F1 | Aston Martin: a Baku ala di Monza con nolder e corner più scarico
Intorno alla squadra di Silverstone si è creata una grande attenzione per l'ufficializzazione di Newey, mentre lo staff tecnico diretto da Dan Fallows cerca di dare competitività alla AMR24. Nell'appuntamento azero sulla verdona si punta ad un assetto scarico alla ricerca delle alte velocità sul lungo rettilineo.
Dettaglio tecnico della Aston Martin AMR24
Foto di: Giorgio Piola
Tutti parlano dell’Aston Martin e dell’arrivo di Adrian Newey a partire dal 2 marzo. La squadra di Silverstone in prospettiva 2026 è certamente una delle strutture che può ambire a fare molto bene con l’obiettivo di inserirsi nella lotta per il mondiale, ma per il momento Fernando Alonso e Lance Stroll devono difendersi con la AMR24, una monoposto sicuramente interessante, ma che non ha espresso il suo vero potenziale a causa dei problemi di bilanciamento che rendono ostica la monoposto in certe situazioni.
A Baku nella prima sessione di prove libere vedremo la verdona che effettuerà un paio di test sul corner posteriore con l’obiettivo di ridurre la resistenza all’avanzamento su un tracciato che propone un rettilineo lungo oltre 2,2 km.
Aston Martin AMR24: l'ala di Baku è quella di Monza con il nolder
Foto di: Giorgio Piola
Aston Martin AMR24: l'ala posteriore molto scarica di Monza
Foto di: Giorgio Piola
Coraggiosamente l’Aston Martin, alla ricerca di alte velocità massime, e nella speranza di tentare dei sorpassi, ha deciso di riutilizzare nell’appuntamento azero l’ala posteriore molto scarica che è stata vista a Monza. L’unica modifica riguarda l’aggiunta di un piccolo nolder nel bordo d’uscita del flap mobile che è quasi piatto perché può essere utile a dare carico nel tratto della pista più lento nella parte vecchia della città. Anche l'ala anteriore propone una configurazione più carica rispetto a Monza perché c'è da combattere il sottosterzo nelle parti guidate a bassa velocità.
Aston Martin AMR24: l'ala anteriore di Baku è più carica di quella di Monza
Foto di: Giorgio Piola
L’elemento mobile adotta un comando del DRS insolito, perché deve muovere un flap praticamente orizzontale con un movimento limitato che renderà meno efficace l’apertura dell’ala a beneficio di una velocità di percorrenza sul dritto decisamente maggiore.
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