F1 | Brasile, il nuovo asfalto è più scuro: ecco come inciderà sul degrado
La Formula 1 arriva a San Paolo con la prima incognita del weekend, ovvero il nuovo asfalto. Seocndo i primi dati, in alcune curve potrebbe esservi un miglioramento dell'aderenza, ma vi è un elemento che non si può trascurare, ovvero il colore, più scuro rispetto al passato. Ciò significa che la pista assorbe più calore e che il degrado aumenterà.
Il Gran Premio del Brasile di questo fine settimana potrebbe riservare qualche incognità più del solito per i team e per Pirelli. Mentre il disegno del tracciato è rimasto invariato rispetto agli anni precedenti, ciò che è diverso è l'asfalto, che è stato completamente riasfaltato rispetto all'evento dello scorso anno.
I tracciati nuovi o riasfaltati aggiungono un enorme grado di incertezza ai gran premi, poiché i team non sono mai sicuri dell'impatto che può avere sui livelli di aderenza. In passato, in alcuni circuiti (il più famoso è quello della Turchia nel 2020), se la pista non è stata trattata in modo appropriato, può provocare un enorme calo dell'aderenza e causare enormi problemi a piloti e team.
All'estremo opposto, una nuova superficie che offre una discreta aderenza ma che non è stata gommata può far scivolare le auto, con un impatto negativo sul degrado dei pneumatici. È difficile stabilire con certezza quali saranno i risultati del Brasile: la risposta definitiva arriverà solo dopo la prima sessione di prove, quando i piloti scenderanno in pista per la prima volta.
Come ha detto Esteban Ocon: "Questo fine settimana ci aspettano nuove sfide, un sacco di incognite per tutti, guardando come è l'asfalto e il degrado. Come può essere e il livello di aderenza? Non lo sappiamo".
Set di pneumatici Pirelli medi e duri utilizzati dalla McLaren
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
Cosa dicono i primi dati
Ci sono però alcuni primi segnali su cosa aspettarsi, che fanno pensare a un weekend di F1 particolarmente emozionante. Le prime analisi effettuate dagli ingegneri Pirelli sulla superficie del Brasile mostrano che non ci sono grossi campanelli d'allarme per quanto riguarda l'aderenza offerta. Secondo quanto appreso da Motorsport.com, la micro-rugosità della superficie di Interlagos mostra un calo del 46% rispetto allo scorso anno, mentre la macro-rugosità indica un calo del 30%.
Ciò indicherebbe che la pista offre in teoria meno aderenza rispetto all'anno scorso, il che potrebbe comportare un maggiore scivolamento e, di conseguenza, un aumento delle temperature degli pneumatici e un maggiore degrado. Ma un'analisi più approfondita dei livelli complessivi di aderenza, basata sull'interazione chimica tra pista e pneumatico, ha dimostrato che la situazione non è troppo diversa da quella degli anni precedenti.
Il Brasile non è tradizionalmente un luogo che offre molto grip, e alcuni dati raccolti in vista del fine settimana suggeriscono che alcune curve potrebbero addirittura essere migliori rispetto al passato in termini di aderenza.
George Russell, Mercedes F1 W14, Sergio Perez, Red Bull Racing RB19, Lance Stroll, Aston Martin AMR23
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
La superficie più scura
Questa prima analisi indica che la nuova superficie forse non dovrebbe alterare più di tanto i valori. Tuttavia, c'è un altro elemento interessante che è emerso e che potrebbe avere il maggiore impatto sull'esito della gara: il colore del nuovo asfalto.
La nuova superficie è molto scura e ciò significa che assorbirà la temperatura del sole molto più della vecchia superficie sbiadita utilizzata fino all'anno scorso. Le prime analisi di Pirelli sulla variazione di temperatura della superficie della pista hanno già fatto presagire che la situazione sarà piuttosto drammatica, e nel primo pomeriggio di giovedì si era già registrata un'oscillazione verso i 60°.
Le temperature più elevate della pista hanno un impatto diretto sulle temperature degli pneumatici e possono contribuire ad amplificare il degrado termico, rendendo più difficile gestire le gomme. Le temperature più elevate potrebbero quindi costringere i team a orientarsi verso le mescole più dure sia per lo sprint che per il gran premio, ma questa scelta è ulteriormente complicata dal fatto che ogni team abbia un numero limitato di set per l'intero weekend.
Lewis Hamilton, Mercedes F1 W14, precede Valtteri Bottas, Alfa Romeo C43
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
Innanzitutto, Pirelli ha scelto di portare gomme un step più morbide rispetto allo scorso anno, quindi la soft 2023 è la media del 2024. In secondo luogo, essendo il Brasile un weekend sprint, l'assegnazione degli pneumatici è diversa, con due set di dure, quattro set di medie e sei set di morbide a disposizione di ogni pilota. È probabile che le soft 2024 non siano adatte per la gara e che, quindi, potrebbero essere adatte solo alle qualifiche.
Ciò significa che i team dovranno gestire con molta attenzione la distribuzione degli pneumatici tra la gara sprint e il gran premio della domenica, sapendo bene che non possono effettuare la scelta sbagliata, perché significherebbe sacrificare una delle due gare. Quello che i team dovranno capire subito dalle prove è se la gomma media sarà in grado di resistere tutti i 24 giri della sprint. L'anno scorso questo pneumatico (che nel 2023 era la soft) ha retto bene, ma se il degrado dovesse peggiorare le cose potrebbero complicarsi.
Se la gomma media dovesse subire un degrado ancora più elevato, allora per chi tendenzialmente consuma maggiormente gli pneumatici, potrebbe pagare questo aspetto a caro prezzo. Se le squadre dovessero correre con le dure nella sprint, allora rimarrebbero a corto di gomme per il Gran Premio, per cui la giornata di sabato potrebbe essere particolarmente intrigante. Tutto questo significa un weekend di gara particolarmente complicato, in cui la pioggia potrebbe aggiungere ulteriore incertezza.
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