F1 | Andretti: l'ingaggio di Symonds destinato a creare polemiche
Il tecnico inglese 70enne ha lasciato il ruolo di direttore tecnico di F1 e poco dopo ha chiuso un accordo di cosulenza con Andretti Group. Ma è possibile che uno che ha contribuito alla stesura delle regole 2026, che ancora devono essere ufficializzate dalla FIA, possa andare a lavorare in un team che vuole entrare nei GP?
Non è stato un bel segnale per la F1. E nessuno ha trovato niente da dire, ma l’ingaggio di Pat Symonds da parte di Andretti Global come consulente ingegneristico esecutivo dimostra che nel Circus ci possono essere delle porte girevoli senza alcun rispetto dei ruoli.
È vero che il team di Michael Andretti è una struttura che si sta consolidando, che (ancora) non è riconosciuta nel mondo chiuso della F1 che non vuole l’ingresso dell’undicesima squadra, ma ci è parsa del tutto fuori luogo la fanfara che ieri ha fatto suonare il pur bravo manager americano: "Non potremmo essere più entusiasti di accogliere Pat nella famiglia Andretti. La sua profonda conoscenza dell'aerodinamica, della dinamica dei veicoli e delle Power Unit di F1 sarà fondamentale per continuare a costruire una squadra competitiva. Ritengo che la sua esperienza sia stata fondamentale nel plasmare il nostro percorso in Formula 1 e il suo voto di fiducia nell'unirsi a noi la dice lunga. Sono davvero felice di questo prossimo passo, mentre il nostro lavoro continua a ritmo serrato".
Michael Andretti, titolare di Andretti Group che vuole entrare in F1 nel 2026
Foto di: Alexander Trienitz
Beh non ci sarebbe niente da dire se il personaggio in questione fino a ieri l’altro non fosse stato il direttore tecnico di Formula 1, concludendo un ciclo di sette anni in cui ha lavorato per il promotore del campionato, contribuendo alla scrittura delle regole 2022 delle monoposto a effeto suolo e anche alla definizione delle monoposto che correranno dal 2026.
La Federazione Internazionale ufficializzerà il 6 giugno le norme che daranno corpo alle F1 del prossimo futuro e Symonds fa il salto di barricata ancora prima di quella data. Il 70enne inglese si aggrega ad Andretti Global con un passaggio di ruolo che non può non far discutere. Chi ha partecipato alla stesura delle regole porta il suo bacino di conoscenza in dote ad una squadra. Non va bene.
È vero che c’è stato un precedente con Marcin Budkowsi, l’ingegnere che era a capo del dipartimento tecnico della FIA. Il polacco conosceva tutti i segreti delle monoposto dell’epoca, ma scatenò violente polemiche il suo passaggio nel 2017 alla Renault, tanto che la Federazione Internazionale impose un periodo di gardening ai tecnici che lasciavano l’organo federale avendo conoscenza di tutti i segreti delle monoposto.
Non è il caso di Symonds che esce dal gruppo di lavoro di Liberty Media e dopo un breve periodo di convalescenza per un problema. Immaginiamo che questo passaggio di consegne non debba essere piaciuto troppo a Stefano Domenicali, presidente e CEO di F1, visto che il detentore dei diritti commerciali del massimo campionato, aveva espresso il suo parere negativo all’allargamento del Circus al team Andretti.
Tecnico di provata esperienza, Pat si porta dietro una brutta ombra professionale: era stato fra i condannati per lo scandalo del Crashgate nel GP di Singapore del 2008. Una bruttissima storia che nel team Renault aveva coinvolto anche Nelsinho Piquet e Flavio Briatore: il pilota brasiliano era andato a sbattere volontariamente per provocare l’ingresso della safety car, dopo che il compagno di squadra, Fernando Alonso aveva già fatto il pit stop e per questo vinse la gara.
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