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F1 | Brown: "Ok a nuovi team, ma solo con il giusto compenso economico"

Per Zak Brown non c'è motivo per cui la Formula 1 non possa espandere la griglia di partenza, a patto che i nuovi team soddisfano i criteri richiesti pagando una giusta quota d'ingresso che vada a compensare la diminuzione dei premi per le altre squadre. Se ne discuterà nella prossima F1 Commission.

Toto Wolff, Team Principal e CEO, Mercedes AMG, Zak Brown, CEO, McLaren Racing, Mattia Binotto, Team Principal, Ferrari

All'inizio del mese, la FIA ha annunciato di aver lanciato un appello di manifestazione di interesse per potenziali nuovi team in Formula 1, con l'obiettivo di espandere la griglia a 11 o 12 squadre già nel 2025. 

Andretti Global è attualmente la squadra che più di tutte sta cercando di entrare a far parte della griglia di F1 in un prossimo futuro, assicurandosi anche una partnership con il gigante automobilistico statunitense General Motors. 

Ma la reazione delle scuderie esistenti e della stessa F1 ai piani di Andretti e al potenziale ampliamento della griglia è stata tiepida, tra le preoccupazioni in merito l'impatto sui pagamenti dei premi in denaro e alla stabilità dell'attuale schieramento.

Anche se ogni nuovo team dovrebbe pagare una tassa di diluizione di 200 milioni di dollari, la quale verrebbe divisa tra le squadre esistenti per compensare la diminuzione dei premi distribuiti dalla Formula 1, si teme che questa cifra risulti essere troppo bassa.

L'argomento sarà discusso nella riunione della F1 Commission della prossima settimana e si pensa che alcune squadre vogliano almeno triplicare la cifra nell'ambito del prossimo accordo.

L'amministratore delegato della McLaren Racing, Zak Brown, ha definito la General Motors un "incredibile costruttore automobilistico" e ha sottolineato la storia di Andretti nel mondo del motorsport.

Brown ha dichiarato che sarebbe felice di vedere la griglia di partenza ampliarsi, a patto che i nuovi team possano essere vantaggiosi per la F1 nel suo complesso.

Michael Andretti

Michael Andretti

Foto di: Mark Sutton

"Il nostro punto di vista è che se un team aggiunge qualcosa allo sport, che si tratti di un undicesimo team e/o di un dodicesimo team, se può contribuire a rendere la torta più grande, a far crescere la consapevolezza e a far sì che tutti noi otteniamo più sponsor, più accordi con i media, e che paghino una tassa di franchising equa, come avviene in tutti gli sport, allora non vedo alcun motivo per cui non possano entrare", ha dichiarato Brown a Motorsport.com.

"In ultima analisi, spetta alla FIA e alla Formula 1 stabilire se le squadre soddisfano tutti questi criteri. Ma se così fosse, ben venga la possibilità di gareggiare contro di loro".

Il mese scorso, il responsabile di Andretti Global, Michael Andretti, aveva attaccato i team esistenti per aver dimostrato "avidità" nella loro risposta ai suoi piani. Un commento che l'amministratore delegato della F1, Stefano Domenicali, ha recentemente dichiarato di ritenere "non intelligente".

 

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Il Team Principal della Haas, Gunther Steiner, ha dichiarato la scorsa settimana di non vedere "alcun vantaggio" e "solo rischi" nell'eventuale ampliamento della griglia, sottolineando come la stabilità trovata attualmente rappresenti un punto importante. 

Ma Brown ha detto di non essere sorpreso dalla reazione delle altre squadre, affermando: "Ho riscontrato che alcuni team di Formula 1 sono molto miopi e non hanno una visione a lungo termine di ciò che può far crescere lo sport e pensano solo al presente".

"Purtroppo non mi sorprende che alcuni dei nostri concorrenti siano piuttosto miopi nel loro modo di pensare", ha aggiunto il CEO McLaren.

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