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Intervista

F1 | Brawn: "La F1 non abbia paura di ridurre l'uso del DRS"

Ross Brawn si è schierato contro l'attuale utilizzo del DRS che rende i sorpassi troppo semplici e vorrebbe che l'ala mobile fosse utilizzata solo per consentire a chi segue di avvicinarsi alla vettura che precede.

Sergio Perez, Red Bull Racing RB18, Mick Schumacher, Haas VF-22

Dopo che i responsabili della Formula 1 hanno avuto una stagione completa per comprendere appieno l'impatto della nuova generazione di monoposto ad effetto suolo, adesso è giunto il momento di concentrarsi sulla messa a punto di alcuni elementi del regolamento.

Un aspetto che ha dato fastidio a molti nel 2022 è stata la facilità con cui i piloti riuscivano a superare le altre vetture una volta entrati nel raggio d'azione del DRS.

In diversi circuiti i sorpassi diventavano quasi inevitabili una volta che un pilota riusciva a stare entro il secondo di ritardo attivando così l’ala mobile.

Questa situazione potrebbe peggiorare ulteriormente l'anno prossimo, quando la F1 sperimenterà nelle gare sprint la possibilità di utilizzare il DRS dopo il giro di partenza anziché dopo due giri come avviene attualmente.

Brawn, che presto lascerà il suo ruolo di direttore generale della F1, ha ammesso che questo fastidio per i sorpassi estremamente semplici grazie al DRS è condiviso tanto dagli organizzatori quanto dagli spettatori.

"L'unica cosa che sappiamo è che i tifosi non amano il concetto di arrivare sul rettilineo, aprire il DRS, sorpassare e fare il vuoto. Non amano tutto questo", ha detto a Motorsport.com in un'intervista esclusiva.

"Penso che in un mondo ideale il DRS dovrebbe essere usato solo per arrivare alle spalle di qualcuno in modo da poter sferrare un attacco decente".

Secondo Brawn una delle idee chiave da promuovere è quella di utilizzare le zone DRS come luoghi in cui i piloti possano avvicinarsi alle auto che li precedono, anziché zone dove effettuare un sorpasso immediato.

Valtteri Bottas, Alfa Romeo C42

Valtteri Bottas, Alfa Romeo C42

Photo by: Alfa Romeo

L’esempio di Melbourne, dove quest'anno c’à stata una polemica per l'eliminazione di una delle zone DRS, lo dimostra concretamente.

"Se ricordate, avevano quattro zone DRS e qualcuno è riuscito a convincerli a toglierne una. Questo è stato molto fastidioso", ha detto Brawn. "Le zone DRS non servivano per sorpassare, ma per mettersi alle spalle di qualcuno e poterlo attaccare nella parte successiva del tracciato".

Poi ha aggiunto: "Penso che non dovremmo avere paura di ridurre il DRS in posti come Monza, perché sembra ormai scontato dire: 'mi metto alle spalle, premo il pulsante e sorpasso'. È diventato quasi un rituale, no?

"Non dovremmo avere paura di ridurre l'uso del DRS quando questo si dimostra chiaramente troppo potente".

Anche se la F1 spera che un giorno le auto possano fare a meno dell’ala mobile, cosa che potrebbe accadere con l'aerodinamica attiva a partire dal 2026, Brawn sostiene che per ora il DRS è indispensabile.

"Penso che il DRS sia uno strumento utile quando vogliamo che le auto si trovino dietro a un'altra e che siano in grado di affiancarsi in curva e di lottare ruota a ruota", ha detto.

"Quello che serve è un utilizzo giudizioso del DRS. Sarà ancora uno strumento che dovremo utilizzare, ma forse con l'aerodinamica attiva le cose cambieranno".

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