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Formula 1 GP del Canada

F1 | Aston vola sul dritto, Alonso: "Sapevamo di poter far bene"

Le due Aston hanno chiuso entrambe in top ten, riuscendo a fare leva sui punti di forza per centrare un buon risultato dopo un paio di fine settimana sottotono. Alonso sapeva che la AMR24 poteva essere più efficace in Canada sfruttando le buone velocità di punta, anche se vi è il rammarico per non essere riusciti a conquistare qualcosa in più.

Fernando Alonso, Aston Martin AMR24

Il sesto posto sulla griglia di partenza conquistato da Fernando Alonso nelle qualifiche del Gran Premio del Canada rappresenta sia un motivo di soddisfazione che di rimpianto in casa Aston Martin. Dopo un paio di weekend davvero poco convincenti, come quelli di Imola e Monaco, dove la AMR24 non era stata in grado di sfruttare al meglio i suoi punti di forza, come la forza in rettilineo nel momento dell’apertura del DRS.

Dopo qualche fine settimana sottotono, serviva una prova di forza o, almeno, un segnale che la squadra di Silverstone non stesse intraprendendo lo stesso percorso della passata stagione, quando invece di progredire tenendo il passo dei suoi avversari, arretrò indietro in classifica venendo quasi assorbita dal gruppo. Per questo la speranza era che Montréal potesse essere una pista più favorevole alla peculiarità della AMR24.

Quello canadese è un circuito composto da forti staccate, zone di accelerazione, curve a media/bassa velocità e lunghi rettilinei dove far prevalere le doti di efficienza, soprattutto a DRS aperto, e quelle della Power Unit. Nel corso di questo campionato, in più occasioni la vettura inglese aveva dimostrato di fare proprio della velocità di punta in rettilineo uno dei suoi punti di forza e così è stato anche a Montréal.

Fernando Alonso, Aston Martin AMR24

Fernando Alonso, Aston Martin AMR24

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Per quanto sia vero che le curve lente non rappresentino, invece, la miglior qualità di questa vettura, al contempo il fatto che non siano curve da grip meccanico che il range di velocità non sia particolarmente ampio ha favorito la ricerca del setup. Andando ad osservare i dati, infatti, i 228 millesimi accusati sul traguardo rappresentano quasi un rimpianto per Alonso, secondo cui vi era la possibilità di andare oltre il sesto posto sulla griglia.

Con distacchi così ravvicinati, tanto che è stato in grado di inserirsi anche Daniel Ricciardo con un gap nel complesso abbastanza ridotto dalla pole, l’aspetto cruciale era mettere insieme tutti i vari pezzi del puzzle. Le piccole gocce di pioggia sul finale ma, soprattutto, l’aumento dell’intensità del vento hanno reso ancor più complicato riuscire a centrare la finestra perfetta.

"È stata una qualifica difficile per tutti, con il vento e le gocce di pioggia. Si perde sempre un po' di fiducia e credo che nessuno abbia fatto un giro perfetto. È stato così anche per me. Non ho messo tutto insieme nella Q3, quindi quando vedi che sei a soli due decimi dalla pole position, fa un po' male", ha detto lo spagnolo.

Fernando Alonso, Aston Martin AMR24

Fernando Alonso, Aston Martin AMR24

Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images

Secondo Alonso, gran parte del distacco è arrivato in curva 2, dove ha accusato del sovrasterzo che lo ha portato a perdere non tanto nel cambio di direzione, come avvenuto a Russell, bensì in percorrenza e in uscita. Perdendo il posteriore, infatti, il portacolori dell’Aston Martin ha allargato la traiettoria: per questo il gap accumulato non è solo dovuto a quanto perso effettivamente in curva due, ma anche nella fase di allungo verso la chicane 3-4. "Ho perso molto alla curva 2. La macchina era così sovrasterzante e ho perso così tanto che stavo pensando se interrompere il giro o continuare”.

"Ho continuato e ho chiuso in sesta posizione, quindi se due decimi ti fanno guadagnare la pole position, forse era già tutto in una curva. Ho guidato in modo molto aggressivo per recuperare", ha aggiunto Alonso. In realtà, per quanto sia vero che parte del gap sia arrivato proprio in quel punto, è anche vero che vi sono altre zone della pista in cui la AMR24 non ha tenuto il passo della Mercedes di Russell, come alla chicane 6-7. Inoltre, anche altri piloti hanno commesso errori, tanto che tutti hanno qualcosa da recriminare, complice anche l’aumento dell’intensità del vento che ha reso più difficile gestire la vettura.

Tuttavia, c’è un elemento molto interessante, ovvero quello della velocità di punta. Aston quest’anno ha fatto della forza in rettilineo un elemento chiave per le sue prestazioni in qualifica, specie con il DRS aperto, a dimostrazione di una migliore efficacia e del lavoro svolto durante l’inverno. Su un tracciato come quello di Montréal questo aspetto ha pagato. Anche in qualifica, Alonso è riuscito ad avvicinarsi alle velocità raggiunte da Russell, il quale però poteva contare sulla scia di una Williams: rispetto ad altre squadre, il tempo perso su quel rettilineo è stato quindi molto più contenuto.

Fernando Alonso, Aston Martin AMR24

Fernando Alonso, Aston Martin AMR24

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

"Credo che dopo le prime nove gare avessimo un quadro un po' più completo della vettura, quindi ci aspettavamo un weekend un po' migliore. Già [venerdì] ci siamo sentiti un po' più sicuri con la macchina. Negli ultimi due Gran Premi siamo usciti dalla Q1 e quindi la gara era praticamente finita. Ma ora, partendo dalla sesta e dalla nona posizione [per il compagno di squadra Lance Stroll] abbiamo la possibilità di fare punti", ha aggiunto Alonso.

Con la pioggia questa efficacia del DRS potrebbe però venire meno, dato che con la pista bagnata non è permesso l’utilizzo dell’ala mobile. Le buone velocità di punta potrebbero comunque rappresentare un’opportunità per lottare con gli avversari e difendersi ma, con una gara potenzialmente difficile da decifrare, riuscire a partire avanti di qualche posizione avrebbe potuto metterlo in una situazione più comoda con cui guardare alla gara.

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