F1 | Astuzia Sainz: per difendere il 9° posto ha creato un finto trenino DRS con la modalità sorpasso
C'è una curiosità nel nono posto di Sainz: a pochissime tornate dal termine, ha usato il doppiaggio appena subito da Russell per ottenere la modalità sorpasso con cui difendersi da Colapinto. In questo modo ha creato un "finto" trenino DRS come accadeva con il vecchio regolamento, ma usando la potenza extra.
Certe cose in Formula 1 non cambiano mai, nemmeno quando arriva un nuovo regolamento. Il nono posto di Carlos Sainz lo dimostra con un dettaglio curioso: ha sfruttato la nuova modalità sorpasso non per attaccare chi aveva davanti, ma per difendersi da chi lo inseguiva. Può sembrare paradossale, quasi un controsenso rispetto al nome, ma è proprio in situazioni così che emerge la lucidità di un pilota nei momenti critici.
Anche nel duello tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton, in un frangente i due piloti della Rossa hanno rallentato prima della linea che attiva la modalità sorpasso, così da massimizzare energia e potenza per attaccare il compagno di squadra. Nel caso dello spagnolo della Williams, però, lo scenario è stato completamente diverso.
Con una vettura sovrappeso, Sainz sapeva bene che difendersi dall’Alpine di Franco Colapinto non sarebbe stato semplice. Un’opportunità, però, si è presentata quando, a pochissime tornate dal termine, George Russell si è trovato nella condizione di dover doppiare sia lo spagnolo sia l’argentino.
Carlos Sainz, Williams
Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images
Nel momento in cui il britannico ha sopravanzato Colapinto sul lungo rettilineo che porta a curva 14, Sainz ha dato un’occhiata agli specchietti e ha scelto di alzare il piede in uscita, anche a costo di perdere qualche metro. Una scelta che aveva però uno scopo ben preciso: proprio prima dell’ultima curva si trova la linea che determina il diritto a utilizzare la modalità sorpasso, purché si sia entro il secondo dalla monoposto che precede.
Da questo punto di vista, paradossalmente la modalità sorpasso finisce per funzionare in modo simile al vecchio DRS. Anche quando si viene doppiati, infatti, se al detection point ci si trova a meno di un secondo dalla vettura che ha appena completato il sorpasso, si ha comunque diritto ad attivare la modalità sorpasso, ottenendo così un vantaggio.
Quindi, poiché i piloti possono attivare l’Overtake mode anche quando vengono superati per essere doppiati, Sainz si è assicurato di farlo nel momento più favorevole, ottenendo la chance di usare più energia e maggior potenza e rendendo più difficile a Colapinto avvicinarsi.
Carlos Sainz, Williams
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
“Dato che era per la nona posizione, sapevo che se mi avesse attaccato non avrei fatto nulla di troppo stupido, considerando che potevo comunque portare a casa una top 10. Per il team, un punto è comunque un buon risultato, quindi non sarei stato troppo aggressivo”, ha raccontato lo spagnolo.
In questo modo, Sainz si è garantito la possibilità di recuperare 0,5 MJ di energia in più che, per quanto possano sembrare pochi, in fase difensiva fanno davvero la differenza, perché permettono di raggiungere velocità di punta più elevate o di avere un’uscita di curva più brillante grazie a una migliore accelerazione nella prima fase di trazione.
“Ma poi ho visto arrivare le bandiere blu e mi sono detto: se la gioco bene posso dargli aria sporca, poi prendere il mio Overtake mode, ridargli aria sporca, Overtake, e così via. Quindi, più che un trenino DRS, un trenino dell’Overtake mode”, ha spiegato Sainz.
Carlos Sainz, Williams
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
La tattica ha funzionato e ha consegnato alla Williams i primi punti della stagione, un risultato insperato considerando l’attuale valore della vettura, ancora decisamente sovrappeso rispetto alla concorrenza, per quanto a dare una mano sono stati certamente i numerosi ritiri, inclusi quelli di Max Verstappen, quinto al momento dello stop forzato ai box per un problema di raffreddamento, e delle due McLaren.
Si tratta comunque di una bella spinta per il morale, per continuare a spingere e togliere progressivamente peso dalla monoposto nei prossimi mesi, con un programma di alleggerimento della vettura che, in realtà, James Vowles ha confermato essersi dilatato a circa sei gare rispetto a quello che era il piano originario.
“Alla fine per me è comunque una nona posizione, non è quello che voglio. Anche se sono buoni punti per me e per il team, spero davvero che servano come motivazione, come spinta per tutti a casa per spingere”, ha raggiunto lo spagnolo.
“Non è l’inizio di stagione che volevamo, non era ciò che ci aspettavamo da questa macchina, quindi credo che questo risultato serva per spingere forte in fabbrica e iniziare a portare performance. Perché la realtà è che oggi, anche lottando con le vetture di metà gruppo, sentivo di non avere chance. È frustrante, ma allo stesso tempo è un buon risultato che portiamo a casa, e speriamo che aiuti tutti".
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