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F1 | Briatore fissa l’obiettivo Alpine: “Essere tra i primi sei o sette ogni gara nel 2026”

Dopo un 2025 chiuso all’ultimo posto, il team ha rinunciato allo sviluppo della A525 per anticipare il progetto 2026. Briatore: “Abbiamo avuto mesi di vantaggio sugli altri”.

Flavio Briatore, Alpine Team Principal

Flavio Briatore, Alpine Team Principal

Foto di: Jayce Illman / Getty Images

Flavio Briatore non ha problemi quando si tratta di lanciare messaggi chiari. Il primo, probabilmente il più importante, riguarda l’obiettivo che Alpine dovrà raggiungere nel 2026: “Potrò dire che avremo fatto un buon lavoro se arriveremo nei primi sei o sette ogni gara”. Un salto notevole per un team che ha chiuso il mondiale 2025 all’ultimo posto, ma Briatore ha spiegato su cosa si basa il suo ottimismo: l’aver iniziato lo sviluppo del progetto 2026 già il 2 gennaio dello scorso anno, rinunciando del tutto allo sviluppo della A525.

“Con la power unit dello scorso anno avevamo un gap di potenza tra i tre e i quattro decimi e, se guardiamo i margini della mondiale 2025, in quattro decimi c’erano quattordici macchine. Non aveva molto senso spendere energie per sviluppare la monoposto, a quel punto ho deciso che sarebbe stato meglio mangiare un po' di merda, anche se a volta è stato un po' troppo. Ma siamo andati avanti, abbiamo rinunciato allo sviluppo della A525 puntando tutto sul progetto 2026. Oggi possiamo contare su una buona power unit e abbiamo messo insieme un gruppo diverso di persone che lavorano in sede”.

“La nostra opportunità – ha proseguito Briatore – era iniziare a sviluppare la monoposto 2026 molto prima dei nostri avversari, e credo che su questo fronte abbiamo avuto tre o quattro mesi di vantaggio. Quest’anno poi nessuno potrà più tirare in ballo il gap legato alla power unit o al cambio. Ora tocca ai nostri ingegneri, dobbiamo mettere insieme il tutto per integrare l'aerodinamica nella vettura e mettere i piloti nelle migliori condizioni. Ma almeno abbiamo due problemi di cui non dobbiamo più preoccuparci: il motore e il cambio”.

Alpine 2026

Alpine 2026

Foto di: Alpine

Una prima buona notizia è arrivata dal filming day completato dalla A526 a Silverstone. “Abbiamo percorso meno chilometri di quelli disponibili a causa dell'aquaplaning, 140 in tutto perché in alcuni punti c'erano dieci centimetri d'acqua! La Mercedes è stata molto più fortunata di noi con il meteo, ma posso dire che per la prima volta nella mia lunga esperienza in Formula 1 la macchina è partita e ha girato senza alcun problema. Di solito c’è sempre qualche noia legata all’olio o alle temperature, invece in radio erano tutti silenziosi. Una buona notizia”.

Ai tecnici di Enstone è stato fornito il materiale tecnico necessario per centrare gli obiettivi, ma i risultati passeranno anche dal rendimento dei piloti. Su Pierre Gasly, reduce da un 2025 molto positivo, c’è meno pressione, mentre per Franco Colapinto la stagione che sta per iniziare sarà un passaggio cruciale. “Ogni pilota ha un ruolo comparabile a quello di un amministratore delegato: nel nostro caso è colui che mette a frutto il lavoro di mille persone. Dietro al pilota ci sono centinaia di tecnici che lavorano giorno e notte per rendere la vettura competitiva, e il loro stipendio non quello del pilota. Dobbiamo rispettare le persone che lavorano sodo”.

“Ciò che ti aspetti dal pilota – ha concluso Briatore - è che faccia il miglior lavoro possibile. Franco l'anno scorso era alla sua prima vera stagione in Formula 1, ed è arrivato da noi con tante aspettative che non sono state gestite nel modo migliore. Quest'anno lo vedo più maturo, non è più il ragazzino del 2025, abbiamo trascorso molto tempo con lui quest'inverno. La scorsa stagione il suo problema principale è stata la qualifica, perché in gara era veloce quanto Pierre. Ha solo bisogno di sfruttare il talento senza farsi condizionare dall’emotività, ma come ho detto, sta crescendo. È stato molto bravo nel lavoro di preparazione in sede, si è impegnato davvero tanto al simulatore. Posso dire che abbiamo fatto tutto il possibile, ora vedremo cosa dirà la pista”.

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