F1 | Antonelli porta la Mercedes in pole position, la Ferrari conferma il salto di qualità
Il capolavoro di Kimi vale una storica partenza al palo a Silverstone in una qualifica che, comunque, conferma la competitività della SF-26. Mercedes e Ferrari dettano il passo, per McLaren e Red Bull, invece, prosegue il weekend in salita.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
“Kimi, you’re a wonder boy!”. È uno dei tanti cartelli esposti dal pubblico di Silverstone, incastrato tra la marea di bandiere e striscioni dedicati ai cinque piloti britannici. Al termine delle qualifiche, mentre Antonelli sfilava con il pugno alzato sull’Hangar Straight, il gruppo di tifosi di Kimi saltava all’impazzata, contagiando anche il resto della tribuna, alzatasi in piedi per applaudire un’impresa storica. Erano settantatré anni che un pilota italiano non conquistava la pole position sul circuito di Silverstone.
La Mercedes ha fatto la sua parte, ma Antonelli ci ha messo molto del suo. Nel box della Stella raccontano che il riferimento interno era il tempo fatto segnare da Russell, quello che la squadra riteneva realistico alla vigilia della qualifica. I tre decimi e mezzo che hanno consegnato a Kimi la pole position (provvidenziali, vista la conferma delle due Ferrari) sono solo farina del suo sacco.
Tutto sembra arrivare con naturalezza: i giri di Antonelli sembrano delle perfette “O” tracciate a mano libera, senza la minima sbavatura. “È impressionante vedere come mantenga la calma per poi piazzare la stoccata vincente con un sorriso – ha commentato Toto Wolff – Kimi sta offrendo prestazioni di altissimo livello e, considerando che è solo al suo secondo anno, è un piacere vederlo all’opera”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: James Sutton / Formula 1 / Formula Motorsport Ltd via Getty Images
Anche la Mercedes, però, ha compiuto un passo avanti. Rispetto alla Sprint Qualifying il setup è stato ritoccato per correggere alcune criticità emerse nelle curve lente, migliorando la fase d’inserimento. L’errore di Russell all’inizio della Q1, infatti, non è stato attribuito alla guidabilità della monoposto. Secondo il team è stata una raffica di vento a sorprendere George, sfortunato nel perdere il controllo ma bravo, e fortunato, a evitare conseguenze peggiori riuscendo a rientrare ai box. Una volta tornato al garage è stato necessario sostituire anche il sedile, riempitosi di ghiaia durante l’escursione.
In Q3 tutto ha funzionato alla perfezione, ma Russell non è comunque andato oltre il quarto tempo. George ha parlato apertamente di una carenza di velocità di punta, un tema sul quale la Mercedes, almeno per ora, preferisce non sbilanciarsi.
“Per tutto il weekend abbiamo faticato con la velocità sul dritto – ha spiegato Russell – rispetto all'altra Mercedes perdo terreno. Parliamo di 6 km/h nell’ultimo settore e di circa 3 km/h nel settore centrale. Con un deficit del genere non posso pensare di vincere la gara”.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
La Ferrari si conferma
La pole position Sprint conquistata ieri da Lewis Hamilton non è stata un episodio isolato. Dopo la “garetta” è terminato il regime di parco chiuso e tutti hanno avuto la possibilità di intervenire sulle vetture. Se davvero la Ferrari fosse stata favorita soltanto dalle circostanze, oggi gli equilibri sarebbero dovuti cambiare. È successo l’esatto contrario. La SF-26 si è confermata protagonista e, nei confronti di Red Bull e McLaren, il margine è addirittura aumentato.
Mentre il paddock continua a interrogarsi sul perché la Ferrari si sia confermata competitiva su una pista che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto penalizzarla, la notizia forse più significativa arriva da Charles Leclerc.
Charles Leclerc, Ferrari, Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images
Per il monegasco il secondo posto rappresenta soprattutto un’iniezione di fiducia. Dopo settimane complicate, Charles è tornato a essere il pilota capace di esaltarsi nel momento decisivo della Q3.
“Mi sono trovato davanti a un bivio – ha raccontato – cambiare completamente il mio stile di guida per cercare di riprodurre quello di Lewis, visto che chiaramente funziona, oppure continuare a seguire la mia strada cercando di adattare la macchina al mio stile. Ho scelto di restare fedele a ciò che in passato mi aveva dato risultati, lavorando sulla vettura e sfruttando tutti gli strumenti che ho a disposizione nell’abitacolo”.
Il secondo e il terzo posto rappresentano già un risultato superiore alle aspettative della vigilia, ma potrebbero non essere il punto più alto del weekend Ferrari. Dopo la Sprint la squadra ha scelto di modificare il setup pensando soprattutto ai 52 giri della gara, sacrificando qualcosa sul giro secco nella speranza di guadagnare competitività sulla distanza.
Battere le due Mercedes non sarà semplice, anzi, l’impresa alla vigilia appare quasi impossibile, ma fino a poche ore fa sembrava altrettanto improbabile vedere entrambe le Ferrari davanti, e con margine, a McLaren e Red Bull, finora le due grandi deluse del fine settimana di Silverstone.
In questa prima parte della stagione la Ferrari ha dimostrato di essere imprevedibile. Ha mancato la vittoria di Monaco, che sembrava alla sua portata, ed è riuscita a imporsi a Barcellona quando tutti la consideravano soltanto la quarta forza in campo. La SF-26 continua a sfuggire alle previsioni. Per questo, guardando al Gran Premio di domani, una sola conclusione sembra davvero prudente: mai dire mai.
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