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F1 | Aston: a Singapore è Alonso show con una AMR25 che vive di compromessi estremi

La Aston Martin AMR25 resta una monoposto per certi versi estrema, non tanto nelle performance, ma nelle caratteristiche. Per essere competitiva deve sfruttare le occasioni in cui si possono caricare le ali per compensare la carenza di performance del fondo, come si è visto a Singapore: ma l'altro elemento vincente è stata l'aggessività di Alonso.

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

La Aston Martin AMR25 continua a correre a due velocità... quasi letteralmente. La stagione altalenante del team di Silverstone rappresenta uno degli esempi più chiari in griglia di una monoposto estrema, non tanto per le prestazioni assolute, quanto per la netta contrapposizione tra punti di forza e debolezze. Un’eredità che affonda le radici nel passato, ma che quest’anno appare ancora più evidente.

Si tratta di un tema che avevamo già affrontato dopo l’Ungheria: le piste lente e ad alto carico, proprio quelle in cui Aston Martin ha raccolto i risultati migliori, finiscono paradossalmente per mettere in luce il vero limite della AMR25, ossia la mancanza di carico. A differenza degli ultimi tracciati, indirizzati su configurazioni a basso carico, Singapore ha offerto lo scenario opposto, rendendo ancora più evidente questa fragilità.

Pur senza introdurre novità, a Marina Bay la AMR25 è tornata a imporsi come la monoposto più rapida del centro gruppo, confermando quelle caratteristiche estreme con cui il team convive ormai da tempo. Non è un segreto che la AMR24, la vettura dello scorso anno, fosse difficile e nervosa da guidare, aggravata da una complessità tecnica che la portava addirittura ad alternare due diversi fondi a seconda delle piste.

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images

Per questo, con la vettura 2025 si è scelto di fare un passo indietro: renderla più docile, anche a costo di sacrificare il picco di carico. Una scelta che ha effettivamente aiutato i piloti, ma che ha messo in evidenza una chiara carenza di carico generato dal fondo rispetto ai rivali. Di conseguenza, Aston è costretta a cercare deportanza dalle ali, pagando però un prezzo elevato in termini di velocità sui rettilinei.

Più l’ala è carica, maggiore è la resistenza che genera: il risultato è una minore efficienza e velocità di punta ridotte. Non a caso, alla vigilia di Singapore il Team Principal aveva sottolineato questa caratteristica della AMR25: “Penso che sia una descrizione corretta della vettura. Sulla vettura di quest’anno, ci sono caratteristiche figlie degli anni passati e non abbiamo investito molte risorse”.

In sostanza, quando Aston Martin può permettersi di caricare le ali su tracciati come Budapest o Marina Bay, dove l’efficienza aerodinamica passa in secondo piano perché tutti sono costretti a girare con massimo carico e i rettilinei sono brevi, la AMR25 riesce a esprimersi al meglio e a fare la differenza nel confronto diretto con il centro gruppo.

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images

Uno degli obiettivi su cui gli ingegneri avevano lavorato durante l’inverno era aumentare il carico sull’avantreno, così da ridurre il cronico sottosterzo nelle curve lente che aveva penalizzato la monoposto lo scorso anno. Un percorso proseguito anche in questa stagione, con varie soluzioni dedicate proprio all’anteriore, tra cui quelle introdotte in Ungheria per renderlo ancora più preciso.

Un lavoro che ha dato i suoi frutti nella ricerca del bilanciamento, a cui si sono aggiunti due fattori determinanti: Fernando Alonso e le scelte azzeccate al via. Lo spagnolo, con la sua grinta e la sua velocità, è stato ancora una volta decisivo nel massimizzare il potenziale della monoposto, sia in qualifica che in gara. Diverso il destino di Lance Stroll, fermato in Q1 e costretto a una gara in rimonta.

Un’occasione sprecata: Singapore rappresentava una delle poche chance rimaste in stagione per vedere la AMR25 così competitiva e, forse, in grado di giocarsi il titolo di miglior vettura del centro gruppo. Ci saranno altri appuntamenti favorevoli, ma difficilmente con lo stesso potenziale.

L’altra scelta vincente è stata quella di partire con la soft. Una decisione importante, considerando che Alonso scattava dal lato sporco della griglia e che, eccezion fatta per Verstappen, anch’egli sulla mescola più tenera, tutti i piloti davanti allo spagnolo hanno perso almeno una posizione al via. In realtà, il vantaggio della soft era minimo, circa due metri, ma su una pista così sporca l’obiettivo non era tanto guadagnare posizioni, bensì difendere quelle ottenute in qualifica.

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

“Penso che sia stata una scelta azzeccata partire con le soft sulla griglia. Ottimo lavoro nel preparare quella come opzione e nel sapere come allungare lo stint. La paura era che, montando le soft, poi saresti costretto a fermarti, e magari dieci giri dopo arriva una Safety Car, quindi devi essere in grado di andare lungo, ed è proprio quello che Lance stava cercando”, ha spiegato Andy Cowell, TP Aston Martin.

“Penso che gli ingegneri che controllano e studiano le gomme abbiano fatto un ottimo lavoro, il setup era buono. Abbiamo deluso Fernando al pit stop, ma lui si è rifatto alla grande, no? È stato bello da vedere. Nessuna Safety Car, ma tanti sorpassi. Chi l’avrebbe mai detto, qui?”.

Infatti, anche dopo l’errore dei meccanici al pit stop, Alonso si è reso protagonista di sorpassi decisi, tra cui uno splendido alla staccata di curva 13, al limite e di sorpresa, in un contesto dove è notoriamente difficile trovare la manovra giusta per attaccare. Uno "show" che ha trovato eco anche nei suoi team radio, segnati anche da quell'errore che avrebbe potuto pesare ancor di più sulla sua gara.

Non è la prima volta che Aston Martin inciampa in errori di strategia o ai box, con conseguenze importanti sulla corsa dello spagnolo. Inevitabilmente, gara dopo gara, la frustrazione cresce e sfocia in team radio "di fuoco". Su una pista favorevole, è servito il miglior Alonso per esaltare una AMR25 competitiva, ma che ancora una volta ha mostrato il suo volto più estremo.

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