F1 | Aston Martin: il telaio ha potenziale da sbloccare. Honda 2" da recuperare
Alonso sottolinea quanto potenziale ci sia da estrapolare dal telaio dell'AMR26, mentre il motore Honda continua a fare da unico capro espiatorio di una situazione sportivamente complessa.
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
Se ieri, al termine delle Libere 2 del Gran Premio d'Australia, ci avessero detto che un'Aston Martin AMR26 avrebbe sfiorato la qualificazione al Q2 delle prove ufficiali di Melbourne, in pochi ci avrebbero creduto.
Invece oggi Fernando Alonso è quasi riuscito nell'impresa. Primo degli eliminati in Q1 ma, soprattutto, la capacità di togliere quasi 1"5 dai tempi di ieri dopo essere riuscito a girare con maggiore continuità rispetto alle prime due sessioni di libere.
I primi, piccoli segnali incoraggianti per il team di Silverstone. Ma da dove arriva un miglioramento così netto in così poco tempo? Fernando Alonso, al termine delle qualifiche in Australia, ha offerto una panoramica interessante in tal senso.
La possibilità di girare ha permesso al team di capire meglio le importanti novità introdotte dal gruppo di lavoro diretto da Adrian Newey e questo ha portato a limare un secondo e mezzo. Certo, guardando la classifica le posizioni in cui si trovano le verdone sono ancora da mani nei capelli rispetto alle aspettative iniziali, ma i passi avanti sono evidenti e lasciano ben sperare.
"Abbiamo la stessa power unit di ieri, gli stessi problemi, e ieri eravamo 4 secondi e qualcosa dietro i migliori. Oggi siamo tre secondi dietro. Non abbiamo cambiato nulla, abbiamo migliorato di 1"5 solo perché siamo stati in grado di fare dei giri, cosa che invece non siamo riusciti a fare nel corso dell'inverno o nelle Libere 1".
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Lars Baron / Getty Images
"Conosciamo il potenziale della monoposto, ci serve solo un po' di affidabilità per sbloccare il potenziale del telaio, ma servirà molto più tempo per sbloccare la potenza del motore".
Alonso continua a farsi carico del ruolo di difensore e supporto del team in cui ha investito i suoi ultimi anni della carriera in F1 con il preciso intento di tornare a vincere. Non è un caso che abbia parlato di potenziale da sbloccare nel telaio, ma non dalla power unit Honda, ancora nell'occhio del ciclone e attuale grande capro espiatorio di una situazione inattesa e dolorosa per un team dalle aspettative enormi come Aston Martin.
"A ogni giro sappiamo di avere tanto potenziale da sbloccare dal telaio. Nei test in Bahrain abbiamo fatto 40-50 giri, ma in tutti i run eravamo interrotti dalla power unit, che non ci ha permesso di proseguire il lavoro di sviluppo della monoposto".
"Qui in una sessione e poco più abbiamo migliorato di 1"5 e questo dice tanto sul potenziale che abbiamo. Se avessimo 3 o 4 fine settimana di gara, credo che potremmo sbloccare un altro secondo dal telaio, semplicemente girando di più e capendo le sue dinamiche. Ma una volta che avremo ottenuto quello, avremo ancora quasi 2 secondi da togliere. E Sembra difficile da fare...".
Per ciò che riguarda la gara di domani, ci saranno ancora criticità da non sottovalutare. La power unit Honda ha contribuito a rendere la situazione numerica delle batterie a dir poco critica. Mancano i pezzi di ricambio per questo al minimo segnale di difficoltà le AMR26 saranno fermate in gara: la settimana prossima ci sarà il Gran Premio di Cina da affrontare.
"Dovremo stare attenti in gara. Non è un segreto il fatto che ci manchino le batterie di scorta, dunque alla minima anomalia vista in telemetria dovremo fermare la monoposto così da essere in grado di correre in Cina", ha concluso Alonso.
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