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Analisi

F1 | Aston Martin: il cambio di filosofia aero richiede tempo

La squadra di Silverstone ha portato in Giappone un consistente pacchetto di aggiornamento che non ha espresso tutto il suo potenziale a Suzuka. Fallows e Furbatto credono che sia meglio parcellizzare lo sviluppo gara dopo gara cercando di anticipare lo sviluppo nella speranza di trarre il massimo potenziale dalla AMR24.

Aston Martin AMR24, dettagli del fondo con frecce

F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola

Giorgio Piola è l’esperto di tecnica di Formula 1 che segue i Gran Premi dal 1964. Il giornalista italiano è considerato il più autorevole divulgatore dei segreti delle monoposto: i suoi disegni e le animazioni permettono di scoprire le novità introdotte dai team ai Gp.

L’Aston Martin ha convinto Fernando Alonso a restare, ma la prospettiva non è tanto che arrivi la Honda nel 2026 per avviare un progetto vincente, visto che le ambizioni di Lawrence Stroll spingono a cercare il primo successo dopo i ripetuti podi dello scorso anno.

L’operazione sembra alquanto complicata perché la distanza della AMR24 dalla Red Bull è ancora importante, ma nel team di Silverstone sono convinti di aver varato un buon piano di sviluppo, molto diverso dal 2023, quando era basato su pochi pacchetti molto consistenti. L’idea è di crescere un po’ alla volta nella consapevolezza di disporre di una macchina buona come punto di partenza.

La prima novità consistente si era vista in Canada, con soluzioni che avevano portato la squadra fuori strada, perdendo quel clamoroso secondo-terzo posto nel Costruttori costruito nelle prime gare, mentre in questo campionato abbiamo registrato l’arrivo di un aggiornamento consistente già a Suzuka, in occasione della quarta gara.

Aston Martin AMR24: ecco la fiancata e il fondo vecchio che Alonso in Giappone ha usato il venerdì

Aston Martin AMR24: ecco la fiancata e il fondo vecchio che Alonso in Giappone ha usato il venerdì

Foto di: Giorgio Piola

Dan Fallows e Luca Furbatto hanno lavorato sodo per cercare il bilanciamento della “verdona”: vettura più prestazionale nel giro secco che negli stint di gara. L’Aston Martin attualmente è quinta nel mondiale Costruttori, ad un solo punto dalla Mercedes. Alonso è sempre stato redditizio portando la AMR24 nella top ten, mentre Lance Stroll, alterna prestazioni vicine allo spagnolo, a gare senza risultato utile (in Arabia Saudita si era ritirato dopo un incidente).

In Giappone la squadra di Silverstone ha portato novità consistenti che sono state affidate a Lance Stroll perché c’era solo un pacchetto disponibile, in attesa che arrivasse a Suzuka anche il secondo per Alonso. Il canadese non ha trovato subito un buon feeling con le modifiche e non ha giocato a suo favore il fatto che nel secondo turno di prove libere la pioggerellina abbia impedito di lavorare per trovare una buona messa a punto.

Aston Martin AMR24: ecco la pancia sciancrata e il nuovo fondo di Suzuka

Aston Martin AMR24: ecco la pancia sciancrata e il nuovo fondo di Suzuka

Foto di: Giorgio Piola

Fernando si è adattato subito meglio al sabato, anche se non ha promosso tutto il pacchetto che, evidentemente, ha bisogno di un maggiore lavoro di set-up per estrarne tutto il potenziale. Stroll, invece, per qualifiche e gara ha scelto di tornare a un’ala posteriore più carica che lo ha penalizzato molto nei tratti veloci di Suzuka, impedendogli i sorpassi che la “verdona” avrebbe potuto tentare.

L'ala posteriore di Alonso in gara a Suzuka era meno carica di quella di Stroll

L'ala posteriore di Alonso in gara a Suzuka era meno carica di quella di Stroll

Foto di: Aston Martin Racing

Ma come è cambiata l’Aston Martin? Oltre a disporre di due differenti configurazioni di ala posteriore, le primizie hanno riguardato il fondo e il ridisegno delle fiancate. La AMR24 è una delle vetture con un’aerodinamica molto spinta nelle scelte: prima della Red Bull a Silverstone hanno puntato sulla riduzione della sezione della bocca dei radiatori, con un vassoio che si incurva in alto, scegliendo di pescare l’aria del raffreddamento dalla parte superiore.

Guardando la pancia che ha debuttato in Giappone, si è avuta la chiara intenzione di riprendere alcuni concetti che Adrian Newey aveva introdotto nella RB19 dominante l’anno scorso. In Aston Martin, infatti, hanno sciancrato il bordo esterno della pancia poco dietro le bocche dei radiatori, con il chiaro intento di muovere del flusso verso il fondo. Nel cambio di filosofia si registra anche come la parete esterna della fiancata riduca il Grand Canyon che era una caratteristica di questa monoposto per ridurre la resistenza all’avanzamento.

Importanti anche le modifiche nella parte inferiore del sidepod: l’undercut è ora più grande perché la pancia è più scavata intorno alla meccanica. Il canale di aria che viene convogliato verso il retrotreno è decisamente maggiore alla ricerca di più downforce.

Nella parete verticale del bazooka è comparso un piccolo sfogo d’aria utile a smaltire il calore dei radiatori, mentre il fondo è totalmente di nuovo disegno: i deviatori di flusso che definiscono i quattro tunnel sono rivisti, così come gli sfoghi dei primi due sul bordo d’uscita laterale del marciapiede. Nuova è anche l’ala laterale che si raccorda meglio al resto del fondo visto che è sparito lo slot che era stato aperto davanti alle ruote posteriori.

Aston Martin AMR24: il micro deviatore di flusso alla sospensione anteriore

Aston Martin AMR24: il micro deviatore di flusso alla sospensione anteriore

Foto di: Giorgio Piola

Confermato il micro deviatore di flusso che dal braccio posteriore della sospensione anteriore sposta in alto l'aria in un punto dove in galleria del vento si sono osservate delle perdite.

Come si è visto l’Aston Martin ha un po’ cambiato orientamento aerodinamico: la vettura di Suzuka non ha espresso l’effettivo valore delle modifiche viste in galleria del vento, ma Fallows conta di poter sfruttare il pacchetto a Shangahi e Miami, mentre le altre squadre rivali (Ferrari e Mercedes) hanno programmato di sfornare degli aggiornamenti da Imola. Giocare d’anticipo, come ha già fatto anche la Red Bull, può essere un’arma vincente nella delicata partita degli sviluppi…

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