Binotto: "Abbiamo un ibrido competitivo, puntiamo al Messico"

Il team principal Ferrari dopo la gara di Istanbul ha spiegato: "A livello di progetto credo che la parte ibrida sia molto avanzata e non mi sento da meno della nostra concorrenza". "La pista che più si adatta alla nostra vettura di qui alla fine è quella del Messico". "Crediamo di avere un pacchetto per lottare per la terza posizione nel mondiale Costruttori e vogliamo raggiungere quell'obiettivo".

Binotto: "Abbiamo un ibrido competitivo, puntiamo al Messico"

La Ferrari in Turchia ha mostrato dei chiari segni di ripresa con l’introduzione anche sulla SF21 di Carlos Sainz del nuovo sistema ibrido montato sul motore 4 dello spagnolo, dopo che la nuova unità era stata fornita a Charles Leclerc in Russia.

Mattia Binotto, solitamente parco nei commenti sulle soluzioni tecniche, è più disponibile a dare qualche interessante ragguaglio…
“A livello di progetto credo che la parte ibrida sia molto avanzata e non mi sento da meno della nostra concorrenza. Non credo che siamo i più bravi, ma credo che oggi abbiamo fatto un salto che ci permette anche nell’area dell’ibrido di essere competitivi".

Avete recuperato 10 punti alla McLaren nella classifica del mondiale Costruttori, potete puntare al terzo posto fra le squadre?
“A questo punto della stagione è chiaro che abbiamo un pacchetto per lottare per quella posizione e penso che sia importante anche per la squadra focalizzarlo come obiettivo per le gare che sono rimaste e lo vogliamo raggiungere”.

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Ma quanto vale il nuovo sistema ibrido?
“Per noi rappresenta un cambio tecnologico importante. Lo è di progetto, perché tutti i componenti sono nuovi, dalla batteria ai motori elettrici, alla centralina di potenza. Oltre a essere un progetto diverso c’è anche una tecnologia produttiva nuova, con una forte discontinuità con quella che abbiamo sempre utilizzato”.

Mattia Binotto, Team Principal della Ferrari: non era presente nel paddock di Istanbul.

Mattia Binotto, Team Principal della Ferrari: non era presente nel paddock di Istanbul.

Photo by: FIA Pool

C’è un salto prestazionale, ma parlate sempre dell’importanza di fare esperienza per il 2022…
“È chiaro che si può fare esperienza al banco e una soluzione la si porta in pista nel momento in cui si ritiene che lo sviluppo fatto porti a una soglia di affidabilità che sia adeguata e sufficiente. Ma la pista è sempre un banco di prova diverso per le vibrazioni che ci possono essere, per gli utilizzi che se ne possono fare. Quindi aggiungere il lavoro in pista in vista del 2022 lo riteniamo importante, prioritario”.

“Quello che avevamo visto al banco lo abbiamo ritrovato in pista e su questo non ho dubbi. Quando parlo di esperienza, intendo che alla fine della stagione avremo raccolto una serie di dati che ci permetteranno di valutare il sistema nelle diverse situazioni particolari di gara: mi riferisco a partenze, safety car, surriscaldamenti. Ci sono tante situazioni che al banco si cerca di riprodurre, ma non c’è niente meglio della pista per capire”.

Quale sarà la pista più adatta alle caratteristiche della Ferrari da qui alla fine del mondiale?
“Il Messico è forse quel tracciato che sulla carta potrebbe favorire un po’ di più il nostro pacchetto…”.

Carlos Sainz, Ferrari SF21

Carlos Sainz, Ferrari SF21

Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images

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