F1 | Cadillac, la sua PU confermata per il 2029: l'identità conta più della strategia
Cadillac continua a voler realizzare la propria power unit per il 2029. Questo porterebbe a usarla al massimo un paio d'anni, ma alla Casa statunitense interessa lo status di team ufficiale più che una gestione oculata delle risorse. Almeno in questo momento.
Sergio Perez, Cadillac Racing
Foto di: Glenn Dunbar / LAT Images via Getty Images
L'emozione dell'esordio in Formula 1 resterà scolpita per sempre in Cadillac e in tutti gli uomini che hanno reso realtà questo sogno. La monoposto statunitense, realizzata sotto i dettami del regolamento tecnico 2026, ha fatto i primi chilometri allo Shakedown di Barcellona e nel primo test pre-stagionale di Sakhir, in Bahrain. Ma la Casa a stelle e strisce sta già guardando al futuro.
Mentre il team dovrà evolvere la vettura, che quest'anno sarà affidata agli esperti Sergio Perez e Valtteri Bottas, Cadillac continua a costruire il suo progetto e cerca di tenere fede ai suoi obiettivi a breve-medio termine.
Tra questi c'è la realizzazione di una power unit fatta da zero e che continua a essere fissata per il 2029. A confermare questo piano è stato Dan Towriss, amministratore delegato della Casa americana.
"Perché fare un nostro motore per il 2029? E' una gran bella domanda. Come ho detto, stiamo seguendo in modo approfondito tutte le conversazioni sui prossimi regolamenti e lo stiamo facendo molto da vicino. E' possibile che le regole possano cambiare prima del 2031, ma è anche possibile che non cambino".
"Indipendentemente dalle risorse e dai finanzialmenti, pensiamo che sia importante vedere un propulsore Cadillac sulla griglia di partenza il prima possibile. E' questo è davvero l'obiettivo principale dal mio punto di vista. Se ci sono modi per accelerare il processo, lo faremo. Ma al momento l'obiettivo rimane il 2029".
Oggi Cadillac corre con la power unit Ferrari, in attesa di realizzare la propria. Considerando i tempi necessari per fabbricarne una propria, verrebbe naturale pensare che il sodalizio con Maranello possa durare sino al termine dell'attuale regolamento tecnico, per poi vedere Cadillac realizzare il primo proprio motore per la prossima era della Formula 1. Stiamo parlando del 2031, quando, a oggi, dovrebbe essere introdotto il nuovo regolamento. Ma è chiaro da alcuni mesi che le tempistiche potrebbero essere più rapide. Questo indurrebbe tutti i team coinvolti ad affrettare la preparazione di nuovi motori (si parla di V8), abbandonando quindi quelli attuali.
Valtteri Bottas, Cadillac Racing
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Nonostante la situazione appena descritta, l'obiettivo del marchio di proprietà di General Motors è quella di completare la propria identità di team ufficiale il prima possibile, evitando di navigare nel limbo in cui si trova da quest'anno Alpine (che corre con la power unit Mercedes, ma per scelta e non per necessità).
Non una questione d'orgoglio, ma di identità. Cadillac vuole essere... Cadillac dal primo all'ultimo bullone. Già quest'anno, infatti, ha scelto di fare a meno di diverse componenti del retrotreno della SF-26 per affermare già la propria identità ed essere libera di fare le proprie scelte. Il cambio, per esempio, ha solo gli ingranaggi forniti da Maranello. Mentre la scatola è stata realizzata in casa per avere i propri attacchi delle sospensioni e le proprie geometrie.
Pat Symonds, executive engineering consultant di Cadillac, ha confermato tutto questo nel corso dei test del Bahrain conclusi solo poche ore fa.
"Penso che, andando oltre, la cosa che forse abbiamo fatto in modo leggermente diverso rispetto all'ultima nuova squadra che è entrata in scena è che crediamo fermamente nel fatto che dovremmo essere noi a decidere il nostro destino e che siamo una squadra ufficiale, stiamo diventando una squadra ufficiale. Quindi penso che, guardando la nostra vettura, si possa notare che non abbiamo semplicemente acquistato tutti i componenti disponibili".
"Ovviamente non abbiamo montato un motore Cadillac, anche se il programma relativo a questo motore sta procedendo molto bene. Abbiamo deciso che, dato che avremmo utilizzato il motore Ferrari, avremmo montato anche il cambio Ferrari, ma non abbiamo montato l'intero retrotreno come hanno fatto altri. Abbiamo ritenuto che fosse necessario realizzare il nostro supporto del cambio, la nostra sospensione posteriore, eccetera".
"Quindi, anche se ci sono una serie di parti che si possono ancora prendere in modo del tutto legale, abbiamo scelto di non farlo perché, come ho detto, penso che essere responsabili del proprio destino e comprendere la filosofia alla base del proprio progetto sia molto, molto importante se si vuole progredire. È difficile migliorare il progetto filosofico di qualcun altro se non si comprendono tutte le sfumature che lo accompagnano".
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments