F1 | Aston Martin-Honda: il polverone alzato in conferenza stampa ha un obiettivo. Ecco quale
Newey e Honda hanno parlato apertamente dei problemi d'affidabilità della power unit per fare pressione sulla FIA. Con l'eventuale cancellazione di 2 gare in Medio Oriente, l'utilizzo dell'ADUO slitterebbe a inizio giugno e le due Case non vogliono attendere così tanto.
Adrian Newey, Aston Martin Racing, Lawrence Stroll, Aston Martin
Foto di: Joe Portlock / LAT Images via Getty Images
Il polverone alzato da Aston Martin nella conferenza stampa tenutasi nel paddock di Melbourne giovedì mattina ha un obiettivo. Adrian Newey e il presidente HRC Koji Watanabe hanno dichiarato ai media presenti che le vibrazioni generate dal V6 Honda sono così intense da arrivare ad impattare anche sui piloti. “La power unit è la fonte delle vibrazioni – ha dichiarato Newey – e al momento non possiamo fare nulla per limitare questo effetto. L’aspetto più preoccupante è che le vibrazioni vengono trasmesse alle dita del pilota, con il rischio di causare danni permanenti ai nervi delle mani”.
Le dichiarazioni di Aston Martin hanno stupito: quando si tratta di problemi, le squadre sono spesso disposte a negare anche l’evidenza. Per quale motivo, quindi, Newey ha voluto sottolineare la criticità su un fronte così delicato come la sicurezza? Nulla avviene per caso. Il primo dato è che Honda dovrà mettere mano in modo significativo al progetto RA626H (la sigla della power unit 2026) e con il regolamento oggi in vigore il problema non è soltanto di natura tecnica. Il primo passaggio sarà ottenere dalla FIA l’autorizzazione a iniziare gli interventi per motivi di affidabilità. Questo passaggio non dovrebbe essere difficile.
Diverso sarà invece il lavoro necessario per migliorare la performance. Il regolamento relativo alla power unit offre da quest’anno la possibilità di ricorrere all’ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities) consentendo ai motoristi in difficoltà di poter intervenire sul proprio progetto. C’è però un problema non indifferente nel caso Honda, poiché il primo intervallo di valutazione previsto dalla FIA è fissato dopo la sesta gara stagionale. Se diventerà effettiva la cancellazione delle tappe di Bahrain e Arabia Saudita, il sesto Gran Premio in calendario diventerà quello di Monaco (7 giugno).
Presentazione Power Unit Honda RA626H
Foto di: Honda
C’è anche un ulteriore aspetto, legato al cost cap che regolamenta i costruttori di power unit. Oltre ad un monte ore extra sui banchi prova, l’ADUO consente di poter disporre di un budget aggiuntivo rispetto al tetto di spesa, ma nel caso della Honda la prospettiva è quella di dover intervenire sul progetto in maniera molto più incisiva, andando ben oltre i costi di due correttivi concessi dal regolamento in caso di deficit di prestazione maggiore del 4%.
L’allarmismo sollevato da Honda e Aston Martin punta quindi a mettere pressione sulla FIA. Da una parte c’è l’esigenza di per poter contare su un aumento significativo del budget per avviare interventi di grande portata sul progetto, dall’altra il tentativo di anticipare i tempi. Il regolamento parla chiaro, ma invocare motivi di sicurezza potrebbe spingere la Federazione Internazionale a fare un’eccezione.
La volontà di Aston Martin di creare un caso eccezionale è emersa anche nella conferenza FIA in cui oggi è stato presente Adrian Newey. “Considerati i nostri numerosi danni alle batterie, la situazione è piuttosto spaventosa – ha dichiarato il team principal - speriamo di superare il weekend riuscendo a schierare le nostre due monoposto, ma al momento è molto difficile esserne certi”.
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