F1 | Antonelli eroico: ha finito anche se aveva perso 100 punti di efficienza con la wheel shield rotta
Il bolognese ha dimostrato la sua capacità di adattamento alla Mercedes W17 menomata dopo il cedimento del deflettore della ruota anteriore sinistra. Peccato che abbia dovuto pagare 5 secondi di penalità per i ripetuti track limit causati da una freccia nero e argento inguidabile.
Antonelli con la Mercedes W17 danneggiata nella wheel shield sinistra
Non ha preso punti, ma ci ha provato fino in fondo. Non si è arreso prendendo mestamente la via dei box, ma ha voluto concludere il GP di Gran Bretagna con la sua Mercedes W17 che ormai era niente altro che un cavallo azzoppato. Il muretto dei box della Stella lo ha richiamato più volte via radio, consigliandogli lo stop.
I tecnici temevano un cedimento strutturale nell’anteriore sinistra della freccia nero e argento, mentre il giovane bolognese era convinto di domare il destriero imbizzarrito e la speranza era di portare a casa almeno un punticino per la classifica del mondiale piloti per avere la garanzia di restare in testa al campionato anche dopo un eventuale ulteriore ritiro.
Mentre stava completando la sua rimonta su Charles Leclerc (era arrivato a meno di tre secondi) per ambire forse alla vittoria, il 19enne emiliano nel corso del 39 esimo giro a Copse ha subito un cedimento improvviso: poteva sembrare la rottura della sospensione anteriore sinistra e, invece, non era niente di strutturale, anche se il volante era storto e la vettura non seguiva le traiettorie normali.
Mercedes W17: ecco la wheel shield
Foto di: AG Photo
A collassare è stato il wheel shield. Di che si tratta? Della paratia in carbonio imposta dal regolamento che si integra alla brake duct. C’è chi imputa a Kimi una guida fin troppo aggressiva sui cordoli tale da giustificare la rottura. Toto Wolff ha difeso il suo pilota, mettendo l’accento sulla mancanza di affidabilità che alla Mercedes è già costata tre ritiri.
Antonelli è stato costretto a due soste ai box: nella prima al 41esimo giro gli hanno sostituito il muso e l’ala anteriore, mentre nella seconda, due tornate più tardi, gli hanno strappato quanto faceva attrito fra quanto rimaneva della wheel shield e il cerchio.
È molto probabile che le viti che legano la palpebra in materiali compositi alla brake duct non abbiano più tenuto a causa delle vibrazioni e ci sia stato il distacco della wheel shield che, non più ancorata ha cominciato a muoversi come fosse una banderuola incontrollabile e incontrollata.
Il braccio dello sterzo non riusciva più a scorrere nel suo ambito naturale perché faceva attrito sulla wheel shield e anche le escursioni del puntone del push rod erano condizionate da un oggetto disarticolato che ha reso la guida molto problematica. Sterzare a sinistra era completamente diverso che girare a destra, tanto più che il volante non stava più dritto. In quelle condizioni era impossibile disegnare delle linee, tant’è che Kimi ha collezionato una serie di track limit che lo hanno portato alla penalizzazione di 5 secondi sul tempo alla bandiera scacchi.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
Antonelli ha dimostrato uno straordinario adattamento alla guida della W17 ferita (il giro 45 lo ha chiuso in 1’33”812 e la tornata successiva in 1’33”503 che era, comunque, una delle migliori prestazioni in quella fase di gara!). Quello che si è saputo dopo è che Kimi stava guidando una F1 asimmetrica che sul lato sinistro aveva perso qualcosa come 100 punti di efficienza aerodinamica! Non solo, ma anche la portata della presa d’aria per il raffreddamento dei freni (disco e pinza) e per l’alimentazione del flusso fresco nei cestelli è stata compromessa.
L’emiliano, con una macchina fortemente menomata, il traguardo lo ha tagliato eroicamente al nono posto, dimostrando che la sua voglia di continuare era giustificata, ma poi è stato retrocesso fino al 16esimo posto finale a causa della penalizzazione: la safety car, causata al giro 46 dall’uscita a Stowe di Max Verstappen gli ha giocato contro, perché il gruppo si è compattato per giungere alla bandiera a scacchi dietro alla vettura staffetta.
Quando dice male...
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