F1 | Cadillac: un telaio sperimentale già sottoposto a crash test
La squadra americana non sta perdendo tempo in vista del debutto nel 2026 con le nuove regole: l'attività motoristica è stata incentivata dall'acquisto di banchi prova acquistati dagli specialisti della AvL. Lo staff tecnico capeggiato da Nick Chester ha crashato una scocca con vincoli di peso superiori agli obiettivi di progetto.
Cadillac F1
Foto di: FIA
In un evento privato tenutosi a Miami, il Cadillac F1 Team ha presentato in vero stile USA il logo del team davanti ad un nutrito gruppo di invitati che includeva i vertici della squadra, potenziali sponsor e tanti vip. Dietro l’accattivante facciata c’è un progetto che sta prendendo forma in una vera e propria corsa contro il tempo. Sono trascorsi oltre due anni dalla prima richiesta ufficiale presentata per entrare in Formula 1 dal team Andretti Global, e da allora di acqua sotto il ponte immaginario che collega Europa e Stati Uniti ne è passata parecchia.
Le vicende che hanno preceduto l’ingresso in Formula 1 della General Motors (che utilizzerà il brand Cadillac) sono state spinose, arrivando anche a coinvolgere il Congresso degli Stati Uniti, ed in un clima del genere gli investitori sono stati obbligati a mettere il programma in stand-by, una lunga attesa terminata lo scorso 7 marzo, data in cui si è acceso il semaforo verde.
Da quel momento l’attività è diventata frenetica, i finanziatori del programma (Mark Walter e Dan Towriss) in precedenza si erano esposti accollandosi i costi per l’allestimento della sede di Silverstone dove saranno svolte le attività di engineering della monoposto, ma senza poter dare a tutte i vari programmi di lavoro. Senza l’okay finale semplicemente non era possibile farlo.
Pat Symonds e Graeme Lowdon, dt e team principal di Cadillac Formula 1 Team
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Ora nel paddock si sussurra che per risparmiare tempo i responsabili del progetto stiano pensando di attingere a piene mani da fornitori esterni. La partnership con Ferrari garantirà oltre alla fornitura della power unit anche la scatola del cambio e le sospensioni posteriori, mentre lo sviluppo aerodinamico è già iniziato nella galleria del vento Toyota a Colonia.
Le indiscrezioni di una partnership con Dallara sono insistenti (i rumors indicano una collaborazione per la realizzazione del telaio) ma allo stesso tempo nel weekend di Miami si è appreso che la squadra ha già costruito una scocca utilizzata per verifiche di crash test, prove che sarebbero state superate ma con un telaio ben oltre l’obiettivo di peso fissato dagli ingegneri.
Secondo fonti vicine alla squadra l’organigramma finale del team prevede circa 600 dipendenti, al momento ne sono operativi circa la metà (sotto la guida di Nick Chester) a causa anche del gardening che diverse figure provenienti da altre squadre stanno scontando.
Parallelamente ha preso il via anche il progetto power unit che debutterà nel 2029. In questo caso tutto il lavoro è svolto negli Stati Uniti, nel quartier generale di Charlotte che accoglie i programmi sportivi di General Motors. I lavori sono iniziati con la realizzazione di un’unità monocilindrica, primo passo di un V6 che dovrebbe essere pronto nel mese di settembre, ma sempre con l’orecchio teso verso eventuali cambi di rotta della FIA.
Gli ingenti investimenti richiesti per il progetto non possono correre il rischio di essere gettati al vento da nuove decisioni da parte della Federazione Internazionale, motivo per cui negli ultimi mesi i lavori sono proseguiti a ritmo ridotto. Ora i dubbi sembrano essere stati messi da parte, la conferma arriva anche da un massiccio ordine di banchi prova commissionato all’azienda austriaca specialista del settore AVL.
Gli investimenti e l’attività di progettazione dovranno rispettare i limiti di budget imposti dal regolamento power unit, ovvero, nei primi tre anni la spesa massima è fissata in 210 milioni di dollari, che si allineerà agli altri motoristi a partire dal primo anno di attività in pista.
Anche se non ritenuta una delle voci più urgenti, in casa Cadillac sono iniziate le consultazioni sul mercato piloti. Dai primi movimenti si deduce come la squadra stia valutando candidati con esperienza, è probabile che nello scenario di un progetto completamente nuovo si voglia evitare la figura di esordienti. Anche per questo motivo la candidatura iniziale di Colton Herta ha perso peso, il pilota statunitense dovrebbe inoltre attendere la fine del campionato Indycar (ultimo weekend di agosto) per avere la certezza di poter ottenere la superlicenza.
A Miami si è parlato molto di Sergio Perez, con tanto di indiscrezione che dava per certa la presenza del messicano nell’evento tenutosi il sabato sera. L’unico pilota realmente presente all’evento è stato Mick Schumacher (che spera di avere un’opportunità) ma Perez resta comunque il primo nome sulla lista.
Insieme a ‘Checo’ sull’agenda del team principal Graeme Lowdon ci sono Zhou Guanyu, Valtteri Bottas e Felipe Drugovich, il quale pur non avendo mai disputato un Gran Premio, è ritenuto un pilota con una buona conoscenza del mondo Formula 1.
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