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F1 | Antonelli: "Sono partito con la vena chiusa. Senza i problemi ai freni, il finale sarebbe stato diverso"

Il 3° posto lascia forse più una sensazione di rammarico che sorrisi al pilota italiano. La situazione di ieri in qualifica ha aggiunto pressione e Kimi ha ammesso di aver fatto i primi giri "con la vena chiusa", patendo anche dei problemi con i freni. Da metà gara in poi aveva il ritmo migliore, ma per Antonelli questo è un weekend da cui imparare

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images

In un campionato che supera le venti gare, c’è un elemento che conta più di ogni altro: non basta essere veloci, serve essere costanti, massimizzando anche i weekend negativi o segnati dalla sfortuna. Per Andrea Kimi Antonelli, quello dell’Austria rientra proprio in questa categoria, perché oltre alla bandiera gialla in qualifica che ha cambiato il volto della griglia, ci sono stati anche alcuni problemi in gara che hanno inevitabilmente influenzato il risultato finale.

Proprio per questo a fine gara nelle parole di Antonelli emerge inevitabilmente più di un pizzico di rammarico. Il ritmo mostrato nella seconda metà della corsa era infatti tra i più competitivi in pista. È vero che l’italiano è stato l’ultimo a fermarsi, ma il trend conferma quanto visto anche in altri appuntamenti, come in Spagna, dove aveva mostrato un passo superiore a quello di Russell.

Ma il rammarico non riguarda soltanto la bandiera gialla in qualifica: pesa anche quanto accaduto nei giri di apertura, quando nel tentativo di recuperare ha forzato troppo, adottando un approccio che lui stesso ha definito da vena chiusa. Una scelta aggressiva che però non ha prodotto l’effetto sperato e che, anzi, ha finito per favorire il ritorno di Max Verstappen.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes, Charles Leclerc, Ferrari

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes, Charles Leclerc, Ferrari

Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images

Nel tentativo di superare Charles Leclerc in curva 1 al secondo giro, Antonelli è finito nella via di fuga, aprendo così la porta non solo al controsorpasso del Ferrarista pochi metri più tardi, ma anche al rientro di Verstappen. L’olandese ha sfruttato l’occasione al meglio, superando in un solo colpo due piloti, mentre Kimi si è ritrovato al quinto posto in una fase delicata della corsa.

“Devo dire che il primo stint ho fatto molta fatica, poi nel secondo mi sono sentito meglio, mentre nel terzo andavo davvero forte. Peccato che sono arrivato tardi”, ha commentato Kimi ai microfoni di Sky, prima di aggiungere che proprio il tempo perso nel primo stint è ciò che gli è costato la chance alla fine di attaccare Russell e Verstappen sul finale, prendendosi anche qualche rischio senza pensare troppo alla classifica.

“Ci avrei provato assolutamente, perché ero lì. Diciamo che anche in gara sono partito un po’ con la vena chiusa, ma se avessi avuto l’opportunità, avrei cercato di sfruttarla al massimo”. L’approccio è quello giusto, perché dopo un terzo di stagione di certo non bisogna adagiarsi sugli allori e, anzi, forse è questo il momento in cui potersi prendere ancora dei rischi lottando come al solito prima di iniziare a guardare più intensamente alla classifica nella seconda metà di stagione.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: Joe Klamar / Getty Images

Ma quali sono i problemi che hanno frenato Antonelli nel primo stint? Sulla sua W17 si è manifestato un evidente sbilanciamento dei freni: il lato destro e quello sinistro non lavoravano alle stesse temperature, con il risultato che in frenata la vettura tendeva a muoversi ora da una parte ora dall’altra, riducendo la fiducia del pilota.

Inoltre, il pilota della Mercedes avvertiva un pedale del freno piuttosto lungo, un aspetto che gli toglieva ulteriore fiducia in fase di staccata. Due problemi tutt’altro che marginali: non si tratta solo di gestire uno squilibrio tra i freni, ma anche di non sapere come reagirà la vettura, perché nella maggior parte dei casi questo comportamento genera risposte poco costanti e difficili da prevedere nel momento in cui si tocca il pedale.

“Ho fatto molta fatica con i freni all’inizio, ma un po’ tutta la gara. Avevo i freni molto più caldi da una parte, quindi la macchina in frenata tirava un po’ a destra o a sinistra. E anche il pedale era abbastanza lungo, quindi facevo fatica in frenata, bloccavo molto spesso. Magari senza quello, gli ultimi giri sarebbero stati diversi”, ha aggiunto Kimi.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: Manuel Eletto / Getty Images

L’aspetto importante, però, è aver comunque centrato un podio. Nei fine settimana in cui Russell non è stato particolarmente competitivo sul fronte del passo, l’inglese ha spesso chiuso fuori dai primi tre. Antonelli, invece, continua a mantenere il suo filotto di piazzamenti sul podio anche nelle gare in cui non è riuscito a imporsi, con la sola eccezione della sprint di Miami.

È un segnale importante, perché dalla seconda metà di gara in poi, una volta risolti i problemi ai freni, il ritmo era chiaramente quello necessario per poter puntare alla vittoria. In un campionato così lungo, però, è la capacità di essere sempre lì davanti a fare davvero la differenza. Un elemento che Antonelli ha ben compreso, ma c'è anche qualcosa in più, ossia il perché considera questo weekend una lezione in ottica futura.

“Penso, comunque, che ci saranno sicuramente weekend in cui lui [Russell] sarà davanti e weekend in cui sarò davanti io. È molto forte, molto completo, e soprattutto in qualifica ha ancora quel piccolo margine in più, soprattutto nel finale, per trovare e spremere un po’ più di prestazione”.

“Ma credo che questo weekend sia stato un buon apprendimento per me, soprattutto dopo aver iniziato così bene. Ho un po’ perso il ritmo, forse mi sono rilassato troppo, o ero troppo sicuro. Però di certo è stato utile, e ora torneremo più forti a Silverstone”.

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