Vai al contenuto principale

Consigliato per te

WRC | Rally Svezia, PS5-8: Katsuta vola e chiude da leader

WRC
WRC
Rally di Svezia
WRC | Rally Svezia, PS5-8: Katsuta vola e chiude da leader

FE | Jeddah: uno strepitoso Wehrlein torna al successo e vola in vetta al mondiale

Formula E
Formula E
Jeddah ePrix I
FE | Jeddah: uno strepitoso Wehrlein torna al successo e vola in vetta al mondiale

F1 | Vasseur sornione: "Positivo che nessuno stia parlando di noi. La correlazione è buona"

Formula 1
Formula 1
Test in Bahrain
F1 | Vasseur sornione: "Positivo che nessuno stia parlando di noi. La correlazione è buona"

F1 | Leclerc: "Felice di come stiamo procedendo. Mercedes si sta nascondendo molto"

Formula 1
Formula 1
Test in Bahrain
F1 | Leclerc: "Felice di come stiamo procedendo. Mercedes si sta nascondendo molto"

F1 | Alonso senza filtri: “Questa è una F1 senza rischi, la funzione del pilota sta morendo”

Formula 1
Formula 1
Test in Bahrain
F1 | Alonso senza filtri: “Questa è una F1 senza rischi, la funzione del pilota sta morendo”

F1 2026 | Test Bahrain 1, Day 3: Mercedes al top con Antonelli. Ferrari terza

Formula 1
Formula 1
Test in Bahrain
F1 2026 | Test Bahrain 1, Day 3: Mercedes al top con Antonelli. Ferrari terza

F1 | Waché: "Subito bene in pista per una start up, ma siamo quarta forza "

Formula 1
Formula 1
Test in Bahrain
F1 | Waché: "Subito bene in pista per una start up, ma siamo quarta forza "

F1 | Mercedes si nasconde, ma la W17 continua a cambiare faccia

Formula 1
Formula 1
Test in Bahrain
F1 | Mercedes si nasconde, ma la W17 continua a cambiare faccia
Ultime notizie

F1 | Bearman è sbocciato da metà stagione: la svolta mentale ha inciso più di quella tecnica

L'inglese ha vissuto una stagione in due fasi: dopo un inizio tra alti e bassi, complice anche qualche errore di troppo e una carenza di costanza, nella seconda metà dell’anno è cresciuto grazie a una doppia svolta, sia tecnica, inclusa quella della Haas, che mentale. Bearman ha infatti deciso di rivedere il suo approccio ai weekend di gara.

Oliver Bearman, Haas F1 Team

La stagione di Oliver Bearman può essere letta in due fasi distinte. Nella prima ha vissuto un periodo di apprendistato, prendendo progressivamente confidenza con una F1 molto diversa dalle categorie propedeutiche. Nella seconda, invece, è diventato una delle stelle del centro gruppo, complice anche il pacchetto di novità introdotto dalla Haas, che ha scelto di non interrompere lo sviluppo e di portarlo avanti fino all’ultima gara del mondiale.

Le novità introdotte nella seconda parte di stagione, in particolare il pacchetto di aggiornamenti portato ad Austin, hanno fatto la differenza in una griglia così compatta, dove pochi centesimi possono cambiare lo scenario. Ma non è stato l’unico fattore: la crescita personale dell’inglese è stata altrettanto evidente, soprattutto nella capacità di trovare quella continuità che per anni gli era mancata nelle categorie propedeutiche.

Bearman è sempre stato un pilota rapido, ma talvolta incostante, con qualche errore di troppo. Due aspetti che si sono ripresentati anche nelle prime gare di questa stagione, in cui è normale che un debuttante abbia bisogno di un periodo di adattamento più lungo. 

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Foto di: Clive Mason / Getty Images

Il pilota Haas ha chiuso il suo anno da rookie al 13° posto, due posizioni davanti al compagno di squadra Esteban Ocon, grazie ai risultati raccolti dopo la pausa estiva. Sei dei suoi nove arrivi a punti sono infatti maturati dal Gran Premio d’Olanda di agosto in poi, una striscia che comprende anche il quarto posto in Messico, ottenuto dopo una lunga permanenza in zona podio. In quell’occasione la Haas ha scelto saggiamente di consolidare il bottino anziché inseguire un obiettivo irrealistico.

Un netto contrasto rispetto alla prima parte dell’anno, quando aveva attraversato nove gare consecutive senza punti. E se l’aggiornamento al fondo introdotto ad Austin ha certamente contribuito a invertire la rotta, Bearman è convinto che il vero salto sia arrivato altrove: nella sua capacità di crescere, adattarsi e mettere insieme weekend sempre più completi.

“Dalla pausa estiva ho cercato di dare un po’ più di struttura ai miei weekend, al modo in cui li affronto. Spesso passavo tantissimo tempo in pista… anche perché la macchina era più veloce. Prima della pausa estiva, quando sapevamo che per noi era già difficile superare il Q1, dedicavo ogni minuto a capire come migliorare la guida o il set-up per trovare quel mezzo decimo”.

Esteban Ocon, Haas F1 Team, Oliver Bearman, Haas F1 Team, Ayao Komatsu, Haas F1 Team

Esteban Ocon, Haas F1 Team, Oliver Bearman, Haas F1 Team, Ayao Komatsu, Haas F1 Team

Foto di: Mark Sutton / Formula 1 via Getty Images

“E non dedicavo praticamente tempo a pensare a dove fosse la mia testa prima di salire in macchina o a fissare obiettivi per ogni sessione. Ora, invece, mi assicuro che mezz’ora prima dell’inizio smetto di lavorare sul set-up, sulla guida e su tutto il resto, e mi concentro sul mio lato mentale. Ho trovato questo approccio davvero molto utile”. In parte ciò ricorda anche quanto vissuto da Andrea Kimi Antonelli, con Mercedes che aveva messo molta pressione e impegni su un rookie nella prima parte della stagione, rivedendo poi l'approccio per liberarlo da diverse attività nel weekend di gara.

Ma questi insegnamenti fanno semplicemente parte dell’essere un rookie in F1: ogni pilota deve attraversare momenti difficili per poter crescere davvero. “Nella prima metà della stagione ho chiuso undicesimo quattro o cinque gare di fila, quindi non è che stessi facendo un lavoro terribile”, ha ricordato Bearman quando gli è stato chiesto quanto sarebbe potuta cambiare la sua annata se avesse adottato questo approccio fin dall’inizio.

Si dice spesso che l’importante non è come si cade, ma come ci si rialza. Lo stesso vale per la capacità di imparare dai propri errori, perché la prima parte di stagione di Bearman non è stata esente da sbavature: alcune di queste lo hanno persino portato a sfiorare la squalifica per l’eccessivo numero di punti persi sulla patente. A pesare sono stati due o tre episodi significativi, tra cui l’incidente in ingresso pit lane a Silverstone con la bandiera rossa già esposta.

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

Al di là di questi episodi, c’era anche una mancanza di costanza, legata in parte alla scarsa conoscenza della vettura, un aspetto che è andato migliorando con il passare delle gare. “C’era sicuramente una mancanza di costanza, ma l’unico modo per capire cosa fare è commettere quegli errori. È facile dire che potrei tornare indietro e applicare quel processo, ma quello sarebbe il me stesso del secondo anno”.

“Quella è la vera differenza. Ci sono molte cose che avrei fatto diversamente, tanti cambiamenti che avrei apportato, ma come avrei potuto farlo senza sapere cosa funziona e cosa no? La prima metà della stagione è puramente esplorativa, e deve esserlo: devi capire cosa funziona per te e cosa no. La F1 è uno sport molto diverso da tutto ciò che ho fatto nel resto della mia vita. Certo, avrei cambiato alcune cose, ma non è così semplice come sapere cosa fare. Devi sbagliare per imparare, e questa è stata davvero la storia della mia stagione”.

Questo progresso lo porta a guardare all’anno con grande positività, convinto che l’abbia preparato per una lunga carriera ai vertici del motorsport. L’inglese, infatti, guarda già oltre: non solo alla prossima stagione, ma soprattutto al 2027. Bearman non ha mai nascosto quale sia il vero obiettivo: puntare in alto per farsi trovare pronto in vista di un possibile approdo in Ferrari fra qualche anno, forte del suo percorso nell’Accademia del Cavallino.

“Sono soddisfatto. Questo non significa che io sia un pilota perfetto o completo, perché ho ancora molto da imparare e ne sono consapevole. Ma credo che proprio questa consapevolezza sia fondamentale. Sento di essere in un buon momento: la struttura che ho aggiunto ai miei weekend sta funzionando davvero bene e ho trovato un po’ di slancio e di ritmo. E il ritmo, in questo sport, è qualcosa di estremamente potente. Non è cambiato un solo elemento: è anche il frutto dell’esperienza che sto accumulando”.

Leggi anche:
Articolo precedente F1 | Lambiase anima il mercato: c'è un derby fra Aston Martin e Williams?
Prossimo Articolo F1 | FIA, stretta sui reclami inutili: dal 2026 proteste e revisioni costeranno di più

Top Comments

Ultime notizie