F1 | Audi, buona la prima: subito a punti con uno spunto tecnico arrivato da... Racing Bulls
C'è tanto di positivo da estrarre dal debutto di Audi in Formula 1, conclusa con un piazzamento a punti sia in qualifica che in gara con Gabriel Bortoleto. Tuttavia, al di là di quanto imparato sulla R26, forse ancora più prezioso è quanto appreso dalla Racing Bulls, che ha una modalità di uso dell'ibrido molto particolare.
Gabriel Bortoleto, Audi F1 Team
Foto di: Mark Thompson / Getty Images
Buona la prima. Tra i tanti temi della tappa inaugurale in Australia, c’è anche il debutto di Audi in F1, non solo come team, ma anche come costruttore, con un progetto ambizioso. Certo, era difficile attendersi che da un anno all’altro Sauber, la scuderia su cui poggia le radici il team dei quattro anelli, riuscisse a diventare subito una squadra di vertice, per cui gli obiettivo sono stati posti per gradi.
Il primo obiettivo era costruire una base solida da cui partire, e il fatto di aver chiuso a punti la gara inaugurale porta alla Casa tedesca un sorriso che fa ben sperare per il prosieguo della stagione. Un risultato incoraggiante, nonostante il problema tecnico che ha colpito la vettura di Nico Hulkenberg, costringendolo a non prendere nemmeno il via della corsa.
Sulla vettura del tedesco si era persa la telemetria già durante i giri di avvicinamento alla griglia, per cui la squadra non è riuscita a individuare l’origine del problema nel poco tempo a disposizione, complice la carenza di dati. Un contrattempo che non cancella comunque il sorriso, perché dall’altra parte del garage non mancano i motivi per essere soddisfatti, a partire dalla performance mostrata in pista.
Gabriel Bortoleto, Audi F1 Team
Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images
Quando si inaugura un nuovo regolamento, le incognite non mancano, soprattutto se alle novità aerodinamiche si aggiunge un motore completamente nuovo, su cui Audi non aveva mai lavorato prima. Un contesto che porta con sé potenziali vantaggi ma anche interrogativi, perché arrivare in ritardo sul fronte power unit, in una zona dei centro gruppo popolata da molte squadre clienti, avrebbe potuto pesare in modo significativo.
Già nei test del Bahrain si era intravisto come, al di là di qualche problema di affidabilità, Audi disponesse in realtà di un buon passo. Le indicazioni più interessanti erano arrivate soprattutto dalle simulazioni gara, un contesto in cui è molto più difficile mascherare il reale potenziale rispetto a uno stint singolo, dove si può giocare con carico di benzina e mappature dei due motori. Per questo l’ingresso in top 10, sia in qualifica sia in gara, rappresenta una base positiva su cui costruire.
Dopo essere partito decimo, Gabriel Bortoleto ha passato la gara immerso nelle lotte di centro gruppo, trovandosi così in una posizione ideale per offrire le sue impressioni sulle monoposto 2026, ma anche per imparare qualcosa di prezioso. "È stato molto bello, devo dire, ma ci sono ancora tante cose da imparare. Ho fatto dei sorpassi, che non volevo fare, per errore, perché avevo così tanta energia e l’altra macchina non l’aveva”.
Gabriel Bortoleto, Audi F1 Team
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
"Devi pensare molto quando sei in gara. L’anno scorso tutto era molto più prevedibile. Quindi, appena facevi un sorpasso, era fatto. Ora invece fai un sorpasso e devi calcolare le tre rettilinee successive, perché magari il tipo ti ripassa, e poi devi ripassarlo tu nell’altra. E continua così finché tutti non sono nello stesso stato di energia”.
I numerosi duelli affrontati dal brasiliano hanno però permesso di individuare anche altri elementi preziosi, non tanto sulla R26 quanto sui rivali. Il grande tema del GP australiano è stata la gestione energetica, al punto da generare differenze marcate persino tra squadre dotate della stessa Power Unit. Tra i team da cui Audi ritiene di aver imparato di più spicca la Racing Bulls, una delle rivali dirette nel cuore del gruppo.
Racing Bulls è stata estremamente competitiva per tutto il fine settimana australiano e, senza il problema accusato da Liam Lawson alla partenza, non sarebbe stato strano vedere due VCARB03 a punti. Ma c'è anche un altro tema interessante, evidenziato anche da Oliver Bearman, ossia quanto sia complicato sopravanzare la Racing Bulls per la sua particolare gestione dell'ibrido.
“È affascinante vedere come le vetture utilizzano l’energia lungo il giro, nel tentativo di superare. Credo che oggi abbiamo visto che… E in realtà, come ha detto Bortoleto dopo la gara, è stato estenuante non solo fisicamente ma anche mentalmente, perché devi capire come usare la potenza, come recuperare. Siamo ancora un po’ lontani dal capire davvero se sia qualcosa di cui potremo approfittare” ha detto il Team Principal Jonathan Wheatley.
Gabriel Bortoleto, Audi F1 Team
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
“La prestazione delle vetture dipende dall’efficienza dei motori, da questo punto di vista. Più il motore è efficiente, migliore è il recupero e migliore è la fase di erogazione. Di solito un motore più efficiente ha più energia da utilizzare nell’arco del giro, o la usa in modo più accorto”.
“Quello che posso dire è che il modo in cui Racing Bull utilizza l’energia è molto diverso dal nostro. Credo che a un certo punto si arriverà a una convergenza, con tutti che fanno più o meno la stessa cosa nello stesso momento. È stato affascinante. Anche Bortoleto ha provato cose diverse. Il modo in cui ha gestito l’energia nell’ultimo giro avrebbe potuto funzionare, ma non era in tempo per tentare il sorpasso”.
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