancellato per evitare dubbi. Il tipo di sanzione applicata era ben specificata nelle linee guida che sono state diffuse ai team prima dell’inizio della stagione e rispecchia anche precedenti penalità applicate per lo stesso mtivo.

Ad esempio, nel 2021 Nicholas Latifi e Nikita Mazepin furono penalizzati con uno stop&go (convertito in 30 secondi post-gara) durante il GP d’Austria per lo stesso motivo e, tornando ancora più indietro, anche Kimi Raikkonen nel 2017 in Belgio subì una sanzione simile.

Di fatto, si tratta di una penalità standard, sicuramente importante, ma la Federazione ha sempre mantenuto una linea molto chiara sulle questioni relative alle penalità per motivi di sicurezza: "La sanzione era conforme alle linee guida per le penalità distribuite ai team il 19 febbraio 2024. Una doppia infrazione di bandiera gialla è considerata una grave compromissione della sicurezza, motivo per cui tali infrazioni comportano una sanzione così severa", viene spiegato nel comunicato.

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