F1 | Antonelli, una strategia troppo prudente? I numeri mettono in discussione la scelta Mercedes
L'ultimo stint di Kimi racconta una storia diversa da quella spiegata da Toto Wolff. I numeri mostrano un passo nettamente superiore a quello di Russell e Verstappen, alimentando il dubbio che un pit stop anticipato avrebbe potuto cambiare il finale del Gran Premio.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Rudy Carezzevoli / Getty Images
Al termine del Gran Premio di Barcellona Toto Wolff era stato chiaro: “Abbiamo sempre detto di non volere imporre degli ordini di squadra, ma oggi abbiamo perso la gara anche per non aver voluto dare un team order. È un problema che dovremo affrontare”. In Austria ordini di squadra non se ne sono visti, ma c’è stata una fase della corsa in cui le scelte strategiche del muretto Mercedes meritano qualche riflessione.
Al giro 42 Russell era al comando con poco più di un secondo di vantaggio su Verstappen e circa sette su Antonelli. Temendo un possibile undercut da parte della Red Bull, Mercedes ha richiamato Russell ai box il giro successivo, ponendo fine ad uno stint di 24 giri su gomme hard. Verstappen è così salito momentaneamente al comando della gara, scegliendo di allungare il proprio stint nel tentativo di costruirsi un vantaggio garantito da pneumatici più freschi, ovvero, l’ultima carta a disposizione per provare un attacco finale alla Mercedes.
In questa fase si è deciso il finale di gara: gli strateghi della Stella hanno deciso di lasciare in pista Antonelli, prolungando il suo stint. Verstappen si è fermato al giro 49, quando Kimi si era ormai portato a meno di due secondi dalla Red Bull. Dopo la sosta di Max, Antonelli è stato tenuto in pista per altri due passaggi, perdendo circa due secondi e mezzo nei confronti sia di Russell sia di Verstappen. Un ritardo che, alla luce del risultato finale, assume un peso non trascurabile: sotto la bandiera a scacchi Antonelli ha chiuso ad appena tre decimi da Verstappen e a meno di due secondi dal compagno di squadra.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
“Penso che sia stata la strategia giusta al momento giusto – ha commentato Toto Wolff - perché quando Kimi è tornato in pista dopo la sua ultima sosta, Piastri era a soli 1,8 secondi da lui. Credo che la strategia abbia funzionato. Kimi ha perso la gara nelle prime curve, dopo essere partito in modalità 'attacco totale'. Questo lo ha portato a sbagliare la frenata in curva 1, in curva 3 e in curva 4. Ma mi piace questo approccio, è esattamente quello che mi aspetto da lui”.
Sulla grande occasione sfumata da Antonelli nei primi due giri ci sono pochi dubbi. Qualche perplessità, invece, emerge sulla spiegazione fornita da Wolff riguardo al ritardo dell'ultimo pit stop. “Prolungare lo stint di Kimi alla fine ha dato i suoi frutti. Ogni giro in più significa circa due decimi e mezzo di vantaggio grazie a gomme più fresche, ed è per questo che Antonelli nel finale andava così veloce”.
Anche prendendo per buono il delta indicato da Wolff, pari a circa due decimi e mezzo al giro, il passo mostrato da Antonelli nell'ultima parte della corsa racconta una storia diversa. Al giro 54 il suo ritardo da Russell era di 13"642. Seguendo il ragionamento del team principal Mercedes, il vantaggio garantito dalle gomme più fresche avrebbe dovuto consentirgli di recuperare circa cinque secondi nei restanti diciotto giri. In realtà Antonelli ne ha recuperati più del doppio.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
C'è poi un altro dato che alimenta i dubbi. Il suo ritmo è rimasto praticamente immutato fino al traguardo, senza alcun segnale di degrado. Al giro 59 ha fermato il cronometro sull'1'10"374, mentre dieci tornate più tardi, a soli due giri dalla bandiera a scacchi, ha girato in 1'10"407. Una differenza praticamente irrilevante. Di fatto Antonelli ha concluso la gara con pneumatici ancora in piena efficienza. Da qui nasce il dubbio: se fosse stato richiamato ai box tre o quattro giri dopo Russell, oppure nello stesso momento di Verstappen, il finale avrebbe potuto assumere contorni molto diversi.
Forse il muretto Mercedes, insieme al remote garage di Brackley, ha sottovalutato il passo che Antonelli sarebbe stato in grado di mantenere nell'ultimo stint. Oppure la scelta è stata dettata anche dalla volontà di evitare un finale che avrebbe potuto consegnare una doppietta alla squadra, ma allo stesso tempo esporre Russell all'attacco del compagno di squadra. È impossibile stabilirlo con certezza, ma il dubbio resta. E torna inevitabilmente alla mente proprio quella riflessione pronunciata da Toto Wolff dopo il Gran Premio di Barcellona.
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