F1 | Cambia la regola FIA sulle ali flessibili davanti: chi ci perderà di più?
Con il GP di Spagna, mono GP stagionale, la Federazione Internazionale introduce la direttiva tecnica che nelle verifiche statiche impone maggiori limiti nelle deflessioni dell'ala anteriore. Il paddock si domanda se ci saranno variazioni nei valori in campo. La Ferrari è convinta di guadagnare sulla McLaren, ma a Woking sono poco preoccupati.
Dettaglio tecnico McLaren
Foto di: Bernd Erlhof / circuitpics.de
Dalle parole ai fatti. Finalmente arriva il GP di Spagna e si capirà quale impatto avrà la normativa della FIA che riduce sensibilmente la flessibilità delle ali anteriori con verifiche statiche più stringenti. Il provvedimento era stato deciso poco prima del debutto stagionale in Australia, dove era scattata una misura che riguardava le ali posteriori, e le squadre hanno avuto tutto il tempo per prepararsi a questo... salto indietro.
La decisione, condivisa con i team, di ritardare l’introduzione della nuova regola aveva logiche economiche legate al budget cap: le squadre sono impegnatissime nella progettazione delle monoposto 2026 e aveva senso inserire la modifica normativa a stagione in corso quando nei piani di sviluppo tutti o quasi avrebbero portato un’evoluzione dell’ala anteriore.
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Foto di: Bernd Erlhof / circuitpics.de
Molti pensano che la deflessione avvenga soprattutto sui due flap che vediamo piegarsi in televisione, mentre gli aerodinamici sono arrivati a definire in movimento delle deformazioni programmate che toccano il profilo principale e il secondo elemento, oltre alla paratia laterale.
Ragionando in questi termini diventa più facile pensare che gli ingegneri abbiamo avuto il tempo per studiare delle soluzioni che consentano di drenare la perdita di prestazione dell’ala anteriore.
La norma in sé è molto semplice: la FIA riduce la flessione statica dell’ala, misurata con una forza di 100 N, da 15 a 10 mm. L’applicazione del carico viene fatta a 800 mm dalla linea di mezzeria della monoposto.
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Foto di: Giorgio Piola
Teoricamente si chiede una rigidezza del 30%, ma in realtà è che il movimento non deve eccede i 10 mm in uno specifico punto, ma se si riesce a ricostruire deformazioni più complesse che superano, comunque, le verifiche tecniche, l’ala sarebbe perfettamente legale.
L’ala flessibile è utile perché alle basse velocità assicura il massimo carico aerodinamica, mentre nei tratti veloci riduce con la deflessione degli elementi la resistenza all’avanzamento, consentendo velocità massime più alte. Il tema è interessante: basterà aspettare le prove libere del venerdì per avere le prime risposte e scopriremo se ci sarà chi dovrà spendere altre risorse per mettersi in pari...
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