F1 | Antonelli: “Guardo ogni giorno le foto del podio, ma non ho ancora realizzato Monza”
Kimi racconta i giorni successivi al trionfo nel GP d’Italia, dal kart con i meccanici ai messaggi di Rossi, Sinner e Bezzecchi: “Dopo Madrid avrò tempo per capire cosa è successo”. Poi guarda al Madring: “Ricorda Jeddah, ma con ancora meno margine. Trovare il setup sarà una grandissima sfida”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Kimi Antonelli non ha ancora avuto il tempo di capire fino in fondo cosa sia successo. La vittoria di Monza ha prodotto immagini destinate a rimanere nella storia, ha acceso un entusiasmo enorme e gli ha consegnato uno dei weekend che probabilmente accompagneranno tutta la sua carriera. Ma appena sceso dal podio, la vita di Kimi è tornata quasi immediatamente quella di sempre.
“Non ho ancora realizzato del tutto – ha raccontato Antonelli – lunedì ero già in pista con i kart e martedì al simulatore, quindi non sono ancora riuscito a rendermi conto completamente dell'effetto che ha avuto questa vittoria. Però ci sono delle foto bellissime del podio che sto guardando ogni giorno. È stato un momento incredibile”.
Anche i festeggiamenti hanno seguito uno stile molto Antonelli. Nessuna celebrazione, ma una giornata in kart insieme ai suoi meccanici. “Eravamo in pista, tanto per cambiare. Ci siamo divertiti, è stata una bella giornata. I meccanici erano contenti e per me questa era la cosa importante”.
Antonelli ha scelto un KZ, categoria impegnativa sul fronte fisico, ed in più Kimi non saliva su un kart dello scorso mese di gennaio. “A fine giornata ero cotto. Il KZ mi ha massacrato, sicuramente più del Gran Premio. Ero già stanco per la gara e non ci salivo da gennaio, quindi è stata tosta”.
Poco dopo i commenti tornano inevitabilmente a Monza. Antonelli aveva messo in conto che la maggioranza del pubblico sarebbe stata inevitabilmente legata alla Ferrari, ma ciò che ha trovato durante il Gran Premio è andato molto oltre le sue aspettative. “È stato eclatante, bellissimo. Da metà gara in poi, quando uscivo dalla prima chicane, vedevo una tribuna che si alzava in piedi. Mi ha dato una carica incredibile, qualcosa in più. Il supporto è stato fantastico e anche i festeggiamenti sono stati indimenticabili”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes, sul podio di Monza
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
L'ultimo giro resta uno dei ricordi più nitidi. “L'ho fatto tutto con i brividi. Ho continuato a spingere perché non volevo pensare troppo. Poi dopo la seconda di Lesmo mi hanno detto via radio di portare la macchina a casa. In quel momento sono uscito un po' dalla bolla e ho pensato: ‘Adesso non posso fare cazzate’. Così alla Ascari e alla Parabolica sono andato un po' più tranquillo”.
Tra i ricordi che Antonelli conserverà c'è anche la bandiera italiana portata sul podio, diventata a sua volta un cimelio. “Me la sono portata a casa. È quella che avevo sul podio ed è stata fatta firmare dai tifosi. Ci sono tanti messaggi molto belli. E voglio farmi anche un poster con una delle fotografie del podio”.
Il trofeo di Monza, invece, è rimasto temporaneamente a Brackley, come accade abitualmente dopo i Gran Premi, per consentire ai dipendenti Mercedes di vederlo e fotografarlo. Poi Antonelli ha intenzione di reclamarlo. Anche perché quel particolare trofeo è già entrato nella storia del weekend, dopo che Kimi lo ha utilizzato nel modo più insolito possibile: per mangiarci degli spaghetti, come da promessa.
“La pasta era buona, anche se ovviamente non era al livello di Bologna - ha scherzato - però il trofeo e la location hanno compensato molto. Quello di Monza lo vorrei tenere: è la gara di casa e sicuramente me lo conserverò caro”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Kimi ha ricevuto tantissimi messaggi dopo il successo, molti provenienti anche da grandi protagonisti dello sport italiano. “Me ne sono arrivati un sacco, mi ha fatto molto piacere vedere così tanto entusiasmo e supporto. È stato bellissimo. Mi dispiace soltanto non essere riuscito a godermi un po' di più il momento, perché c'è subito un'altra gara. Probabilmente dopo Madrid, quando tornerò a casa e avrò una settimana libera, avrò il tempo per pensarci davvero e rendermi conto di ciò che è successo”.
Prima, però, c'è Madrid. E basta ascoltare Antonelli descrivere il Madring per capire quanto rapidamente Monza sia stato messo, almeno professionalmente, in archivio. “La pista è bellissima, con molti saliscendi, ed è tosta. Per certi versi ricorda Jeddah, ma qui c'è ancora meno margine d'errore. A Jeddah ci sono alcuni punti, anche nelle curve veloci, nei quali se commetti un errore puoi andare un po' largo. Qui il margine è praticamente zero”.
Le velocità non saranno affatto da tradizionale cittadino. Antonelli stima che la grande curva sopraelevata possa essere percorsa in qualifica intorno ai 270-275 km/h, mentre anche alcune sequenze di cambi di direzione verranno affrontate oltre i 200. Ma secondo Kimi la vera complessità del Madring non sarà solamente nella guida.
Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Eric Le Galliot
“È una pista molto complicata anche dal punto di vista del setup perché ci sono tutti i tipi di curve: chicane, curve lente e curve veloci. Ci sono frenate a macchina dritta e altre nelle quali bisogna frenare con lo sterzo girato. In alcuni punti sarà molto facile bloccare una ruota”.
A tutto ciò si aggiunge la necessità di utilizzare aggressivamente i cordoli. “Bisogna avere una macchina capace di assorbirli bene. Sarà veramente difficile trovare il giusto compromesso per tutto il giro. Sarà una grandissima sfida sia per noi piloti sia per gli ingegneri”.
Per questo la prima sessione di prove libere avrà un'importanza particolare. Il simulatore ha permesso di arrivare in Spagna con una buona conoscenza teorica del tracciato, ma Antonelli sa che la realtà potrebbe raccontare una storia differente. “Credo che in FP1 l'obiettivo sarà completare più giri possibile, prendere ritmo e imparare la pista. Ho lavorato molto al simulatore, ma quando arrivi in pista è sempre diverso. Bisognerà anche capire quale sarà il livello di grip, perché al momento l'asfalto è molto sporco”.
Madring: ecco la curva sopraelevata
Foto di: Clive Rose / Getty Images
E su un circuito nel quale i muri sono vicini, ogni minuto di pista perso potrebbe avere un peso maggiore del normale. “Bisogna cercare di completare tutti i giri possibili perché non sai mai cosa può succedere con bandiere rosse o gialle. Non sarà facile”.
Sul piano della competitività Antonelli vede però alcuni elementi che potrebbero aiutare Mercedes. Il primo è proprio il nuovo asfalto. “È una superficie che dovrebbe offrirci abbastanza grip e questo può aiutarci. McLaren oggi ha un po' più di grip e un po' più di carico rispetto a noi, anche grazie agli aggiornamenti che ha portato. Noi siamo fermi dal Canada con gli sviluppi e sulle piste dove servono ali più grandi ci manca un pochino di carico”.
Il riferimento è anche a quanto accaduto recentemente a Zandvoort. “Con un asfalto vecchio, dove la macchina scivola di più e stressa maggiormente le gomme, soprattutto in gara abbiamo sofferto. Qui invece l'asfalto nuovo e il maggiore grip possono compensare un po' quella piccola mancanza di carico. Era successo anche a Monza”.
Antonelli si aspetta una pista nella quale il carico aerodinamico avrà comunque un peso importante e vede anche la Ferrari tra le squadre potenzialmente competitive. “Qui più carico hai e meglio è. Non ci sono rettilinei molto lunghi e ci sono tante curve, quindi più grip riesci a generare e più forte puoi andare”.
Resta un'ultima incognita: i sorpassi. Il layout non sembra offrire molte opportunità semplici e lo stesso Antonelli sorride indicando quella che sarebbe la strategia ideale. “Bisogna partire in pole, fare una buona partenza e scappare via. Perché altrimenti sorpassare qui non sarà facile”.
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