F1 | Aston Martin: dall'Ungheria con la AMR26 Evo l'obiettivo sarà di tornare in zona punti
La squadra di Silverstone ha congelato gli sviluppi sulla verdona in attesa che, prima della sosta estiva, arrivi il nuovo motore Honda evoluto grazie all'ADUO e debutti la monoposto profondamente rivista da Adrian Newey. La speranza è di abbandonare la coda della griglia per cominciare a risalire posizioni nel gruppo.
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Clive Rose / Formula 1 via Getty Images
L’Aston Martin è certamente la squadra più deludente dello schieramento di F1. Il punticino iridato conquistato da Fernando Alonso nel GP di Monaco conta poco perché è il frutto di penalità e ritiri, per cui non rappresenta affatto il valore della AMR26.
Il dato più eclatante che delinea qual è lo scenario effettivo della squadra di Silverstone dopo sette GP disputati è il secondo che separava le due verdone dalla Cadillac di Valtteri Bottas, ventesima sulla griglia.
Barcellona ha sancito altri due stop nello score dell’Aston Martin. Era lecito aspettarsi una reazione molto... calda del titolare Lawrence Stroll, mentre il manager canadese si sta mordendo la lingua aspettando che arrivi, finalmente, un’inversione di tendenza.
Nel Campus di Silverstone stanno lavorando sodo, a testa bassa, per arrivare al GP d’Ungheria, la gara che precede la sosta estiva. È come se Austria, Gran Bretagna e Belgio non esistessero nel calendario. Il team “deve” scendere in pista per rispettare i contratti, ma la stagione 2026 per il marchio britannico dovrebbe iniziare all’Hungaroring.
Aston Martin AMR26: si aspetta l'evoluzione della power unit Honda
Foto di: AG Galli
La tempistica iniziale era di presentarsi con la versione B della AMR26 a Spa-Francorchamps, ma più passano i giorni e più c’è la volontà di slittare all’appuntamento magiaro, mentre un pessimista Alonso a Barcellona aveva vaticinato un debutto ritardato all’Olanda se non a Monza.
Due dei quattro secondi che l’Aston Martin paga sono dovuti all’inadeguata power unit Honda, ma il resto, è inutile nasconderlo, dipendono da telaio e aerodinamica.
Mike Krack, responsabile in pista dell'Aston Martin, ha ammesso che i weekend di gara a Monaco e Barcellona, su due circuiti completamente diversi, hanno confermato al team che la AMR26 ha una crescita zero.
Aston Martin AMR26
Foto di: AG Galli
"Le caratteristiche di Barcellona non potevano essere più diverse rispetto a Monaco - ha ammesso Krack -. A Montmelò c’erano molte curve veloci e a media velocità. Pochissime curve lente. A Monaco era l'opposto. A Monte Carlo si faceva fatica a far lavorare le gomme. In Spagna si cercava di raffreddarle. Due situazioni molto diverse, ma siamo indietro su entrambi i circuiti a dimostrazione che dobbiamo lavorare su tutti gli aspetti”.
Uno spazientito Alonso ha parlato chiaramente dell’Aston Martin con la “... peggiore macchina e il peggiore motore”. E nessuno l’ha smentito. Del resto, l’Aston Martin non sta portando pacchetti di aggiornamento in pista: il team si limita ad adeguare la AMR26 alle caratteristiche della pista.
Lance Stroll, Aston Martin Racing
Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images
“È una situazione che pesa su tutti - ha ammesso Krack -. Si percepisce nel box. Si percepisce soprattutto nei piloti. Ne abbiamo già parlato. È una situazione molto difficile. Il nostro compito è di mantenere alta la motivazione. Imparare il più possibile. L'ho già detto. Ci sono ancora molte cose che possiamo migliorare con questa macchina. Sarebbe facile dire che continuiamo a girare in tondo in attesa degli aggiornamenti. Alcuni dei problemi che abbiamo rimarranno, ma dobbiamo sfruttare le opportunità per migliorare”.
La Honda, grazie all’ADUO, ha intenzione di ridurre sensibilmente il gap di potenza: i giapponesi potrebbero giocare due aggiornamenti in un colpo solo, mentre il team Aston Martin schiererà una monoposto molto evoluta, visto che dovrebbe rimanere solo la sospensione anteriore uguale a quella che si vede sull’attuale AMR26.
Adrian Newey, Team Principal Aston Martin
Foto di: Mark Sutton / Formula 1 via Getty Images
E chi pensa che Adrian Newey, dopo il flop di questa verdona, voglia fare un passo indietro si sbaglia di grosso: il “genio” inglese sta integrando il gruppo di lavoro intorno a sé, visto che oltre all’interfaccia Enrico Cardile, il tecnico di Stratford-upon-Avon sta puntando su due ex Mercedes come Jack Vino (aerodinamico) e Duncan Elliot (chief designer).
Dettaglio della sospensione posteriore dell'Aston Martin AMR26
Foto di: AG Galli
Se la sospensione posteriore con il braccio posteriore allacciato ai piloti che sorreggono l’ala posteriore ha suscitato molte discussioni, aspettiamoci una soluzione ancora più spinta che, probabilmente, andrà ad anticipare alcuni concetti del prossimo anno. La speranza della squadra è di abbandonare la coda del gruppo per ambire con una certa regolarità alla zona punti. E sarebbe un grosso successo vista la partenza nel campionato 2026...
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