F1 | Bono: "Kimi ha quel talento naturale in più che ho visto in Lewis e Schumacher"
L'ingegnere di pista di Andrea Kimi Antonelli racconta le emozioni provate per il primo successo in F1 di Andrea Kimi, ma anche la condivisione del podio con Hamilton. Poi l'investitura all'italiano: "Ha quei due decimi in più che hanno i campioni".
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Lo ha visto arrivare, sbagliare. Esordire e stupire. Poi sbagliare ancora, andare in difficoltà. Lo ha visto fare passo dopo passo e riprendersi. Lo ha visto crescere e maturare e, infine, lo ha visto e accompagnato a vincere. Peter Bonnington, per tutti "Bono", oggi festeggia la prima vittoria in Formula 1 del 'suo' pilota, Andrea Kimi Antonelli.
Una vittoria che, in realtà, sembrava già nell'aria da inizio stagione. La Mercedes W17 è la macchina di riferimento e ha margine su tutte le altre, ma un conto è sapere di poterlo fare, un altro è farlo. E Antonelli, oggi, ce l'ha fatta.
Una vittoria importante per diversi motivi. Perché arriva a una settimana dall'incidente delle Libere 3 in Australia, ma anche dopo il secondo posto dietro a George Russell. In questo weekend, Antonelli è stato praticamente perfetto. E' riuscito a mettere tutto assieme e a portare a casa quella vittoria che potrebbe sbloccarlo a livello di autostima e sicurezza.
Intanto, alla fine del podio, Bono ha rilasciato le prime dichiarazioni sulle emozioni provate una volta visto Kimi tagliare il traguardo del Gran Premio di Cina.
"Non ero proprio in lacrime, ma ero sollevato. Ero davvero sollevato. Mi ha fatto prendere un bello spavento quel bloccaggio, era il terzultimo giro. Ho pensato: 'Dai, davvero? Ma per favore...'. Però sì, è stato bello. Ma non ci si può montare la testa".
Non potevano mancare parole al miele anche per il suo ex pilota, quell'Hamilton che oggi ha centrato il primo podio con la Ferrari: "Questo podio è stato piuttosto bello. Non posso lamentarmi. Vedere Lewis lì con Kimi... E' stato un momento incredibile. E' uno di quelli che custodirò con affetto. Sembra quasi una reunion di una band. Non proprio perà la stessa band. Non so, non so quale sia la giusta analogia, però sì, è davvero molto bello e toccante. E Lewis è sempre un grande sportivo".
"Il lavoro con Kimi è completamente diverso rispetto a Lewis. Come il giorno e la notte. Con Lewis sapevo cosa stava pensando. Sapevo che non aveva bisogno che gli dicessi certe cose. Con Kimi invece all’inizio era più una questione di: non so cosa lui non sappia. Quindi ho dovuto ricordarmi di un sacco di cose che ormai davo per scontate, ed è stato anche un buon processo per me stesso. Ma sì, Kimi porta un’energia completamente diversa. È ovviamente ancora molto giovane, ma pieno di energia, gli piace molto unire il team nel box. Sì, è sempre lì a fare scherzi, ma allo stesso tempo sa quando è il momento di concentrarsi e lavorare duro".
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: James Sutton / Formula 1 / Formula Motorsport Ltd via Getty Images
"Penso che con Kimi lui riponga molta fiducia in me, perché io ho l’esperienza e lui ha la giovinezza. Quindi lavoriamo in modo diverso. In un certo senso gli sto insegnando, passo dopo passo, il processo per diventare campioni. E lui ha appena completato il primo passo. Quindi sì, dobbiamo semplicemente continuare a lavorare, poco alla volta".
Infine, l'investitura che fa capire molto di più chi sia Antonelli pilota. Bono, che ha sempre tutti i suoi dati sotto mano, lo racconta in un modo che più lusinghiero non potrebbe essere.
"Anni fa ho letto un libro sulla regola delle 10.000 ore e ho iniziato a crederci molto: pensavo che con abbastanza pratica tutti potessimo diventare abbastanza bravi. Poi però incontri persone come Michael (Schumacher), incontri persone come Lewis… e capisci che no, in realtà c’è uno step in più. Quel decimo o due di secondo in più. E quello Kimi ce l’ha. Ha quel decimo o due in più".
"Questa cosa si vede molto nei dati. Quando inizi ad analizzarle pensi: non so come faccia a guidare la macchina così neutra, mantenendo tutto sotto controllo, le temperature sotto controllo, mentre allo stesso tempo la macchina è pronta a ruotare quasi sul proprio asse. È qualcosa da osservare. Ed è fantastico da vedere. E poi tornano sempre con un feedback che ti fa capire che sono capaci di adattarsi a tantissime cose. Raramente tornano dicendo che bisogna stravolgere tutto. Semplicemente… si adattano".
E ora? E' lecito aspettarsi che Andrea Kimi possa lottare per il Mondiale già quest'anno dopo un 2025 di apprendistato e il successo appena ottenuto in Cina? Bono la pensa così.
"Servirà resistenza. Abbiamo due gare in meno, ma servirà comunque tanta resistenza. Vincerne una è fantastico. Ma per vincere un campionato lo sforzo necessario cresce in modo esponenziale. Bisogna andare passo dopo passo. Seguire le procedure, pensare al processo. E non montarsi la testa. Non preoccuparti: arriverà. Se spunti tutte le caselle e metti tutto in ordine, arriverà da solo. Quindi sì, concentrati sul compito davanti a te e non pensare al campionato. Arriverà".
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