F1 | Audi ancora acerba, ma la R26 ha un'aerodinamica anteriore già evoluta
La monoposto di Hinwil è sensibilmente diversa ogni volta che si vede. Nel primo giorno di test collettivi a Barcellona ha accusato dei problemi che hanno fermato Bortoleto dopo 28 giri, ma la Casa dei quattro anelli ha raccolto dati preziosi per lo sviluppo. La vettura argento è stata modificata rispetto a quella sperimentale del filming day.
Audi R26 a Barcellona
Foto di: Formula 1
L’Audi cambia fisionomia ogni volta che la si vede: nella prima giornata di test collettivi a Barcellona la squadra di Hinwil ha coperto solo 28 giri con Gabriel Bortoleto. Il marchio dei quattro anelli ha avuto modo di valutare qual è la soglia di ingresso nel mondo della F1 riscontrando i primi problemi di gioventù della R26.
Jonathan Wheatley, Audi F1 Team
Foto di: Audi
Jonathan Wheatley, team principal Audi, ieri non ha parlato di rotture ma di stop precauzionale imposto al brasiliano già nel corso della mattinata. La squadra svizzero-tedesca ha scelto di non girare nella seconda giornata per fare una valutazione accurata dei dati e analizzare i problemi, nella consapevolezza che la monoposto argento deve fare i conti con una evidente mancanza di esperienza.
La R26 è davvero un laboratorio in continuo cambiamento e colpisce come la vettura disegnata da James Key si trasformi ogni volta che appare in pubblico. La versione sperimentale che aveva girato a Barcellona per il filming day è decisamente diversa da quella che è tornata sulla pista spagnola.
L'Audi R26 sperimentale nel filming day di Barcellona
Il muso è stato completamente ridisegnato sia rispetto al debutto in Catalunya, sia rispetto alla miriade di rendering che sono stati lanciati nel web. È stato svolto un ottimo lavoro di affinamento perché il naso è decisamente più sfilato e il gozzo del pellicano che caratterizzava la R26 del filming day è stato molto ridimensionato, al punto che il muso risulta molto più scavato nella parte inferiore con il chiaro intento di aumentare la portata del flusso sotto alla scocca per energizzare un’area della vettura che può generare carico.
Audi R26: interessante il ricciolo dell'ala anteriore che favorisce un soffiaggio sotto al secondo elemento
Foto di: Audi
L’ala anteriore è decisamente più evoluta rispetto a quella molto basica della prima uscita: mostra un cucchiaio centrale non esasperato, ma è interessante constatare che si registra un accenno di ricciolo ben prima della paratia laterale, per cui si genera un interessante canale che permette di infilare l’aria sotto al secondo elemento in prossimità dell’endplate.
Il footplate è rimasto quello noto, mentre è più incidente quello superiore, finalizzato alla ricerca dell’effetto out wash.
Gabriel Bortoleto, Audi R26 nel primo giorno di test a Barcellona
Foto di: Formula 1
Rispetto ai rendering più recenti, la R26 vista in pista conferma che non è il puntone del push rod ad essere ancorato al punto più alto del telaio, ma il braccio anteriore del triangolo superiore, mentre il braccio dello sterzo è posizionato leggermente sopra al triangolo inferiore.
La pancia non estremizza l’undercut sotto alla bocca dei radiatori, ma ciò che colpisce è che la fiancata mantenga una linea di cintura decisamente più bassa rispetto a quella dell’abitacolo e il marciapiede del fondo non è più lineare ma ha un bordo d’uscita rialzato poco dietro al bargeboard che mostra una tapparella disassata in tre elementi, per ora priva della paratia verticale, visto che a sostenere il “castello” ci sono rinforzi metallici e un unico tirante che si infulcra al telaio.
Davanti alla ruota posteriore non sfuggono i tre slot che sono stati pensati per controllare il tyre squirt e per spingere una parte del flusso all’esterno della gomma per ripulire l’andamento della scia. Anche in coda c’è un tirante metallico per evitare le flessioni del fondo.
Alla radice del cofano motore c'è stata l’apertura di vistosi sfoghi per l’evacuazione dell’aria calda estratta dai radiatori. L’Audi è un progetto acerbo, ma con delle interessanti potenzialità: i dubbi riguardano l’affidabilità della power unit realizzata nella sede di Neuburg dove c’è il Competence Center Audi Motosport che è alle prime armi con un propulsore di Formula 1.
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