F1 | Beffa Hadjar: un pezzo saltato dalla sua vettura ha causato la foratura sul finale
Alle volte il destino è beffardo. Il francese ha perso un prezioso sesto posto a Lusail per una foratura causata da un pezzo della sua stessa Racing Bulls: il deflettore anteriore sinistro, rotto dopo le vibrazioni sui cordoli, si è staccato nel penultimo giro colpendo la gomma già al limite dei 25 giri, causando così il ritiro.
Un minuscolo frammento di carbonio, destinato a sparire dal prossimo anno, ha stravolto la gara di Isack Hadjar proprio nel penultimo giro, cancellando la sesta posizione che fino a quel momento si era guadagnato. Una foratura singolare, figlia soprattutto delle insidie della pista di Lusail, che ha lasciato l’amaro in bocca.
Pirelli aveva chiarito fin da subito quanto il Gran Premio del Qatar rappresentasse una prova durissima per gli pneumatici, tanto da imporre un limite massimo di 25 giri per ogni set, così da ridurre al minimo il rischio di forature. Una decisione dettata dalle peculiarità del tracciato di Lusail, caratterizzato da numerose curve ad alta velocità che sottopongono le coperture a uno stress elevato, soprattutto sul lato sinistro.
A Lusail il vero problema è il degrado volumetrico, ossia l’usura progressiva del battistrada che, giro dopo giro, si assottiglia fino a rischiare di esporre la carcassa e rendere la gomma vulnerabile a eventuali forature causate da oggetti esterni. Da qui la scelta di Pirelli di fissare il limite a 25 giri per ogni set: assicurarsi che resti sempre una porzione di battistrada, così da mantenere la carcassa protetta e ridurre al minimo i rischi.
Isack Hadjar, Racing Bulls Team
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
Tuttavia, con l’ingresso della Safety Car e la scelta unanime dei team di approfittarne per effettuare una delle due soste obbligatorie, i piloti si sono ritrovati nella condizione di dover comunque percorrere esattamente 25 giri con ciascun set di gomme per raggiungere la bandiera a scacchi. Una situazione che ha azzerato ogni margine di flessibilità strategica, impedendo di adattare la tattica in corsa.
Diventa quindi evidente come, in ogni caso, gli pneumatici siano stati spinti fino al limite della finestra operativa indicata da Pirelli. Ciò ha comportato una riduzione significativa del battistrada, lasciando le coperture vulnerabili a eventuali tagli provocati da frammenti di carbonio o dalla ghiaia trascinata in pista dalle vetture, elemento che già nel corso delle prove di venerdì aveva creato qualche grattacapo.
Questo fattore è stato uno dei due elementi che hanno determinato il ritiro di Hadjar nel finale di gara. L’altro è strettamente legato al layout di Lusail, caratterizzato da una sequenza di curve ad alta velocità che, nel momento in cui si affrontano i cordoli, generano vibrazioni intense capaci di mettere a dura prova le componenti in carbonio.
Si noti che manca proprio il deflettore anteriore che avvolge la gomma anteriore sinistra
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
È quanto accaduto al pilota della Racing Bulls: dopo il passaggio su un cordolo in uscita di curva 12, il tratto più veloce della pista, al 48° giro, le forti vibrazioni hanno provocato la rottura di uno dei deflettori laterali che avvolgono le gomme anteriori e regolano i flussi aerodinamici in quella zona della monoposto. Il componente, inizialmente, è rimasto agganciato alla vettura, ma ha continuato a penzolare.
Solo nel penultimo giro il componente si è staccato del tutto sul rettilineo principale, andando a colpire la gomma anteriore sinistra, la più sollecitata in Qatar e ormai vicina al limite dei 25 giri con poco battistrada residuo. Essendo un elemento tagliente, l’impatto ha provocato un incisione che, pochi istanti dopo, si è trasformata in una foratura fatale.
Uno scenario estremamente sfortunato, che ha negato alla Racing Bulls la possibilità di blindare il sesto posto nel mondiale costruttori. La squadra di Faenza dovrà ora difendersi ad Abu Dhabi dalla Aston Martin, pur potendo contare su un margine di 12 punti. “È stato davvero un finale di gara molto frustrante. Quando mancavano dieci giri ho iniziato a vedere l’endplate anteriore sinistro vibrare parecchio, così ho cercato di evitare il più possibile i cordoli”, ha raccontato Hadjar.
“Purtroppo, si è rotto, causando una foratura alla gomma e danneggiando la macchina, il che mi ha costretto al ritiro. È un peccato perché oggi abbiamo perso molti punti e, dopo una partenza difficile che analizzerò insieme al team, sarebbe stata una ricompensa importante per noi dopo aver lottato per la sesta posizione per tutta la gara”.
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