F1 | Aston, Newey conferma: la AMR26 paga 4 mesi di ritardo sullo sviluppo ma ha idee inedite
La prima Aston Martin disegnata da Adrian Newey ha catalizzato l'attenzione per le tante soluzioni particolari scelte sia sulle sospensioni che a livello di packaging. L'ingegnere britannico ha spiegato che lo sviluppo della AMR26 è partito con 4 mesi di ritardo e che la vettura che si vedrà a Melbourne sarà diversa da quella osservata in Spagna.
La prima Aston Martin spinta dal motore Honda, la prima dell’era regolamentare e, soprattutto, la prima firmata da Adrian Newey. Un trittico di novità che ha inevitabilmente acceso l’attenzione attorno alla AMR26, tanto più dopo che i ritardi nell’assemblaggio hanno costretto la squadra di Silverstone a rinunciare ai primi tre giorni di test a Barcellona.
Come prevedibile, l’Aston Martin ha catalizzato l’attenzione generale, presentandosi con soluzioni che l’hanno distinta dai rivali. Newey non ha voluto etichettarle come “estreme” in senso stretto, ma è evidente che con la AMR26 il team abbia imboccato strade diverse rispetto alla concorrenza. Anche perché quella vista a Barcellona rappresenta soltanto una prima iterazione: la versione destinata a debuttare a Melbourne sarà evoluta.
Come altre squadre, anche Aston introdurrà aggiornamenti prima dell'Australia. Eppure, già nella sua configurazione più “basica”, la AMR26 ha stupito per alcune soluzioni inedite, soprattutto sul fronte meccanico, come il braccio della sospensione posteriore che si innesta direttamente sul pilone di supporto dell’ala.
Fernando Alonso & Adrian Newey, Aston Martin
Foto di: Aston Martin
Una direzione con soluzioni mai viste prima
“La direzione che abbiamo preso potrebbe certamente essere interpretata come aggressiva. Ha parecchie caratteristiche che non si sono necessariamente viste prima. Questo la rende aggressiva? Forse sì. Forse no”, ha spiegato Newey quando gli è stato chiesto se descriverebbe la ARM26 come una vettura aggressiva.
Tuttavia, l’ingegnere britannico conferma che il packaging della nuova vettura sia particolarmente compatto, più di quanto visto in passato su una delle vetture realizzate a Silverstone, anche grazie ad alcune scelte sul raffreddamento, sulla meccanica e sulla Power Unit con Honda, come raccontanto in un approfondimento dedicato.
“Sì. La vettura è estremamente compatta. Molto più compatta di quanto, a mio avviso, si sia mai provato a fare qui in Aston. Questo ha richiesto una collaborazione molto stretta con i progettisti meccanici per ottenere le forme aerodinamiche che volevamo. Ma devo dire che tutti i progettisti meccanici hanno davvero abbracciato questa filosofia. Non ha reso la loro vita facile, ma hanno davvero raccolto la sfida”.
Lance Stroll, Aston Martin
Foto di: Aston Martin Racing
“Tutto parte dal packaging generale della vettura: dove si distribuisce la massa lungo il passo, dove sono collocati i pesi principali. Da lì si passa alle sospensioni anteriori e posteriori, entrambe hanno un ruolo molto importante nella manipolazione dei flussi. Poi ci sono l’ala anteriore e la forma del muso, che quest’anno sono in parte differenti. Proseguendo, si arriva alle pance e al posteriore, che è decisamente diverso rispetto a quanto abbiamo fatto in passato”.
Lo sviluppo ha 4 mesi di ritardo rispetto ai rivali
Un progetto innovativo sotto molti aspetti, ma che a Barcellona non ha potuto macinare i chilometri previsti a causa dei ritardi accumulati, con alcuni componenti arrivati soltanto nella tarda serata del terzo giorno via aereo.
In realtà, come ha spiegato Newey, parte di questi slittamenti derivano dal fatto che lo sviluppo della vettura 2026 non è partito nei tempi previsti: il lavoro ha potuto prendere davvero forma solo ad aprile, quando la nuova galleria del vento, definita la migliore in Formula 1, è finalmente diventata operativa. È bene ricordare, infatti, che il regolamento prescrive che i team possano utilizzare una sola galleria del vento durante la stagione.
Aston Martin galleria del vento
Foto di: Aston Martin
Infatti, nel weekend del GP d’Australia la stessa Aston Martin aveva annunciato l’entrata in funzione definitiva della nuova galleria del vento, al termine della consueta fase di collaudo che ha però richiesto più tempo del previsto, come raccontato l'anno scorso, proprio mentre Newey si era unito al team da poche settimane. Secondo il progettista, la mancanza immediata di quelle infrastrutture ha generato un ritardo di circa quattro mesi, comprimendo il lavoro nel resto dell’anno.
“Il campus tecnologico AMR è ancora in evoluzione, la galleria del vento non era davvero operativa fino ad aprile [2025], e io mi sono unito al team solo lo scorso marzo, quindi in realtà siamo partiti in ritardo. È stato un periodo estremamente compresso e dieci mesi di lavoro davvero intensi”.
"La realtà è che non abbiamo portato un modello della vettura 2026 in galleria del vento prima di metà aprile, mentre la maggior parte, se non tutti, dei nostri rivali aveva già un modello in galleria dal momento in cui il divieto di test aerodinamici per il 2026 è terminato, all'inizio di gennaio dell'anno scorso”.
Aston Martin Racing AMR26
Foto di: Aston Martin Racing
"Questo ci ha messo indietro di circa 4 mesi, il che ha comportato un ciclo di ricerca e progettazione estremamente compresso. La vettura è stata assemblata solo all'ultimo minuto, ed è per questo che abbiamo dovuto lottare per essere pronti allo shakedown di Barcellona”.
Sarà una vettura diversa a Melbourne
I quattro mesi di ritardo hanno compresso il lavoro nel resto del 2025 per arrivare pronti a Barcellona, e non sorprende che la versione della AMR26 vista in Spagna fosse ancora “basica” in diversi aspetti, tanto da spingere verso un programma di lavoro diverso rispetto ai rivali. Proprio per questo è già previsto un intenso ciclo di sviluppo in vista di Melbourne.
"Assolutamente sì. L’AMR26 che correrà a Melbourne sarà molto diversa da quella che la gente ha visto allo shakedown di Barcellona, e l’AMR26 con cui concluderemo la stagione ad Abu Dhabi sarà molto diversa da quella con cui inizieremo la stagione. È molto importante mantenere la mente aperta."
Chiaramente, quando inizia un nuovo ciclo tecnico è importante non solo concentrarsi sulle proprie scelte, ma anche su ciò fatto dai rivali: “Ora, se altri arriveranno a una soluzione simile alla nostra, non lo sappiamo e non lo sapremo finché non vedremo le loro vetture. Noi abbiamo semplicemente cercato di seguire quella che riteniamo la direzione corretta per noi”.
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