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F1 | Ben Sulayem: "FIA criticata ingiustamente sulle Sprint race"

Mohammed Ben Sulayem ha raccontato i retroscena dello scontro con Liberty Media in merito all'espansione del numero di eventi con il format della Sprint Race in calendario, quando venne criticato per aver messo in pausa la proposta della FOM. L'obiettivo era quello di esaminare attentamente il piano e capire se fosse fattibile anche per i delegati tecnici che si devono occupare delle verifiche sul campo, ma Liberty ignorò le sue preoccupazioni.

Mohammed bin Sulayem, President, FIA

Da qualche anno ha fatto il suo debutto il format della sprint, che presenta una gara accorciata al sabato. Un format proposto da Liberty Media che lo introdusse nel 2021, cercando di convincere l'allora presidente della FIA Jean Todt ad accettare il cambiamento.

Inizialmente Todt aveva espresso il suo scetticismo sull'idea. Tra le altre cose, citava come controargomentazioni il fatto che la storia della Formula 1 potesse essere annacquata e che il pubblico potesse diventare troppo saturo. Per lui era importante che la gara del sabato non potesse essere definita una "corsa" per non svalutare il Gran Premio come atto principale di un weekend di gara.

Mohammed Ben Sulayem è subentrato a Todt come presidente della FIA alla fine del 2021 e, nella primavera del 2022, Liberty Media ha avviato il processo per aumentare il numero di eventi sprint da tre a sei per la stagione 2023, trovando però l’opposizione di Sulayem.

Logo FIA

Logo FIA

Photo by: Erik Junius

“Quando l'ho respinto [il piano per aumentare il numero di eventi sprint] nella F1 Commission di aprile dello scorso anno, è stato come se avessi commesso un atto criminale", ha dichiarato Ben Sulayem in un'intervista al sito gemello di Motorsport.com, Motorsport-Total.com. "I media mi hanno attaccato. Non so perché. Hanno continuato a dire che ero contro gli sprint. Categoricamente".

Il suo intento non era quello di impedire l'aumento per il 2023 (cosa che alla fine è avvenuta), ma di esaminarlo attentamente prima di prendere una decisione definitiva. Dopo tutto, un maggior numero di sprint in F1 significa anche una sfida in più per i responsabili delle regole della Federazione.

Ben Sulayem ha dichiarato al Daily Mail nel maggio 2022: "Devo vedere se il mio team sul campo è in grado di assorbire il carico di lavoro supplementare che le gare comporterebbero. Sono favorevole alle gare se è la cosa giusta da fare. Non sto dicendo che sia la cosa sbagliata".

C'era tutto il tempo per prendere una decisione con calma, ha detto, spiegando il suo veto (temporaneo) all'aumento e lamentando che le sue preoccupazioni siano state ignorate da Liberty Media. Una critica che mantiene ancora oggi: "C’è voluto del tempo per consultarci con il nostro team. E poi l'abbiamo introdotta. E loro hanno detto: ‘Oh, la FIA ha fatto un buon lavoro? No!’ Si sta solo gettando spazzatura sulla FIA. E so che non si fermerà".

Non è la prima volta che Ben Sulayem si sente giudicato ingiustamente. Dopo il caos che ha accompagnato la decisione sulle modalità di assegnazione dei punti che avevano portato Max Verstappen a vincere il titolo in Giappone nel 2022, il boss del team Red Bull Christian Horner non aveva resistito a un'osservazione stravagante al gala della FIA di fine anno. Il che ha fatto arrabbiare Ben Sulayem e lo ha spinto a controbattere.

Attualmente nel calendario ci sono sei gare sprint

Attualmente nel calendario ci sono sei gare sprint

Photo by: Sam Bloxham / Motorsport Images

Il pilota si è ovviamente sentito attaccato e ha detto sul palco di Bologna: "Non è stata la FIA a fare le regole, ma i team! La FIA le applica soltanto". L'amministratore delegato della Formula 1 Stefano Domenicali ha dovuto calmare il Presidente, cercando di smorzare i toni: "Ragazzi, concentriamoci sulle cose importanti". Una scena in seguito descritta da molti come "bizzarra".

O quando, qualche mese più tardi, quando su Twitter suggerì cautela sulla possibile vendita di 20 miliardi di dollari della Formula 1 all'Arabia Saudita: "A qualsiasi potenziale acquirente si consiglia di applicare il buon senso, di considerare il bene di questo sport e di presentare un piano chiaro e sostenibile, non solo un sacco di soldi".

Una dichiarazione che Liberty Media ha ritenuto dannosa per la sua attività e per la quale Sulayem è stato pubblicamente rimproverato. Come parte di un piano a lungo termine, si è ritirato dalle operazioni quotidiane della Formula 1. Si sente incompreso, come chiarisce in un'intervista a Motorsport-Total.com. Per lui non è una questione di soldi, ma di benessere della Formula 1. Alla domanda se personalmente sia o meno un fan del format sprint della F1, Ben Sulayem risponde: "Non si tratta di quello che voglio io personalmente. È un bene per lo sport? È un bene per i tifosi? Questo è il mio punto di vista. Sono il Presidente, dovrei essere neutrale. Dovrei fare solo ciò che è bene per la FIA e per i tifosi. E se è un bene per gli affari, è ancora meglio".

"Se qualcosa è positivo per i piloti e i team, allora è positivo anche per Liberty Media. Penso che trovare una buona soluzione tra noi e Liberty Media o la FOM sarà sempre un'operazione che guarda al meglio per lo sport. Perché una cosa che dobbiamo assicurarci è che questo matrimonio continui, e che non ci sveglieremo la mattina con un divorzio”.

 

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