Iscriviti

Sign up for free

  • Get quick access to your favorite articles

  • Manage alerts on breaking news and favorite drivers

  • Make your voice heard with article commenting.

Motorsport prime

Discover premium content
Iscriviti

Edizione

Italia Italia
Analisi
Formula 1 GP di São Paulo

F1 | Aston: come Alonso ha giocato d'astuzia nella lotta al podio

Fernando Alonso ha conquistato un podio che sembra un sospiro di sollievo dopo un periodo in cui l'Aston Martin sembrava aver smarrito se stessa. Lo spagnolo ha costruito una gara di alto livello sapendo sia gestire nei momenti più propizi che giocare d'astuzia nel duello con Sergio Perez, adottando traiettorie che gli hanno permesso di massimizzare la situazione e respingere gli attacchi del messicano. Dopo tanti esperimenti, che li hanno portati anche a fare un passo indietro sul pacchetto tecnico, questo era il risultato di cui la squadra aveva bisogno.

Fernando Alonso, Aston Martin AMR23, guida Sergio Perez, Red Bull Racing RB19

Anche in Brasile, in testa alla corsa è andato in scena il classico monologo di Max Verstappen che quest’anno lo ha portato a centrare diciassette vittorie in venti gare, un record assoluto per la categoria sia sul piano delle percentuali che dei successi assoluti. L’olandese è sembrato inarrestabile, ma è alle sue spalle che si creata la lotta che ha tenuto i tifosi con il fiato sospeso fino alla bandiera a scacchi.

Il duello in questione è quello tra Sergio Perez e Fernando Alonso, con quest’ultimo autore di una gara gestita con grande autorevolezza, anche nei momenti in cui quel podio tanto cercato sembrava quasi perso. Un terzo posto costruito con un’ottima qualifica al venerdì dove, con una buona strategia che aveva visto le due Aston essere le prime a lasciare la pit lane, le monoposto della squadra di Silverstone avevano occupato totalmente la seconda fila, mettendosi alle spalle avversari potenzialmente più veloci.

Ciò ha rappresentato un elemento fondamentale nell’economia della gara dello spagnolo, soprattutto perché ha permesso di evitare il traffico nel primo stint, potendo così gestire con maggior tranquillità gli pneumatici incrementando comunque il vantaggio sui piloti alle proprie spalle. Per riuscirci, tuttavia, è stato fondamentale completare il sorpasso su Hamilton dopo la ripartenza, dato che, altrimenti, la corsa avrebbe potuto assumere scenari totalmente diversi.

Fernando Alonso, Aston Martin F1 Team, terzo posto, festeggia con il suo trofeo

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

Fernando Alonso, Aston Martin F1 Team, terzo posto, festeggia con il suo trofeo

“Credo che, onestamente, il sorpasso più importante della gara sia stato quello su Hamilton nel primo giro. Ha cambiato la mia gara. Se parto dalla quarta posizione e devo lottare con Hamilton nel primo stint, anche se alla fine riesco a prenderlo e superarlo nel decimo giro o giù di lì, le mie gomme non saranno mai in condizione di prolungare il primo stint e poi di avere un vantaggio su Checo nel secondo stint e nel terzo stint, quindi per me c'è un momento cruciale della mia gara ed è il primo giro, alla curva 4 con Hamilton”, ha detto Alonso.

Dopo la prima partenza, Sergio Perez  si era ritrovato al settimo posto: indubbiamente meglio della nona casella ottenuta in qualifica non avendo potuto completare  il giro per le bandiere gialle, ma non abbastanza per evitare di rimanere bloccato alle spalle delle due Mercedes nella prima parte di gara, ritrovandosi così a oltre otto secondi dall’asturiano dopo soli venti tornate.

Il vantaggio accumulato inizialmente ha infatti generato anche un’altra conseguenza positiva, ovvero il fatto di poter ritardare la prima sosta creando così una disparità a proprio favore in termini di vita gomme. Seppur anticipando il pit stop il portacolori della Red Bull sia stato in grado di dimezzare il distacco, allo stesso tempo in Aston Martin sentivano di non aver fretta, tanto che Alonso si è poi ritrovato con coperture più fresche di cinque giri e un gap comunque abbastanza ampio per poter affrontare lo stint senza essere costretto a forzare il ritmo nella fase iniziale. Anche in questo caso, il fatto di aver avuto a disposizione quel piccolo tesoretto ha giocato a favore del due volte campione del mondo.

Fernando Alonso, Aston Martin AMR23, entra ai box per un pit stop

Photo by: Andy Hone / Motorsport Images

Fernando Alonso, Aston Martin AMR23, entra ai box per un pit stop

In meno di dieci passaggi, Perez era quasi riuscito a chiudere il gap che si era creato da Alonso portandosi a poco più di un secondo, proprio al limite della zona DRS. Tuttavia, il messicano ha poi pagato sforzo iniziale nella seconda metà dello stint, quando i suoi tempi si sono alzati, mentre quelli dell’alfiere dell’Aston Martin sono rimasti sostanzialmente costanti, a dimostrazione di un’ottima gestione gomma. Con il distacco tra i due che si stava ampliando in maniera sempre più sostanziosa, Red Bull aveva quindi deciso di richiamare Perez: se in occasione della prima sosta il team di Silverstone si era ritrovata in una situazione che gli aveva permesso di attendere, diversa è stata la situazione al secondo pit stop.

In realtà, lo spagnolo aveva proposto anche di rimanere fuori, dato il buon lavoro svolto nel contenimento del degrado delle coperture, ma alla fine è prevalsa la scelta di non rischiare, effettuando così il cambio gomme nel passaggio successivo. Ora che i due erano si erano ritrovati sulla stessa mescola e con uno scarto minimo in termini di usura, tutto sembrava pronto per una lotta intensa. Un sorpasso che, probabilmente, sarebbe arrivato se Alonso non fosse salito in cattedra mettendo in mostra il suo talento e la sua intelligenza tattica.

Sapendo che Perez prima o poi avrebbe richiuso il gap, proprio come era già avvenuto in precedenza, nei primi giri del terzo stint lo spagnolo ha scelto di non stressare gli pneumatici, mantenendo un ritmo leggermente più lento in modo da assicurarsi che vi fosse stata abbastanza gomma per affrontare un inevitabile duello. Ma non appena la Red Bull si è riavvicinata portandosi a poco più di un secondo, Alonso ha improvvisamente migliorato il proprio passo scendendo sotto il minuto e quindici nel tentativo di tenere Perez fuori dalla zona DRS.

Fernando Alonso, Aston Martin F1 Team, terzo posto, festeggia all'arrivo al Parc Ferme

Photo by: Andy Hone / Motorsport Images

Fernando Alonso, Aston Martin F1 Team, terzo posto, festeggia all'arrivo al Parc Ferme

L’aspetto interessante si concentra anche nell’interpretazione di determinate curve, più nello specifico quelle del secondo settore, dove Aston Martin poteva girare in aria pulita e creare un piccolo margine di vantaggio da spendere nella preparazione dell’intertempo conclusivo. Mettendo a confronto i due rivali, si può notare come Alonso prediligesse linee particolari che favorivano la fase di trazione in uscita, mentre Perez cercasse di guadagnare quanto più possibile nella prima parte della curva tagliando in ingresso, tanto che in diverse occasioni il suo ingegnere di pista gli aveva suggerito di imitare le traiettorie dell’asturiano. Questa differenza la si può notare anche in curva dodici, dove il portacolori dell’Aston Martin tendeva a seguire una linea più larga in modo da anticipare il ritorno sull’acceleratore massimizzando anche l’impronta a terra degli pneumatici con una vettura quanto più dritta possibile. Una situazione opposta a quella del messicano che, tentando di favorire l’inserimento, usciva da quel tratto con una velocità inferiore.

“Penso che, quando si corre davanti a un'altra vettura, si ha un miglior carico, si è in aria pulita e questo forse è stato un bene per la gestione degli pneumatici. E [Perez] ha fatto un po' di fatica in curva 10, 11 e 12 stando dietro a un'altra monoposto. E questo era probabilmente il gioco che stavamo facendo. Quelle tre curve erano cruciali per provare un sorpasso”, ha raccontato il due volte campione del mondo durante le interviste. Questo approccio ha funzionato fino agli ultimi giri, quando il degrado ha iniziato a farsi sentire dando l’opportunità al messicano di avvicinarsi e tentare l’attacco nel penultimo giro dopo aver ricaricato le batterie.

Perez ha passato lo spagnolo alla prima chicane, ma non è mai riuscito ad andare via perché ha sempre giocato in difesa guadando negli specchietti con linee che, chiaramente, ne hanno inficiato la performance. Alonso ne ha approfittato replicando nella tornata successiva con un sorpasso sul rettilineo che porta a curva quattro, nato anche dal fatto che il portacolori della Red Bull avesse optato per un approccio molto cauto in difesa di curva uno, non potendo così contare su una buona uscita da curva tre. Il due volte campione del mondo ha poi ammesso di aver pensato di aver perso il podio quando aveva inizialmente perso il terzo posto, ma proprio quella indecisione ha aperto l’opportunità di replicare sul finale: “Quando mi ha passato a due giri dalla fine, ho pensato: 'Ok, è andata, il podio non è più possibile'. Ma lui ha frenato un po' tardi in curva 1 e io ho detto: 'Ok, ci provo alla 4'".

Confronto telemetrico tra Alonso e Perez in Brasile: si può notare la differente interpretazione all'ultima curva

Photo by: Gianluca D'Alessandro

Confronto telemetrico tra Alonso e Perez in Brasile: si può notare la differente interpretazione all'ultima curva

I due hanno poi dato vita a uno spettacolare testa a testa sul rettilineo che si è concluso con un distacco di soli 53 millesimi sotto la bandiera a scacchi, riportando così Alonso per l’ottava volta nel corso di questa stagione su quel podio che mancava da Zandvoort. Dopo un periodo difficile in cui Aston Martin non era stata in grado di trovare la quadra nella comprensione della vettura, una prestazione del genere, anche da parte del compagno di squadra Lance Stroll, bravo nel centrare un bel quinto posto, era ciò di cui la scuderia aveva bisogno.

In Brasile la AMR23 è sembrata rivitalizzata con un ritorno all’antico, togliendo parte degli aggiornamenti che erano stati introdotti nel fine settimana del GP degli Stati Uniti. Tom McCullough, Team Performance Director della scuderia britannica, ha spiegato che quel pacchetto rappresentava anche la volontà di effettuare degli esperimenti su alcuni concetti che potrebbero potenzialmente essere riproposti il prossimo anno, in modo da “spingersi oltre i limiti in alcune aree del fondo”.

Vi è ancora la convinzione che alcune parti del nuovo pacchetto non abbiano funzionato come sperato e il fatto che sia negli Stati Uniti che in Messico il team abbia effettuato delle prove comparative ne è una conferma. Per questo gli ingegneri hanno poi deciso di fare un passo indietro, tornando a una specifica precedente proprio del fondo. Ora starà ai tecnici analizzare i dati e capire a fondo cosa non abbia funzionato, in modo che certe difficoltà non si ripropongano anche in futuro.

Leggi anche:

Be part of Motorsport community

Join the conversation
Articolo precedente F1 | Pirelli lavorerà a un nuovo concetto di gomme per il 2025
Prossimo Articolo F1 | Ferrari: motore salvo, bloccaggio partito dal differenziale

Top Comments

Sign up for free

  • Get quick access to your favorite articles

  • Manage alerts on breaking news and favorite drivers

  • Make your voice heard with article commenting.

Motorsport prime

Discover premium content
Iscriviti

Edizione

Italia Italia